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Scritto Martedì 06 aprile 2021 alle 11:37

Mandic: l’attacco finale è stato sferrato

Se il disinteresse della Giunta di Merate rispetto alla pericolosa situazione in cui versa il San Leopoldo Mandic è la diretta conseguenza dell'ignoranza in materia del "Primipilo" che pure ha voluto tenere per sé la delega, assai più grave è il comportamento della minoranza. "Cambia Merate" non governa per una manciata di voti. Ma alla luce di come svolge il ruolo di opposizione, la sconfitta è stata un bene per la città. Perché una comunità di quindicimila persone ha bisogno di gente che abbia davvero voglia di lavorare, non di intellettuali che non vanno oltre la spulcia del bilancio e la diffusione di qualche innocuo comunicato. Castelli, Pozzi , Perego, prima di candidarsi avrebbero dovuto valutare quanto del proprio tempo potevano mettere a disposizione della collettività. Alla luce di quasi due anni appare evidente come il tempo dedicato sia del tutto insufficiente quindi, onestà intellettuale richiederebbe la messa a disposizione del mandato, ammesso che nella lista dei non eletti ci siano persone disponibili.

Le notizie dal fronte dell'ospedale sono sempre più preoccupanti. Il non aver trattenuto in qualche modo Pierluigi Carzaniga ha influito in maniera determinante sull'attrattiva della chirurgia che per fortuna conta ancora su "anziani" di valore come Marco Confalonieri e Paolo Casati (a proposito quando si aggiornerà il sito che riporta ancora i nomi di medici da mesi non più in servizio?).

La sostanziale chiusura di Pediatria e di Psichiatria segna una involuzione destinata a pesare sul ruolo del presidio. Ora se ne andrà anche Giovanni Gatti la cui presenza era già ridotta e a questo punto anche l'Oculistica rischia di finire tutta al Manzoni.

Dove, per inciso, si eseguono ancora interventi in elezione - cioè programmati - mentre a Merate questi interventi sono da tempo azzerati.

Adesso è stato sferrato l'attacco finale con l'imposizione delle ferie obbligatorie al personale di Ostetricia Ginecologia; imposizione mirata a colpire non genericamente il reparto ma una persona specifica. Sospettiamo che la manovra, ben camuffata da ragioni contrattuali, non sia casuale ma studiata per fare in modo di irritare il primario privandolo di una delle sue funzioni, quella di programmare l'attività del reparto con lo scopo di finale di commissariarlo e trasferirne le competenze al capodipartimento che, naturalmente è di stanza a Lecco.

Come reagire a questa situazione? Escludendo una iniziativa diretta di Merate, il cui ruolo nel territorio mai è stato così insignificante in quarant'anni, occorre guardare all'esperienza dell'olgiatese per trovare qualche risorsa di valore. Giovanni Battista Bernocco appare la figura emergente, un sindaco capace di aggregare altri colleghi di non minore valore come Marco Panzeri de La Valletta Brianza, Stefano Motta di Calco, Efrem Brambilla di Santa Maria e Federico Airoldi di Brivio. A loro chiediamo di scendere in campo con determinazione in difesa del presidio, reclamando presso la direzione strategica dell'ASST il reintegro delle funzioni sottratte al Mandic negli anni, e il rispetto delle persone che con abnegazione hanno rinunciato a qualcosa della propria vita per dedicarla alla professione e all'aiuto a donne in difficoltò, da qualsiasi parte del mondo arrivino e qualunque sia la loro condizione socioeconomica. Comprendiamo le ragioni che regolano i rapporti di lavoro ma l'intero reparto è sotto organico eppure riesce a rispondere a tutte le richieste dei pazienti. Per ciò è indispensabile trovare una modalità che dilazioni nel tempo il riequilibrio tra lavoro e riposo senza con ciò imporre ferie forzate a questo o a quel medico. Gli aiuti paventati da Lecco sono più pericolosi del cavallo di Troia. Spetta al Primario operare in modo da assicurare al reparto la piena funzionalità pur nell'osservanza delle regole contrattuali.

Se invece si intende intervenire con imposizioni non negoziabili sappia la direzione strategica che molti non sono più disposti a stare a guardare.

Un movimento si sta formando e presto la protesta istituzionale sarà sui tavoli regionali. Scavalcando i nostri consiglieri di maggioranza e di minoranza, evidentemente impegnati in tutt'altre faccende.

Claudio Brambilla
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