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Scritto Venerdì 09 aprile 2021 alle 12:04

Lomagna: il regolamento non è un optional

IL COMMENTO

Avviso di convocazione di Consiglio comunale sciagurato, quello di Lomagna riferito al 12 aprile. Già in partenza fa prefigurare un clima tutt’altro che sereno. Lo “sgarbo istituzionale” già lamentato dal gruppo di minoranza Uniti per Lomagna in una conferenza stampa, oggetto di discussione anche nell’assise di settimana scorsa, ora raddoppia. Non solo al Consiglio straordinario richiesto dall’opposizione non è stata riservata una giornata ad hoc, come pubblicamente sollecitato, ma addirittura non appare nell’avviso di convocazione la distinzione tra l’adunanza ordinaria e straordinaria.

Così facendo è stato violato il Regolamento del Consiglio comunale, art. 50 comma 6, che dice espressamente: “Nell’avviso deve essere sempre precisato se l’adunanza ha carattere ordinario, straordinario o d’urgenza”. Non può essere una scelta discrezionale. Durante la trattazione nell’aula virtuale, la minoranza avrebbe a questo punto tutto il diritto di porre la questione sospensiva (art. 69). Ad essere triste è che a Lomagna c’è bisogno di sfogliare il Regolamento per accertarsi su quali siano le garanzie affinché le funzioni che possono essere esercitate dai consiglieri siano rispettate, quando basterebbe un po’ di buonsenso.

Difficile sospettare infatti che con la richiesta di convocare un Consiglio comunale straordinario la minoranza lomagnese voglia compiere un colpo di Stato. Viene piuttosto da immaginare che voglia sfruttare un istituto, applicabile da Regolamento, per mettere al centro del dibattito pubblico argomenti che stanno particolarmente a cuore, da un punto di vista politico, ai proponenti. I quali, dunque, vogliono mettere in risalto alcune questioni, più di quanto non possa avvenire con gli strumenti ordinari delle interrogazioni, interpellanze e mozioni. Buona prassi vorrebbe perciò che il Consiglio straordinario non sia accorpato nello stesso giorno di un’adunanza ordinaria, anche se fosse per un solo argomento. Qui sta il nocciolo dello “sgarbo istituzionale”, che due settimane fa ha portato “Uniti per Lomagna” a ritirare i punti che aveva chiesto di discutere in via straordinaria.

Strano che la sindaca Cristina Citterio, dagli illustri natali quanto a impegno nell’amministrazione locale e in Parlamento, non abbia colto questi aspetti dal valore squisitamente politico. Altrettanto strano è che nessuno della Giunta con lungo corso alle spalle glielo abbia suggerito. Anche per favorire un clima disteso durante la prossima assise, che invece già puzza di rancido.

Il karma, tuttavia, ora potrebbe fare la sua parte. Notizia fresca delle ultime giornate è che l’assemblea dei soci di Retesalute chiamata a votare la liquidazione dell’azienda speciale potrebbe essere rinviata, come avanzato da Olgiate Molgora. Così la delibera del Consiglio comunale in merito verrebbe sospesa, in attesa di ulteriori sviluppi sulla delicata vicenda debitoria. Cernusco Lombardone ha agito in tal senso e il gruppo di minoranza di Lomagna ha chiesto formalmente nella serata di mercoledì 7 aprile di seguire questo esempio, muoversi con estrema cautela e assumere la decisione in una seconda fase. Se questa sarà la strada che la Giunta di Lomagna vorrà intraprendere – cosa tutt’altro che scontata – con il ritiro del punto all’ordine del giorno sullo scioglimento di Retesalute resterebbero in elenco soltanto gli argomenti del mai convocato Consiglio straordinario.
Marco Pessina
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