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Scritto Lunedì 29 marzo 2021 alle 19:18

Retesalute:una lettera dell'équipe tutela minori per lamentare scarsa attenzione e solitudine professionale. Interrogativi su direttore e presidente.I soci studiano la bozza di liquidazione

Il prossimo 14 aprile alle ore 20 è convocata l'assemblea di Retesalute.
Nella prima parte, quella ordinaria, si tratterà la presa d'atto della situazione finanziaria e contabile dell'azienda.
Nella seconda parte, quella straordinaria, si porterà all'attenzione dell'assemblea lo scioglimento dell'azienda ai sensi dell'articolo 17 dello statuto, la nomina del liquidatore e del collegio liquidatori, la definizione degli obiettivi d'incarico e i compensi. Presente alla seduta il notaio Francesco Brini.
In queste settimane che precedono la convocazione i soci hanno avuto modo di visionare la bozza di delibera di liquidazione che i sindaci Alessandra Hofman di Monticello, Daniele Villa di Robbiate e Massimo Panzeri di Merate hanno affinato con i consigli dello studio D'Aries.
Durante la conferenza congiunta casatese-meratese sono emerse delle integrazioni che, unite a quelle dei comuni dell'oggionese (che non pagheranno tutta la quota ma solo quella del periodo di presenza) hanno costituito la nuova bozza di delibera che è girata a tutti i comuni in questi giorni. Ogni municipalità poi dovrà analizzarla tramite i propri segretari e potrà apportare eventuali modifiche mantenendo l'impianto centrale lo stesso per tutti. La bozza di deliberà andrà votata nei consigli prima del 14, quando è convocata l'assemblea.

La sede di Retesalute


E mentre in queste ore i comuni stanno prendendo una decisione senza ritorno, dall'interno la situazione è sempre più difficile.
Un clima di scoraggiamento, diffidenza e rabbia dove ci si sente "capri espiatori", non tutelati né supportati dalla stessa azienda di cui si fa parte e dove le richieste di interlocuzione sono cadute nel vuoto. A questo si aggiungono episodi non particolarmente piacevoli, quantomeno dubbi e il dato di fatto una fuga di professionalità che fa "sbandare".
Sono parte dei contenuti della lettera di tre pagine che gli operatori e le operatrici del servizio tutela minori hanno indirizzato al Cda dell'azienda Retesalute, all'assemblea degli enti, all'assemblea d'ambito, dalle Rsu e alle organizzazioni sindacali territoriali.
Una "comunicazione" come l'hanno definita che se da un lato racconta di persone attaccate al loro
lavoro con passione e senso di responsabilità, dall'altra dettaglia una situazione gestionale interna non brillante, anzi sulla quale ci sarebbero ombre tutt'altro che leggere, dove gli operatori sentono la "solitudine professionale" e non trovano un adeguato riscontro nelle figure preposte a questo tipo di ascolto.
Nel giro di pochi mesi si è assistito a quasi una decina di partenze nel servizio tutela minori, alcune anche "storiche" e apicali. Ci sono stati dei "rimpiazzi" mentre in altri casi il posto vacante è stato coperto da personale già in servizio che ha aumentato il suo monte ore. In altri casi ancora non ci sono state sostituzioni.

Il presidente del Cda Alessandra Colombo


Il tutto con un conseguente sovraccarico di lavoro che non ha giovato alla qualità del servizio e alla serenità degli operatori che non hanno potuto adeguatamente affiancare i nuovi ingressi, alcuni anche senza pregressa esperienza.
Nella lunga lettera gli scriventi ribadiscono più volte l'assenza di interlocuzioni e di riscontri da parte del Cda e del direttore Enrico Bianchini "comparso" per saluti da remoto e per una presentazione e in predicato per altri incontri mai avvenuti.
Sul comportamento, quantomeno discutibile del dottor Bianchini, si sono soffermati poi gli scriventi.
Il direttore avrebbe "attenzionato" casi di utenti interessando anche la presidente del CDA dottoressa Alessandra Colombo utilizzando l'indirizzo mail del suo studio legale e non quello dell'azienda. E, caso ancora più grave, avrebbe chiesto a una dipendente di avere della cartelle di utenti in carico, senza notiziare l'équipe che ne sarebbe poi venuta a conoscenza successivamente, scoprendo anche di una indagine interna di cui non si è mai ufficialmente avuto riscontro. Le cartelle prelevate, alla data della lettera, non sarebbero ancora tornate al loro posto così come nessuno avrebbe dato ancora riscontro al quesito sull'opportunità o meno che la presidente dottoressa Colombo continuasse a seguire, come legale di parte, alcuni utenti in carico al servizio, con il rischio di un potenziale conflitto di interesse.
"Quanto descritto" conclude la lettera "profila una situazione difficilmente sostenibile per gli scriventi. Confidiamo che i contenuti di questo documento, delicato ma necessario, vengano accolti al pieno dei nostri intenti ovvero di tutelare non solo noi e il servizio che rappresentiamo, ma anche l'azienda nella sua interezza, creando trasparenza e dialogo, il più possibile costruttivo".

Il direttore Enrico Bianchini

A rispondere, qualche giorno dopo, con 4 pagine il direttore Enrico Bianchini.
"La vostra comunicazione descrive sensazioni e percezioni di vissuti che non trovano un riscontro nella realtà che, al contrario, racconta altro, ma che se rappresentate necessitano delle dovute attenzioni".
Parlando di un "oggettivo certificato medico" che descrive l'azienda il direttore, ribadendo l'impegno di tutti per dare continuità, respinge al mittente le accuse parlando di richieste accolte e interlocuzioni portate a termine e parla di "manifeste incomprensioni" non chiarite con la tutela minori nonostante ci siano state le occasioni per farlo.
Sul fronte del personale non ci sarebbero problemi. Il monte ore parametrato al numero di abitanti, se paragonato ad altre aziende apparirebbe addirittura migliore. Le criticità sarebbero sui part time, concessioni ben oltre quelli previsti da regolamento mentre per quanto riguarda le "azioni di controllo" si tratterebbe di un preciso dovere della direzione.
Le indagini interne con l'acquisizione dei fascicoli hanno avuto seguito in un punto all'ordine del giorno del Cda dove la presidente non ha presenziato mentre sulla presunta incompatibilità sono in corso verifiche non ancora concluse e che avrebbero dovuto essere chiarite in un incontro mai avvenuto per le dimissioni improvvise della coordinatrice.
"Osservo semplicemente come le critiche sollevate" conclude la risposta il direttore "possano nascere e morire in un contesto precedente alla direzione in carica e al cda attuale...non sempre ciò che appare è la verità".
  • CLICCA QUI per visualizzare la lettera dell'équipe tutela minori
  • CLICCA QUI per visualizzare la risposta del direttore Enrico Bianchini
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