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Scritto Lunedì 12 aprile 2021 alle 21:40

Airuno: in un documentario di Dario Angelibusi, magia e storia del Santuario della Rocchetta

Ci sono luoghi che nel corso dei secoli diventano i custodi di vite, tradizioni, abitudini di una comunità, vegliando su di essa silenziosi. É il caso del Santuario della Madonna della Rocca di Airuno, piccolo tesoro nascosto che il paesino sulle sponde dell'Adda porta nel cuore, tramandandone l'amore di generazione in generazione. Dopo aver lavorato per anni come giornalista sul territorio e divenuto poi insegnante a tempo pieno, il lecchese Dario Angelibusi ha voluto proprio riscoprire queste gemme, inaugurando a settembre il suo canale YouTube che celebra i siti storici locali. Il progetto, che risale all’estate 2020, l’ha visto protagonista, insieme ad alcuni collaboratori, di una lunga ricerca corredata dalla passione per la storia e per il territorio.


Proprio oggi, in Municipio ad Airuno, Dario ha presentato insieme al sindaco Alessandro Milani uno dei video, ambientato proprio alla Rocchetta. “Ritengo il Santuario uno tra i luoghi più suggestivi del territorio, che porta con sé devozione, storia e natura” ha raccontato. Quando Dario, poco più di un anno fa, ha raccontato al sindaco delle sue intenzioni, ha trovato grande collaborazione: amministrazione comunale, videomaker, Pro Loco, parrocchia e lo storico locale, Angelo Tavola, hanno incominciato a lavorare in sinergia, ed il risultato è un documentario di 8 minuti che ripercorre la storia della Rocchetta fin dalle sue origini. “L’antica sentinella - così è definito il Santuario - è originaria del Settecento, periodo in cui la chiesa in cima al colle fu trasformata nell’attuale santuario dell’Addolorata” racconta Dario. La costruzione, però, è un vecchio castello, che risale addirittura al 960, in cui hanno vissuto i Longobardi.


Alessandro Milani, Angelo Tavola e Dario Angelibusi

A ripercorrere le vicende del passato è Angelo Tavola, memoria storica locale ed autore, insieme a Tarcisio Longhi, di “Airuno - un paese da amare”, datato 1984. Estremamente entusiasta del progetto, che mette in luce il sito, Tavola ha raccontato: “La Rocca è stata per la comunità un punto di riferimento nel corso dei secoli, e abbiamo testimonianze attendibili che riportano di come, anche nel Settecento e nell’Ottocento, gli airunesi si rivolgevano alla Madonna del Santuario, riponendo in essa crucci e speranze”. Attorno al 1450 il castello su cui oggi sorge la chiesa era una vera e propria ‘piazza forte’, nelle mani del Duca di Milano, che fungeva da sentinella sul confine con la Repubblica di Venezia. Oggi, della fortezza sono rimasti solo alcuni ruderi a nord e a sud, poiché dai sassi delle macerie è nata proprio la chiesa, meta ambita sia per la sua posizione strategica sia come luogo di pellegrinaggi.
È una valenza storica non da poco, dunque, quella tramandata nel corso dei secoli da airunesi e non che hanno imparato ad amare la Rocca, la cui festa cade nel Lunedì dell’Angelo e in settembre.




Entusiasta e un po’ emozionato anche il sindaco Alessandro Milani, che per prima cosa ha voluto ringraziare l’autore del video, Dario Angelibusi, Angelo Tavola per il suo fardello di memorie e aneddoti, don Ruggero Fabris per la collaborazione e la Pro Loco.  “Quando il sole si avvia al tramonto, un profilo di collina e di chiesetta si disegna sull’acqua quieta dell’Adda. È la Rocca, che prima del calar della notte saluta il fiume, con il quale ha veduto trascorrere nove secoli di storia”: recita un verso di Umberto Pozzoli, a testimonianza di come siano in molti ad aver compreso il potere del luogo. “Nello statuto della Pro Loco c’è la volontà di portare avanti la valorizzazione della Rocca” ha ricordato Milani, spiegando che, purtroppo, il Covid ha impedito l’organizzazione di una serata di presentazione per il documentario, ma che si è voluto comunque mettere a conoscenza i cittadini il progetto.



Nel corso degli anni, come ha ricordato Tavola, non si è mai interrotta la cura della comunità airunese, che svolge manutenzione ordinaria e straordinaria sul sentiero che porta al Santuario. Restauri periodici, come quello del 1995, hanno portato alla luce nuovi tesori, tra cui il dipinto dell’Addolorata dietro l’altare, o i 130 gradini della scala santa, i muretti e il vecchio muro di cinta del castello, rimesso a nuovo dalla Pro Loco.
È l’amore della gente che mantiene vivo il luogo, dunque, e il video di Angelibusi, realizzato con la collaborazione tecnica di Leonardo Arena, Luca Raffaele, Gianfranco Scotti e Stefano Bolotta, non farà che accrescere la cerchia di coloro che, silenziosamente, lo tramandano alle generazioni successive.
G.Co.
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