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Scritto Mercoledì 07 aprile 2021 alle 11:23

L'insegnamento della coda di cavallo

Supponiamo che una coda di cavallo abbia 2.000-3.000 peli. Se ne togliamo 100 rimane sempre una coda di cavallo, no? Altri 100? rimane sempre una coda di cavallo. Altri 100... E così via, di 100 in 100 la coda si assottiglierà fino a diventare, alla fine, un patetico ciuffetto di peli che non si può più chiamare coda di cavallo e perde la sua proporzione e armonia. Ma nessuno può stabilire quando la coda di cavallo ha smesso di potersi chiamare tale. Dopo 300 peli tolti? dopo 500? Dopo 1500? 2000? Mah... Solo che alla fine quello che rimane fa compassione.
E' quello che sta succedendo da moltissimi anni all'ospedale di Merate: un giorno togli gli infermieri, un altro togli un servizio, un'apparecchiatura, sposti un medico, un altro giorno la possibilità di fare certi esami che da ora si faranno solo a Lecco, un altro ti dicono che la prima vista la fai a Merate, ma le successive a Lecco, oppure che gli esami li fai a Merate, ma i referti si ritirano a Lecco.
Un giorno ti dicono che certe radiografie a Merate non le fanno addirittura più (vada all'Ellisse, dicono), un altro ti tolgono l'automedica (novembre 2020), un altro scopri che Lecco ha 15 nefrologi e Merate neanche uno. Un giorno chiudono un reparto, un giorno ne chiudono un altro, un giorno spostano a Lecco questo, un'altro giorno quello, alla fine ci ritroveremo con un ciuffetto striminzito di servizi indegni di chiamarsi Ospedale.

E siccome ci tolgono astutamente 100 peli alla volta, con una scusa, un pretesto, a umma a umma, tutto questo avviene pian piano nell'inerzia e indifferenza del 90% dei meratesi, che restano allineati e coperti. Il restante 10%, ad ogni ciuffo di peli tolti protesta, scrive a Merateonline, ma è il ronzio di un ape dentro un bugno vuoto.

Mentre cane abbaia, il carro, indifferente, va.
Perché Lorsignori, leggendo le lettere di protesta, sorridono e preparano il prossimo scippo.

Tanto sanno che quelli che votando gli hanno dato in mano la Regione e la sanità lombarda, continuerà a votare chi a Merate, Lecco e Milano permette, anzi promuove, appoggia e caldeggia questo spogliamento
Pepito Sbazzeguti
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