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Scritto Mercoledì 24 marzo 2021 alle 21:45

Olgiate: i sindaci chiedono un hub vaccinale permanente, da riaprire al più presto. Parte l'hastag #mivaccinocomodoevicino

L'intenzione di rivolgersi alla Procura della Repubblica per fare luce sulla vicenda, le espressioni come ''presa in giro'', ''schiaffo'' nei confronti di chi ha fatto sacrifici o sindaci ''in trincea'', il tutto supportato dall'hashtag #mivaccinocomodoevicino. La conferenza stampa indetta dai primi cittadini dei Comuni afferenti al Presst di Olgiate che quest'oggi si sono visti chiudere senza preavviso né motivazioni il centro vaccinale aperto pochi giorni fa, e che avrebbe dovuto rimanere attivo almeno fino al 27 marzo, almeno secondo il piano sottoscritto tra Ats, enti e i medici della cooperativa Cosma, è servita innanzitutto a lanciare un grido di indignazione e di rabbia.



I sindaci di Olgiate, Calco, Brivio, Santa Maria Hoè, La Valletta e Airuno chiedono risposte e si dicono pronti a tutto per fare ripartire il ''loro'' centro vaccinale. Circa 500 le somministrazioni effettuate dal primo giorno di attività, venerdì 19 marzo, 700 invece le persone alle quali era già stato fissato un appuntamento presso l'hub olgiatese ma a partire da lunedì e per i giorni successivi hanno ricevuto dall'Ats la comunicazione che il vaccino lo riceveranno altrove, non più entro pochi giorni ma non prima della metà di aprile. E se qualcuno di questi anziani nel frattempo si ammala, si chiedono i primi cittadini, chi ne risponde? Per questo durante la conferenza stampa si sono detti pronti a presentare un esposto nei confronti delle autorità sanitarie, per indagare a fondo ed individuare chi, nell'eventualità, si prenderà la responsabilità di una così improvvisa e immotivata sospensione ad un servizio che, secondo il parere di tutti e sei gli amministratori comunali, stava funzionando alla perfezione.

Video – L'intervento del sindaco di Olgiate Giovanni Battista Bernocco



https://youtu.be/iN1AHMaba8k

Il primo ad intervenire nel corso della conferenza stampa indetta nel tardo pomeriggio di oggi è stato il sindaco olgiatese Giovanni Battista Bernocco, il quale ha con decisione affermato che l'intenzione è quella di rendere il centro vaccinale di viale Sommi Picenardi un hub permanente. ''Stavamo procedendo spediti con una media di 120 somministrazioni al giorno'' ha spiegato. ''Il centro a detta di tutti è andato benissimo, con un'affluenza regolare, senza code o lunghe attese. Nessuna complicazione. L'altro ieri, purtroppo, siamo venuti a sapere che ad alcuni nostri cittadini che avrebbero dovuto ricevere il vaccino qui è stato comunicato che sarebbero stati invece convogliati su altri punti vaccinali. La cosa ha creato ovviamente molto malumore. Per molti ultraottantenni che da mesi non uscivano di casa, l'idea di avere un punto vaccinale vicino era stato un sollievo. In più, avrebbero trovato il loro medico di base. Perciò ci dispiace tanto per quello che è successo. Siamo un territorio che da quattro anni lavora sul progetto del Presst con un accordo molto forte tra medici e amministrazioni, mentre ancora oggi ci troviamo ad assistere ai continui rimbalzi di responsabilità tra Ats e Asst. Davvero non capiamo ciò che sta succedendo. Tanto più che il lavoro degli operatori sanitari e dei volontari che in questi cinque giorni hanno lavorato in questo centro è stato eccezionale''.


Giovanni Battista Bernocco e Stefano Motta

L'intento, come anticipato, è quello di chiedere all'Ats la conferma del punto vaccinale di Olgiate, anche una volta concluse le somministrazioni agli over 80. L'intervento successivo è stato del sindaco di Calco Stefano Motta, che ha più volte fatto riferimento al mancato rispetto dei rapporti tra istituzioni in relazione alla scarsa comunicazione e trasparenza dimostrata dalle autorità sanitarie in questa vicenda. ''Sul territorio la mobilitazione c'è stata ed è forte sin dall'inizio della pandemia'' ha commentato. ''Ma nel momento in cui il rimedio a questa emergenza era stato trovato, ciò che ci si aspettava da Ats e Asst era che si arrivasse a somministrare il vaccino il prima possibile. E' evidente che il problema non sia la carenza delle dosi. Ci sono e lo dimostra il fatto che oggi hanno continuato a vaccinare negli ospedali come il Mandic, dove abbiamo visto quali incredibili disagi si sono verificati. In questa situazione è difficile non pensare al fatto che se ci fossero tanti presidi territoriali come il nostro, problemi come quelli dell'ospedale di Merate non ci sarebbero. Ritengo che l'attività di somministrazione dei vaccini debba essere l'incontro tra la mobilitazione generale del territorio, come c'è stata, e la direzione organizzativa delle autorità sanitarie competenti, che però non c'è stata. Ciò che rilevo invece è che se a livello decentrato territoriale non si muovono i sindaci e i medici, non si organizza nemmeno un centro vaccinale perchè sopra di noi nessuno ha una strategia di intervento idonea''. ''Siamo di fronte ad un problema di correttezza istituzionale'' ha proseguito Motta.

Video – L'intervento del sindaco di Calco Stefano Motta



https://youtu.be/JIdIQqy7toU

''Non c'è stata una comunicazione ufficiale relativa a questa chiusura. L'unica, se così si può definire, è quella che ha ricevuto il comandante della Polizia locale di Olgiate questa mattina quando si è sentito dire che le dosi sarebbero state limitate dal momento che dalle 13 questo centro non sarebbe più stato in funzione. Attendiamo chiarimenti, e se non ci saranno siamo pronti a presentare un esposto alla Procura della Repubblica per l'interruzione di fatto di un servizio pubblico organizzato nel contesto di una pandemia. Per quanto ci riguarda non c'è un valido motivo, nemmeno giuridicamente parlando, per sospenderlo''.




Peter Sironi ed Efrem Brambilla

Secondo il sindaco di Santa Maria Hoè, Efrem Brambilla, la poca chiarezza tra autorità competenti ed enti territoriali ha contraddistinto sin dall'inizio la campagna vaccinale in Italia. ''Non è mai stato chiaro che cosa dovevamo fare'' ha commentato. ''Inizialmente sembrava, ma sempre in via informale, che dovevamo organizzarci come Meratese. Poi è emerso che la strada migliore erano i raggruppamenti per zone. Nel frattempo è partito il centro del Mandic, mentre si diceva che ogni Comune avrebbe dovuto organizzarsi da solo. C'è stata molta confusione, ma quando abbiamo saputo della scelta di Olgiate ci siamo compattati. Il lavoro incredibile di medici, infermieri e personale ha permesso di avviare una campagna senza intoppi e nella maniera più corretta, senza che avanzasse mai una dose. Il fatto che ora chiudano questo punto rallenta molto la campagna nel nostro territorio''.

Video – Gli interventi del sindaco di Santa Maria Hoè Efrem Brambilla e del vicesindaco di La Valletta Peter Sironi


https://youtu.be/D62Sn3MzXcs

A definire una presa in giro la situazione è stato il vicesindaco di La Valletta Peter Sironi. ''Da gennaio ci era stata chiesta disponibilità di strutture e locali, poi non abbiamo più saputo nulla'' ha spiegato. ''In questi giorni di vaccinazioni ad Olgiate abbiamo ricevuto solo complimenti che giro al sindaco di Olgiate, ai medici e ai volontari per il gran lavoro svolto. La presa in giro è soprattutto nei loro confronti. Ora chiediamo fortemente che venga rispettato l'accordo che era stato preso e quindi vengano invitati i nostri cittadini a vaccinarsi in questo hub. Nel giro di tre settimane avremmo somministrato anche le seconde dosi a tutti gli over 80 dei nostri comuni, quelli che ancora non erano stati vaccinati altrove. Non ci rimane che prendere le distanze da questa decisione e se non verrà dato seguito è certo che qualcuno dovrà prendersi le proprie responsabilità''. Un intervento di pancia lo ha definito il sindaco di Brivio Federico Airoldi per via della significativa data in cui è arrivata la chiusura del centro vaccinale di Olgiate. ''Questo modello territoriale ha funzionato e i medici di Cosma, gli infermieri e i volontari che si sono occupati di gestire questo presidio sono solo da ringraziare'' il suo commento. '


Alessandro Milani e Federico Airoldi

'Oggi è un giorno particolare perchè il 24 marzo di un anno fa è venuto a mancare il dottor Ivan Mauri. Quello che è successo è uno schiaffo nei confronti di tutti quegli operatori che hanno donato la loro vita per aiutare la cittadinanza a superare questa pandemia. Ricevere questa notizia per me oggi è una coltellata. Significa buttare all'aria tanto sacrificio, che la popolazione aveva percepito in maniera molto positiva e ha dato speranza a molti. Trovo incomprensibile la scelta, che come è stato detto non ci è stata nemmeno motivata. Condivido con gli altri sindaci il fatto che si debba indagare per approfondire ciò che è accaduto perchè a noi è stato consegnato un piano vaccinale preciso che prevedeva che fino al 27 marzo avremmo svolto l'operazione vaccinale per circa 1200 pazienti. Proprio oggi il nostro governatore ha dichiarato l'intenzione di mettere in campo tutte le risorse per aiutare le persone fragili in quelle Regioni che non hanno fatto abbastanza. Il nostro era un esempio di supporto reale alle persone più fragili, e non si sa per quale motivo l'abbiamo dovuta sospendere''.

Video – Gli interventi del sindaco di Brivio Federico Airoldi e di Airuno Alessandro Milani


https://youtu.be/0UFxtT6eru0

''Noi sindaci siamo in trincea'' è stato invece l'intervento del sindaco di Airuno Alessandro Milani. ''Stiamo lavorando per i nostri cittadini e siamo molto rammaricati per ciò che è successo. Ma vogliamo risposte. Airuno a fianco degli altri colleghi non farà mai mancare sostegno in questa battaglia che vogliamo vincere, non per noi ma per tutti quelle persone che devono ricevere un vaccino. Chiediamo uniti che questo preisidio riapra il prima possibile''. A concludere la conferenza sono state le parole del dottor Roberto Pezzuto, medico di base di Olgiate che ha effettuato le vaccinazioni nei cinque giorni in cui è stato attivo l'hub locale. ''Se le piattaforme informatiche non funzionano non si devono chiudere i centri vaccinali, si devono sistemare le piattaforme'' ha commentato. ''Posso confermare che il personale medico, infermieristico e amministrativo ha effettuato un lavoro eccezionale. Qui venivano i nostri pazienti che conosciamo e se qualche anziano arrivava senza ricordarsi i medicinali che prende in un paio di minuti ci confrontavamo e ne venivamo a capo. Noi siamo ancora a disposizione e condivido al 100% ciò che hanno detto i sindaci. Purtroppo è una situazione troppo delicata, in cui la gente muore. Gli 80enni che non si vaccinano e si ammalano, muoiono. L'obiettivo prioritario era vaccinarli tutti il prima possibile. Senza fare dietrologie, serve che agli enti competenti si chieda perchè è accaduto tutto questo''.

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A.S.
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