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Scritto Giovedì 08 aprile 2021 alle 18:48

Lago, Massironi: tutela dell’area, equilibri naturali e fruizione sono tre finalità inscindibili. Migliorare la riserva senza negarne l’uso




Merate 8 Aprile 2021

Lettera aperta  agli Ill.mi Signor Sindaco, Signori Assessori, Signori Consiglieri del comune di Merate


Oggetto : modifica regolamento della Riserva Naturale Lago di Sartirana

Sono trascorsi pochi giorni dall'entrata in vigore del divieto di accedere alla riserva dal 1° Aprile al 15 Giugno, come previsto nell'apposito piano deliberato dalla Giunta Regionale del 3 Agosto 1990 n. 4/567753. Per il secondo anno consecutivo, l'Amministrazione è stata costretta a chiudere l'accesso al sentiero perimetrale della riserva, in seguito alla segnalazione del neonato Comitato Civico Ambiente di Merate, guidato dalla Signora Elena Calogero.

Questo divieto, che fra l'altro è coinciso con i vincoli imposti dalla pandemia, oggi appare davvero insensato ed assurdo. La chiusura  all'accesso pedonale non è mai stata applicata nel passato, in quanto il sentiero da tempo immemore è utilizzato da parte dei cittadini di Merate e  non ha mai creato alcun tipo di problema alla salvaguardia della flora e della fauna che si trova nella riserva.                        


Nel 1998, dopo aver ripristinato negli anni precedenti una parte significativa dei preesistenti canali, è stato concordato con la Regione di applicare il già citato divieto al solo canneto. Ne sono conferma la cartellonistica ancora presente in alcuni punti e il regolamento di gestione del 14 Dicembre 1998. Purtroppo la Regionale Lombardia non ha dato seguito alla promessa di modificare il piano della riserva in tal senso, probabilmente per via dell'avvicendamento sia dei funzionari sia delle amministrazioni che si sono succedute.                                                                                                        


E' ovvio che è l'accesso al canneto che può disturbare le caratteristiche naturali, della flora, della fauna ittica e ornitologica. Perciò l'applicazione del predetto divieto ha senso se limitato al canneto e non esteso al sentiero utilizzato dai cittadini che hanno diritto di godersi le bellezze naturali e paesaggistiche che il lago di Sartirana offre, come previsto nel Piano Regionale sopra citato. Ritengo opportuno sottolineare che la Riserva del Lago di Sartirana  è stata costituita con la Legge Regionale n. 86 del 30 Novembre 1983; le finalità sono state definite nel piano deliberato dalla Giunta Regionale del 3 Agosto 1990 e precisamente:

a) Tutelare le caratteristiche naturali e paesaggistiche dell'area.

b) Sperimentare tecniche di ripristino degli equilibri naturali da impegnarsi nella gestione delle zone umide.


c) Disciplinare e controllare la fruizione del territorio a fini scientifici e didattico-ricreativi. ( capitolo 2 pag.5)          

A pag. 7 si precisa :"Il Piano dovrà quindi consentire mediante la sua normativa il conseguimento in modo equilibrato di tutte le tre finalità".


Apprendo dagli organi di stampa che l'Amministrazione Comunale sta modificando il regolamento della Riserva.

E' un'opportunità per ridefinire le regole tese a raggiungere le finalità per cui la riserva è stata costituita:
" Equilibrio fra tutte e tre le finalità"!


Da quello che è emerso dall'ultimo Consiglio di Gestione appare evidente che le proposte fatte dalla biologa incaricata sono tutt'altro che equilibrate.

Non conosco la professionalità della biologa, incaricata e pagata dal Comune di Merate per supportare tecnicamente le  modifiche da apportare al regolamento della riserva, ma qualunque sia il suo livello di preparazione non è accettabile che si permetta di dichiarare : " La consuetudine è difficile di sradicare ma è importante che si entri in un ottica che il Lago di Sartirana è una Riserva naturale, dunque bisogna fruirne in modo responsabile". 


Con quale autorità la biologa stabilisce  quali consuetudini devo continuare a perpetrarsi nel tempo e quali devono essere sradicate da una comunità? Un concetto simile è stato espresso all'inizio di quest'anno dal Comitato Civico Ambiente di Merate che manifesta un radicalismo esasperato a favore di una delle tre finalità previste dal Piano, invece di tener conto di un equilibrio fra le attività antropiche , paesaggistiche e naturali della riserva.


Le consuetudini e le tradizioni sono valori che contraddistinguono il nostro Paese.  Negare per due mesi ai cittadini la possibilità di fare una passeggiata sul perimetro del lago godendosi le bellezze del nostro territorio, vietare i  fuochi d'artificio che si ripetono da un secolo, alla festa patronale di Sartirana, che durano 20 minuti all'anno, significa vessare i cittadini del Meratese in modo ingiustificato.

La politica deve intervenire per fare in modo che le tre finalità che si propone il piano debbano essere raggiunte in modo equilibrato, tenendo in giusta considerazione le esigenze della propria comunità. Con un gruppo di amici di Sartirana il 18 Dicembre del 1974 abbiamo costituito il Comitato Lago di Sartirana per salvaguardare il lago dall'impaludimento che lo stava riducendo ad uno stagno.

Il 6 Maggio del 1976  abbiamo trasformato il Comitato in Cooperativa Lago di Sartirana S.r.l. autotassandoci per sperimentare la riduzione del canneto che stava colonizzando il lago.

Ricordo, per chi non lo sapesse o si fosse dimenticato, che grazie alla determinazione politica dell'Amministrazione Ghezzi, che ha fatto proprie le istanze della Cooperativa Lago di Sartirana s.r.l.,  il comune di Merate ha inciso nella redazione della Legge  Regionale e ha ottenuto la gestione diretta della Riserva al fine di gestirla nel modo più appropriato.

Nel corso  di questi quarantacinque anni, grazie all'impegno delle Amministrazioni che si sono succedute, ai volontari che hanno partecipato in modo significativo alla riqualificazione della riserva, ho avuto la fortuna ed il piacere di vedere il nostro lago anziché trasformarsi in uno stagno divenire un'oasi di pace dove flora, fauna e attività antropiche convivono in modo equilibrato. C'è ancora molto da fare per migliorare e salvaguardare il nostro lago.

I lavori di manutenzione del sentiero e la tinteggiatura della cartellonistica fatta dai volontari, guidati dal direttore della riserva Brambilla Mauro, a cui voglio esprimere un sincero ringraziamento, il grande progetto programmato dall'Amministrazione per migliorare la qualità dell'acqua, che mi auguro venga realizzato,  vanno in questa direzione. Ma che senso ha tutto questo se si nega la fruizione ai cittadini?
Andrea Massironi
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