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Scritto Mercoledì 07 aprile 2021 alle 17:23

Retesalute: Olgiate si rivolge alla Corte dei Conti e chiede il rinvio della liquidazione. E Cernusco sospende il Consiglio

Brusca frenata in arrivo per lo scioglimento di Retesalute. Il notaio Francesco Brini era già pronto a formalizzare l’atto di liquidazione nella seduta straordinaria dell’assemblea dei soci convocata per il 14 di aprile. Ma le cose potrebbero non stare così e ora la palla è in mano al presidente dell’assemblea, il sindaco di Merate Massimo Panzeri.

A determinare la possibile impasse è Olgiate Molgora, il cui vice sindaco e assessore ai Servizi sociali Maurizio Maggioni già in passato non ha fatto mistero di scarsa condivisione dell’azione portata avanti dall’attuale CdA. Ieri, nel primo pomeriggio, il sindaco olgiatese Giovanni Battista Bernocco – sentito il proprio segretario comunale – ha chiesto formalmente il rinvio dell’assemblea.



L'assessore Maurizio Maggioni e il sindaco Giovanni Battista Bernocco

Le ragioni vengono fatte risalire al contrasto sul pronunciamento della Corte dei Conti Lombardia rispetto a quelli recenti della Corte dei Conti Campania per casi analoghi. Discordanze che Olgiate ritiene siano “non di poco conto”, nella consapevolezza che “una liquidazione illegittima potrebbe causare gravi conseguenze in parte già anticipate nel parere del legale del Comune di Ello”. Alla luce di questa analisi, e per fare chiarezza, l’Ente guidato da Bernocco ha inoltrato un quesito alla Corte dei Conti il 25 marzo. I sindaci ne sono stati informati appunto ieri.

Le perplessità messe nero su bianco da Olgiate non si fermano però qui. Viene evidenziata una criticità nel demandare ai liquidatori il compito di definire un piano di liquidazione che abbia degli obiettivi che si potrebbero compiere solo dopo aver disposto lo scioglimento stesso dell’azienda. In particolare, prospettare la revoca della liquidazione e dunque “il ritorno in bonis” non potrebbe essere previsto. Olgiate chiede di congelare tutto fino alla ricezione del parere della Corte dei Conti. Se l’esito sarà positivo si potrà dar corso alla liquidazione, specificano dal Municipio avente sede in via Stazione. In alternativa, lasciano intendere, tutto dovrà essere rivisto.

A Osnago, nel Consiglio di ieri sera, si è fatto finta di niente e i consiglieri non sono stati messi al corrente della pesante richiesta di Olgiate che potrebbe compromettere la stessa convocazione straordinaria dell’assemblea dei soci [clicca QUI]. Senza fare nomi, il sindaco Paolo Brivio ha soltanto lanciato una personale invettiva: "Dopo due anni, chi accampa ragioni procedurali per rinviare una decisione di fatto sollecita una situazione di cui sarà difficile vedere la ricomposizione. Di fatto si assume la responsabilità politica di mettere in discussione la gestione associata dei servizi sociali del territorio. Questo può essere un obiettivo politico che qualcuno ha in mente di perseguire e forse sarebbe bene che lo dichiari apertamente".



Il sindaco Giovanna De Capitani

Una reazione in senso opposto, invece, arriva da Cernusco Lombardone, dove la sindaca Giovanna De Capitani ha sospeso in extremis l’adunanza prevista per le ore 19.00 di oggi. “Preferisco che la delibera sia sottoposta al Consiglio comunale quando il percorso da intraprendere sarà chiaro” ci spiega contattata telefonicamente. Il primo cittadino cernuschese evidenzia che il parere del proprio revisore dei conti alla proposta di delibera è stato positivo ma che “in ogni caso ci potrebbero essere elementi ulteriori da valutare se la Corte dei Conti dirà che non si può fare”. Un ragionamento che non fa una piega, al netto delle tempistiche ristrette che complicano il quadro generale e gli equilibri politici. La scorsa settimana la sindaca De Capitani ha organizzato un incontro tra i capigruppo consiliari e il revisore di Retesalute, il dott. Stefano Maffi, che già durante la scorsa assemblea dei soci aveva invitato i Comuni soci a ponderare attentamente la via della liquidazione con opzione di revoca. “Non è un’operazione semplice” aveva avvertito Maffi, indicando invece i presupposti per la ricapitalizzazione [clicca QUI]. Una strada, quest’ultima, che il revisore aveva espresso anche in una relazione del 16 febbraio scorso. “Ci possono essere altre strade, una l’ha indicata il consigliere Krassowski. L’importante è mantenere l’obiettivo di salvare l’azienda” osserva ora la sindaca De Capitani, che con scetticismo rincara: “Ci si inventa questo ‘ritorno in bonis’, che non a caso viene messo tra virgolette”.

Nella delicata posizione di presidente, Massimo Panzeri dovrà prendere atto se ci siano ancora le condizioni per mantenere la convocazione dell’assemblea dei soci o se è da intendersi più opportuno sospendere la seduta straordinaria.
M.P.
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