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Scritto Venerdì 09 aprile 2021 alle 11:37

Scuola, mia cara dolce scuola

E' l'8 di Aprile. Oggi si aprono alcune scuole. Mia figlia si alza prestissimo. Viene accompagnata come sempre dal nonno (welfare) per arrivare al piedibus. Qui accade la prima magia. Attende la super carovana fino a che si accoda anche lei. Una piccola attesa per i ritardatari. E tanti raggi luminosi: i sorrisi si vedono già dagli occhi. La frase espressa al ritorno è quantomai eloquente. Io e la mia amica ci siamo chieste: E' un sogno o la realtà? Siamo a scuola!!! Non ci credo!
L'intervallo logicamente è il vero protagonista della giornata. Altro che italiano matematica ecc.
Poi la moglie mi racconta la mattinata del figlio, il piccolo. Fatica a svegliarsi presto. Dopo la terza chiamata mia moglie affonda il colpo. Dai su, che dobbiamo andare dalla maestra :::::: Mio figlio non capisce; risponde no, niente bici. Allora mia moglie insiste. Andiamo a scuola da :::::: Incredibilmente si alza subito sul letto come un suricato. Scende. Chiede di vestirsi. Poi inizia a correre per il corridoio. Si lamenta perchè mia moglie è troppo lenta. Poi chiede. Ma ci sono tutti? C'è ::: e ::: e ::: e :::? Si tutti. Corre per la strada. Non chiede aiuto a nessuno e felice arriva dalla maestra la quale dice: si, è tutto vero, siamo qui a scuola. Arrivo a casa e sento tutte queste storie che hanno un piccolo parallelismo con la Pasqua. Questi bimbi sono rinati. Ma è rinata anche mia moglie e io sono il testimone di tutto questo. Perchè?
Semplicemente perchè è la stessa cosa che ho visto io nel mio lavoro, a scuola, fuori dai cancelli prima del suono della campanella e poi dentro, durante la lezione. In due ore di lezione con una classe ho fatto quello che avrei potuto proporre in una settimana di Dad. In giro ad accogliere le richieste degli alunni, sentendo i loro bisogni e la loro felicità. La classe mi sembrava strana. La mia voce sembrava fortissima. Non ero abituato. Con tutti i microfoni spenti la storia è proprio diversa. Ma a scuola, in presenza, il microfono, le immagini bloccate e tutti quei limiti sono un lontanissimo miraggio. Esco dalla scuola e lascio i bambini che corrono durante l'intervallo con i soliti saluti che ti fanno andare via come una star. Che bella la vita. Quella vissuta. Viva la scuola. Spero presto per tutti!
Lettera firmata
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