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Scritto Sabato 27 marzo 2021 alle 16:07

Lomagna: per 'Uniti' è sgarbo istituzionale abbinare il CC straordinario con l'ordinario

Se la discussione non avviene in Consiglio comunale si sposta in una sede privata. Nella giornata odierna, sabato 27 marzo, il gruppo Uniti per Lomagna ha indetto una conferenza stampa nello studio del capogruppo Mauro Sala, in pieno centro paese. Una feroce invettiva contro la maggioranza e la sindaca in particolare per aver declassato la richiesta di convocare un'adunanza straordinaria e affrontare quattro questioni suggerite proprio dalla minoranza [clicca QUI]. "La discutibile scelta di convocare un Consiglio comunale ordinario non appena la controparte ne invoca uno straordinario non è certo una violazione, ma è deprecabile dal punto di vista del rispetto al dialogo con le minoranze e delle buone pratiche, che imporrebbero almeno un Consiglio ogni mese, anche quando non ci sono argomenti inderogabili" si legge nel comunicato stampa distribuito durante la conferenza.

Giuseppe Valentino, Mauro Sala, Roberta Riva, Gianfranco Castelli

Peraltro i consiglieri non si riuniscono in assise da tre mesi, l'ultima volta risale al 30 dicembre scorso. La minoranza ha quindi ritirato i punti connessi al Consiglio straordinario, ripresentandoli (con alcune variazioni) il 25 marzo. Un gesto per forzare la sindaca ad affrontare questi argomenti in una giornata differente da quella del Consiglio ordinario - quello del 31 marzo avrà già 8 punti all'ordine del giorno - per permettere la più ampia trattazione nel corso di una serata ad hoc.
Secondo Uniti per Lomagna si tratta di una palese mancanza di rispetto istituzionale. Il gruppo minaccia di rivolgersi alle autorità competenti - in primis il Prefetto - per portare all'attenzione il "comportamento anomalo e antidemocratico" dell'amministrazione.
A rimarcare questo episodio, che ha già avuto un precedente nell'estate del 2020 con la richiesta di parlare dell'asfaltatura di via Giotto, si sono riuniti il capogruppo Mauro Sala, l'ex sindaco Gianfranco Castelli, Giuseppe Valentino, Roberta Riva e, collegati da remoto, i consiglieri Irio Tiezzi e Alberto Bonanomi. Ad aprire le danze è stato il padrone di casa: "Dal punto di vista amministrativo siamo allo sbando. Non viene convocato un Consiglio comunale dal 30 dicembre. Da quando sono in Consiglio comunale io non era mai capitato che passasse un lasso di tempo così ampio. Su molte cose non siamo informati perché dal palazzo non esce nulla. Resta tutto nel limbo. Le uniche cose che stanno facendo le avevamo suggerite noi mesi fa. Ci sentiamo a tutti gli effetti una frazione di Osnago. Lomagna ormai non conta più nulla" questo il primo sfogo di Sala.
Gli fa eco Giuseppe Valentino, l'esule di Impegno civico: "La scelta di convocare il Consiglio straordinario a ridosso di quello ordinario, pur non violando alcun Regolamento, lede comunque la capacità di discutere e fare proposte da parte nostra della minoranza. È una questione di buon senso. Tutto ciò esacerba il rapporto relazionale con la maggioranza".

Gianfranco Castelli

Non fa mistero della sua avversione alla Giunta Citterio Gianfranco Castelli. "Sono stato sindaco per 15 anni e in questo modo di amministrare non mi ci ritrovo. Non c'è niente che va come dovrebbe. Il Regolamento non è sanzionato. Penso che abbiano un cervello sufficiente a capire che quanto scritto nel Regolamento sia un'indicazione. Io da sindaco non ho mai messo un limite di tempo, mi sono scontrato aspramente contro qualcuno fino a mangiare anche le ossa, ma non ho mai chiuso un Consiglio comunale a discussione aperta. Se una cosa del genere fosse avvenuta allora sarebbe venuto giù il mondo". Castelli ha poi indicato che il gruppo si rivolgerà a figure autorevoli, esperti in diritto amministrativo per capire se, per il criterio di gerarchia delle fonti, l'atteggiamento della maggioranza non sia contrario a principî di rango superiore.
Il tema del Consiglio straordinario ha scatenato una reazione decisa nella minoranza tanto da riaprire il vaso di Pandora durante la conferenza stampa. A turno i rappresentanti della forza di opposizione hanno ripreso i grandi temi irrisolti di Lomagna, dall'ex Jucker all'ex RDB al centro sportivo, fino alle questioni di normale amministrazione: la gestione dell'isola ecologica, le condizioni viabilistiche in via Milano, la mancata manutenzione delle aiuole in via Garcia Lorca. In particolare Castelli si è soffermato sull'area ex Jucker e sulla mancata comunicazione di informazioni note all'amministrazione, un fatto per lui controproducente anche dal punto di vista della maggioranza. "Se in Consiglio comunale hai taciuto su fatti noti e poi si insedia una ditta che stocca rifiuti illegalmente, il problema poi è tuo. Come si fa a pensare di affrontare la questione quando si porrà?".

Giuseppe Valentino e Mauro Sala

Ora non resta che attendere di scoprire se la sindaca confermerà il Consiglio straordinario nella stessa serata di una sessione ordinaria o se invece darà ascolto al malessere emerso tra i consiglieri di minoranza.

In data 12 Marzo 2021 la minoranza Uniti per Lomagna ha presentato una serie di interrogazioni e interpellanze (quattro per la precisione) che dovevano essere discusse in una seduta di Consiglio straordinaria invocata dai consiglieri di minoranza, visto che il Consiglio ordinario non era ancora stato convocato pur essendo passati quasi tre mesi dall’ultimo (30/12/2020).

In data 23 marzo 2021, anzichè convocare il consiglio straordinario, il sindaco Cristina Citterio, informa i capigruppo che è stato indetto un Consiglio ordinario il 31 marzo ’21 nel quale verranno discussi oltre ad alcuni punti su regolamenti e bilancio, anche le interpellanze e le mozioni presentate dalla minoranza, con la giustificazione che poi, con la Pasqua di mezzo, si sarebbe andati troppo in là con i tempi (da Regolamento i consigli straordinari devono svolgersi entro 20 giorni dalla data di richiesta).
Alla luce di questa reazione da parte del Sindaco ad una richiesta legittima da parte del Gruppo di minoranza, sancita dal regolamento del Consiglio Comunale (Art. 50 comma 4), ci chiediamo quale sia stata la ragione per non accogliere la richiesta della minoranza, di un consiglio straordinario NON agglomerato nel consiglio ordinario e se sia legittimo tale comportamento scorretto e irrispettoso.

Il modus operandi: pur avendo avuto oltre dieci giorni per convocare il consiglio straordinario richiesto si sceglie di aspettare fino all’ultimo per riuscire a organizzare la convocazione ordinaria, dove inserire anche quella straordinaria mettendo così in secondo piano gli argomenti presentati dalla minoranza.
Questa modalità di occultamento, già peraltro utilizzata dal Sindaco in altre occasioni, permette alla maggioranza di mettere in un angolo la forza politica di minoranza senza dargli alcuna possibilità di dibattere democraticamente le tematiche presentate come argomenti urgenti, e relegando, di fatto, la discussione di tutte le interpellanze al tempo massimo di un’ora in fondo a tutti gli altri argomenti messi in OdG dal Sindaco.
Il regolamento del Consiglio Comunale parla chiaro: “Il Consiglio è convocato in adunanza straordinaria quando la stessa sia richiesta al Sindaco da almeno un quinto dei Consiglieri. L’adunanza deve essere convocata entro venti giorni dal ricevimento della richiesta”. Inoltre dice che ci deve essere almeno un Consiglio ogni tre mesi e questa norma, anche se la violazione non è sanzionabile, ha il preciso compito di offrire a tutti i Consiglieri la possibilità di discutere a fondo le scelte fatte ed essere portati a conoscenza di tutti quei dettagli che non è possibile comunicare in altro modo.
La discutibile scelta di convocare un Consiglio Comunale ordinario non appena la controparte ne invoca uno straordinario non è certo una violazione, ma è deprecabile dal punto di vista del rispetto al dialogo con le minoranze e delle buone pratiche, che imporrebbero almeno un consiglio ogni mese, anche quando non ci sono argomenti inderogabili.

Da ormai 2 anni questa maggioranza cerca di negare in tutti i modi, compresi questi subdoli tecnicismi, la discussione nell’ambito dei Consigli Comunali, e si sottrae metodicamente ad ogni tipo di confronto, il Consiglio sembra essere solo una scocciatura, un impedimento inutile.
In tutte le occasioni in cui la minoranza ha presentato istanze e richieste gli è stato risposto in modo burocratese e formale, senza mai avere la capacità di innescare discussioni propositive; i regolamenti vengono puntualmente usati come “clave” per arginare la forza propositiva della minoranza che non ha mai smesso di mettere sul tavolo della discussione temi e proposte, soprattutto in un momento come quello attuale, dove è richiesta una forte componente innovativa.
Profondamente spaventata dal confronto con forze “incontrollabili” questa maggioranza non può fare altro che negare ogni tipo di confronto per mantenere uno stato delle cose che non ha più senso di esistere in una realtà ormai completamente mutata rispetto al contesto in cui sono state vinte le ultime elezioni per una manciata di voti.

I risultati del lavoro di amministrazione che è possibile solo scorgere dall’esterno, purtroppo sono negativi, basti vedere nell’ultimo periodo, l’incapacità di portare a casa finanziamenti importanti che avrebbero permesso lavori come il capotto alla scuola media o il nuovo impianto al centro sportivo di Via Volta, oppure le situazioni ormai cronicamente aggrovigliate da cause e ricorsi come la gestione, da Comune capofila, del progetto sull’impianto di videosorveglianza sovracomunale che si trascina ormai da oltre 3 anni, o l’ex area RDB dove sono ancora in corso cause per risolvere controversie, a nostro parere, facilmente evitabili se solo si fossero chiariti prima alcuni punti centrali per finire con la questione “Gestioni associate” che non è in grado di fare fronte alle mutate condizioni del paese che, con la pandemia, ha ancora più bisogno di presenza e vicinanza da parte delle istituzioni comunali con i suoi servizi e le sue strutture, le quali però continuano a mostrare segni di insofferenza e lotte intestine (vedasi l’ultimo episodio che ha coinvolto la segretaria di Cernusco Lombardone e la dipendente poi passata a Lomagna).
Tutti questi contrasti interni che si stanno verificando da un po’ di tempo a questa parte ci parlano di una struttura comunale sfilacciata nel suo complesso che non riesce ad esprimersi al massimo delle sue potenzialità e che non è gestita in modo ottimale dal punto di vista politico.
Una struttura comunale ingessata e sempre sulla difensiva, incapace di iniziative e proposte nuove, in difficoltà anche solo nel seguire le prassi già esistenti e consolidate.

Per tutti questi motivi Uniti per Lomagna ha deciso di ritirare le interpellanze presentate insieme alla richiesta di consiglio straordinario e di ripresentarle in data 25 marzo c.a, nella speranza che l’Amministrazione sia in grado di ristabilire una nuova data per la discussione dei temi presentati, restituendo la giusta dignità ad argomenti di primo piano come quelli proposti. Uniti per Lomagna ha anche deciso di denunciare alle autorità competenti un comportamento anomalo e antidemocratico che pur non violando palesemente norma alcuna lede profondamente il diritto di cittadini e consiglieri comunali di avere un luogo come il Consiglio Comunale dove conoscere e discutere e proporre per il bene della cittadinanza.



Uniti per Lomagna

M.P.
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