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Scritto Giovedì 25 marzo 2021 alle 18:16

Merate: da Oxford l'immunologo Gorini incontra gli studenti e spiega il vaccino

Rasserenanti e stimolanti le parole dell'immunologo 31enne Giacomo Gorini in diretta da Oxford, che ha incontrato in videoconferenza (trasmessa in streaming dal canale YouTube del Liceo Agnesi di Merate) alcuni studenti delle classi quinte nel primo pomeriggio di giovedì 25 marzo.


La professoressa Ilenia Perrotta ha subito ringraziato il dottore per aver accettato il suo invito e poco dopo è cominciata una serie di domande in merito al vaccino, in particolare Oxford-AstraZeneca, di cui il dottor Gorini ha contribuito allo sviluppo.
"Il vaccino è "una palestra per il sistema immunitario" al quale forniamo "l'identikit" di nuovo nemico, in modo che possa riconoscerlo e combatterlo" ha spiegato Gorini senza scendere in tecnicismi. Perché si parla di vaccini di "serie A" (Pfizer) e "serie B"(AstraZeneca)? Il dottore non sa darsi una risposta e fatica a comprendere il caos scoppiato in Europa, in particolare in Italia. Nel Regno Unito è stato somministrato AstraZeneca a tutte le fasce d'età e non ci sono stati problemi. In Italia è avvenuta una differenziazione - Pfizer ai più anziani e AstraZeneca ai più giovani - ma è una questione "politica", ha spiegato Gorini. Pfizer è stato testato negli Stati Uniti, dove non è stato imposto un lockdown, ed è emersa la sua particolare efficacia sugli anziani, ma AstraZeneca non è da meno, la differenza è che è stato testato nel Regno Unito, dove le persone non potevano uscire di casa. Il dubbio quindi è: sono immuni perché sono rimasti a casa o perchè sono stati vaccinati? Gorini non ha dubbi, AstraZeneca è efficace per tutte le fasce d'età e, dunque, non bisogna perdere tempo. L'immunità di gregge è possibile, ha detto, "abbiamo fatto sparire il vaiolo, ma con il COVID-19 dovremo convivere ancora per un po'. Pian piano si indebolirà fino a diventare un banale raffreddore. Bisogna confidare comunque nella scoperta di nuove terapie per curarlo. Niente paura per le varianti, il vaccino blocca le infezioni lievi di tutte".

Dare priorità ai giovani per il vaccino? Assolutamente no, ha detto, non possiamo permetterci di intasare i reparti ospedalieri, bisogna prima mettere al sicuro le fasce più vulnerabili. È giusto però obbligare il personale sanitario a vaccinarsi: è una questione di responsabilità. Il dottor Gorini ha fatto chiarezza anche in merito alle differenze tra i costi dei vari vaccini. AstraZeneca, di cui ha personalmente preso parte allo sviluppo, è stato creato dall'università di Oxford, la quale ha avuto la necessità di legarsi a un partner commerciale per poterlo produrre in grandi quantità e distribuirlo. Ciò nonostante si voleva che il vaccino fosse no-profit e che il costo equivalesse al costo di produzione: reagenti e personale. Perché gli altri costano di più? Semplicemente non sono no-profit, ma non è una questione di efficacia, AstraZeneca è alla portata di tutti, da poco sono arrivate delle dosi persino in Malawi.
In merito alle aziende accusate di non aver garantito le quantità di vaccini promesse, il relatore ha fornito una giustificazione solo per Astrazeneca, in quanto per le altre ha detto di non conoscerne i dettagli.Tutto deriva dalle linee cellulari, ha spiegato, ci sono dei parametri da rispettare e le linee cellulari da cui si sviluppa il vaccino stanno lavorando intensamente. La quantità di vaccino che viene effettivamente prodotta è però controllabile solo fino a un certo punto. Molto fermo invece per quanto riguarda la questione trombosi: non c'è correlazione, ha detto, l'Italia ha fatto malissimo a sospendere le somministrazioni per questo motivo. Ogni anno sono prevedibili un certo numero di casi di trombosi, gli esperti hanno osservato che non c'è stato un incremento con il vaccino, i casi che sono emersi sarebbero avvenuti ugualmente. L'EMA ha detto di non fermare la somministrazione, ma ciò nonostante c'è stato un caos mediatico che ha spaventato i cittadini. Uno studente è intervenuto durante la diretta chiedendo se in alcuni casi la seconda dose di vaccino vada evitata. "Un ripasso, male non fa" ha risposto. Per quanto concerne gli effetti a lungo termine invece ha spiegato che non c'è da preoccuparsi: ci sono più possibilità di andare in shock anafilattico per una nocciolina mangiata dieci anni fa.

Si è passati quindi alla seconda fase dell'incontro, quella più informale, dove il giovane dottore è sembrato essere maggiormente a suo agio e dove ha potuto dare qualche notizia su di sè. Dopo essersi diplomato con non poche difficoltà al Liceo Classico "Giulio Cesare" di Rimini, ha scoperto la passione per le scienze e si è iscritto a biotecnologie all'università di Bologna. Successivamente è arrivato a Milano dove ha conseguito la Laurea Magistrale in biotecnologie mediche molecolari e cellulari all'università San Raffaele. Da lì è volato a Washington per lavorare nell'ambito della ricerca di cure per l'HIV, impiego interrotto però dalla partenza per Cambridge ai fini di conseguire un dottorato. Trasferitosi a Oxford per compiere delle ricerche sulla malaria, si è dovuto fermare con l'emergere della pandemia. I ragazzi si sono complimentati con il dottore, che alla fine ha solo poco più di dieci anni rispetto a loro, e gli hanno chiesto consigli per avviare una carriera promettente. "Studiare all'estero è più facile di quanto si possa credere" ha tranquillizzato Gorini "la cosa importante è avere un mentore di riferimento. Studiate l'inglese più che potete e guardate tante serie-tv in lingua originale" ricordando poi che i bei voti non bastano, "serve anche coraggio e passione. Fatevi avanti, chiedete, mostratevi propositivi". Gorini ha poi chiuso la conferenza con una citazione di Wordsworth "Il ragazzo è padre dell'uomo. Quello che sono io adesso, ha spiegato, è frutto degli interessi che ho sviluppato da giovane".
E. Ma.
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