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Scritto Giovedì 25 marzo 2021 alle 11:28

La chiusura del centro vaccini di Olgiate è un affronto intollerabile cui si deve rispondere denunciando ATS e ASST alla Procura

Ascoltare le ridondanti dichiarazioni di politici e commissari straordinari e poi constatare la realtà di ogni giorno è davvero un esercizio da far tremare i polsi. Il generale Figliuolo (già che per vaccinare serve l’esercito la dice lunga…): “Centri vaccinali aperti almeno 12 ore al giorno, sette giorni su sette, non più di 10 minuti a puntura. Così arriveremo presto a 500mila vaccinazioni al giorno”.

Benissimo, l’estate è salva. Poi si passa dalla Tv all’Online e si apprende che l’unico centro vaccinale già operativo, quello di Olgiate, un distretto all’avanguardia di cui dovremo parlare più a lungo specie se raffrontato a quello di Merate, ha l’ordine di sospendere le iniezioni. I comuni hanno attrezzato lo spazio, i medici della Coop. Cosma hanno assicurato il servizio, ci sono infermieri, amministrativi e volontari. Tutto funziona a meraviglia. Fino a quando, senza preavviso, arriva dall’Agenzia di Tutela della Salute l’ordine di chiudere tutto. Per una volta – e questo deve ridare fiducia ai cittadini – i sindaci del distretto, fascia tricolore addosso, convocano la stampa per far sì che rabbia e indignazione varchino i confini del territorio. E minacciano anche un esposto alla Procura della Repubblica. Perché le vaccinazioni per gli over 80, dicono dai vertici dell’ATS Brianza, si faranno altrove e soprattutto dopo il 10 aprile. E se nel frattempo qualche nostro anziano si ammala in modo irreversibile, chi risponde?

Siamo davvero alla follia e questa Regione non merita di subire l’incapacità di chi la governa. Ma nemmeno quella dei vertici di ATS e ASST. Si perché i Presst, cioè i Presidi socio-sanitari territoriali erano prossimi a decollare un paio d’anni fa in sintonia con la Legge 23/2015 ma furono bloccati dal direttore generale dell’Azienda Socio-Sanitaria territoriale che ne rivendicava la sovranità. Naturalmente nulla è stato fatto da allora anche se la cooperativa di medici aderenti a Cosma si è strutturata per garantire ai pazienti il massimo dell’assistenza. La rivolta dei primi cittadini del distretto olgiatese dovrebbe stimolare innanzitutto il sindaco di Merate – a prescindere se potrà o meno aprire il punto vaccini al centro anziani – a convocare immediatamente l’assemblea dei sindaci del meratese-casatese e promuovere un’azione congiunta contro i vertici di ATS e ASST. Basterebbe il caso “Mandic” per giustificare una iniziativa durissima da parte del primo cittadino della città capofila. Invece si indignano tutti ad eccezione di Massimo Panzeri che serafico ha risposto alla domanda sul punto vaccini al quarto piano: “Preferisco non esprimermi”.
Claudio Brambilla
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