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Scritto Sabato 10 aprile 2021 alle 13:00

Airuno: Retesalute accende la discussione. 'Sì' alla liquidazione di Tavola e minoranza

Ancora un colpo di scena durante il consiglio comunale di Airuno. Nella serata di venerdì 9 aprile, infatti, l'assise si è riunita per votare lo scioglimento mediante procedura di liquidazione volontaria dell'Azienda Speciale Retesalute. Portando avanti la linea già anticipata durante i mesi scorsi, infatti, l'amministrazione del sindaco Alessandro Milani si è dichiarata contraria alla liquidazione, in sostanza per una mancanza di chiarezza nella contabilità dell'azienda. A sorpresa, però, in fase di votazione il capogruppo di maggioranza, Simone Tavola, ha chiesto la parola per esprimere il suo parere, discordante rispetto al pensiero della sua squadra. "Il mio voto di oggi, che dichiaro favorevole (alla liquidazione, ndr) si basa sul principio che un'amministrazione comunale, su tematiche sovracomunali importanti, a mio avviso dovrebbe percorrere la strada della della coesione territoriale e dell'unità di azione" ha detto.


Adriana Rossi, Alessandro Milani e la segretaria comunale, dott.sa Francesca Zotti

Ad aprire la riunione è stato il riassunto del vicesindaco con delega al bilancio ed alle pari opportunità Adriana Rossi, che ha ripercorso la vicenda Retesalute. Spiegando che, allo stato attuale, non ci sarebbero alternative alla liquidazione,  ha dato voce ad alcune riflessioni. "In questi mesi si è parlato spesso della vera situazione economica di Retesalute che piano piano veniva alla luce. Si sono susseguite varie fasi, dal negare l'evidenza dei numeri all'evitare la ricerca dei responsabili. Ora si attribuisce la responsabilità del disavanzo di bilancio ai comuni che hanno pagato i servizi meno del dovuto e di conseguenza devono ripianare il debito." Secondo l'amministrazione in carica, però, il cuore del problema non sarebbero gli enti locali che hanno fruito di prestazioni sottocosto, quanto più che rete salute è un modello di business che oggi appare economicamente insostenibile. "L'Azienda eroga infatti servizi quasi interamente forniti da subfornitori e non riesce a coprire i costi della stessa struttura interna creando così il negativo in bilancio" ha proseguito il vicesindaco, chiudendo spiegando che "se Retesalute fosse in grado di camminare e stare in piedi a queste condizioni ben venga, in caso contrario il Comune non deve essere vincolato a rimanere in un'azienda che non possa garantire servizi a prezzi ragionevoli di mercato. E questo è esattamente quello che è successo ai comuni dell'oggionese che sono usciti dalla gestione lecchese nel 2019". Visto il futuro più che mai incerto - che dipende, a poco tempo dal consiglio comunale, dal parere di Merate - l'amministrazione Milani ha reclamato un'assunzione di responsabilità, elencando tra i dubbi la mancanza di un vero piano industriale per gli anni a venire, poichè non si sa quanto i soci dovranno sborsare.



Claudio Rossi e Simone Tavola

A questo punto  è intervenuto l'assessore Claudio Rossi, dando man forte alla tesi della maggioranza. "La materia è estremamente complessa" ha ammesso "e addentrarsi in questi meandri è difficile. Abbiamo sempre dichiarato il nostro favore nei confronti di un'azienda che erogasse servizi sociali, attenta ai cittadini e alla comunità, ma non è pensabile scaricare su di essi l'aumento dei costi".  La palla è passata così alla minoranzaAdele Gatti ha dato voce ad alcuni commenti e dubbi sulla situazione esposta in consiglio: "Applicare la legge di mercato su un'Azienda che fornisce servizi sociali è limitante, poiché questa non produce fatturato ma appunto prestazioni per i cittadini, investendo sulle persone". Dicendosi perplessa per la presa di posizione della maggioranza, e ricordando che la delibera è il frutto di un continuo confronto tra sindaci ed esperti, ha sottolineato l'importanza della ricerca di un accordo politico tra le parti coinvolte. Citando i lati positivi, l'esponente di "Progetto Comune" ha definito 'interessante' il progetto di ritorno dell'azienda in bonis: "Mi sembra un punto a favore della delibera il fatto di immaginare che, pianato il debito, Retesalute possa proseguire nel suo intento, certo con logiche diverse".



La minoranza: Gianfranco Lavelli, Adele Gatti e Francesco Galli

D'accorso il capogruppo di minoranza Gianfranco Lavelli, che ha dichiarato: "Non siamo certo contenti di prendere la decisione di liquidare questa azienda, ma concordiamo con tutti i comuni del Meratese sul fatto che anche Airuno debba sostenere questa scelta. Riteniamo che questa decisione possa salvaguardare la presenza di Retesalute sul nostro territorio e permetterà di farla ripartire con più tranquillità, assicurando così la continuità dei servizi erogati fino ad oggi ed il mantenimento di quasi un centinaio di dipendenti". Appoggiando anche la decisione di creare una composizione collegiale dell'organo di liquidazione, Lavelli ha concluso con l'augurio che "anche il sindaco di Airuno con il suo gruppo dimostri di avere a cuore Retesalute, dimostri di non pensare solo al peso economico che ciò comporterà per il comune - peso che c'è - ma, ragionando in termini solidaristici resti socio dell'azienda". Il capogruppo di Progetto Comune ha concluso sottolineando che, durante il consiglio del 31 marzo, l'amministrazione Milani aveva dichiarato di aver toccato con mano le tante fragilità che ci circondano, e quanto queste abbiano bisogno di risposte immediate con personale valido. "Risposte che è un'azienda del territorio salute può assicurare con le sue professionalità e competenze, che non sono mai state messe in discussione."  Dopo che Adele Gatti ha definito "grave" la posizione contraria del comune, il sindaco Milani ha ribattuto: "Io ritengo grave invece appoggiare lo scioglimento, poiché non è tutelante dal punto di vista dei cittadini. Non mi importa che gli altri comuni siano a favore, in un anno e mezzo abbiamo mantenuto la stessa linea e oggi votiamo contro perché avevamo chiesto di apportare delle indicazioni che non sono però state inserite della delibera." Incalzato dalla domanda di Gianfranco Lavelli, che ha domandato al sindaco quali soluzioni proponga effettivamente la sua amministrazione, con il voto contrario, Milani ha dichiarato di non potersi fidare ad oggi dell'Azienda, che non dà certezze. Il consigliere Adele Gatti è intervenuta rimarcando che, nel momento in cui i soci ritengano di non essere più tutelati da un'azienda di cui fanno parte possono chiederne l'esclusione: "Votare no significa frenare un'operazione che chiude una parte importante della vicenda". "Il nostro voto vuole essere un modo per spronare Retesalute" ha chiuso la discussione l'assessore al bilancio Adriana Rossi, chiamando la votazione.  A sorpresa, appunto, come già anticipato, poco prima della messa ai voti è intervenuto Simone Tavola, che ha spiegato le sue ragioni al voto favorevole alla delibera (CLICCA QUI per leggere il suo discorso integrale).
Simone Tavola, Gianfranco Lavelli, Adele Gatti e Francesco Galli hanno dunque votato a favore, mentre gli altri esponenti del consiglio si sono detti contrari. 
G.Co.
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