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Scritto Martedì 23 marzo 2021 alle 18:25

I comuni del meratese e il covid

Voglio dirlo senza mezzi termini: l'inazione degli amministratori locali rispetto al problema più grave del momento, e cioè il contrasto alla pandemia, è un fatto gravissimo ed inaccettabile. Nessuno o rari cenni di attività al rispetto, nessuna informazione minimamente strutturata, nulla che possa contribuire seriamente ad affrontare l'urgenza delle urgenze dell'ora presente, e cioè la vaccinazione in massa della popolazione, in modo da accelerare l'uscita dal tunnel. Eppure il momento è grave, e se non si fanno tutti gli sforzi possibili si rischia di sfociare nella tragedia.
Tuttavia il comportamento del territorio non è stato sempre così. In passato il meratese ha saputo esprimersi e coordinarsi a livello sovracomunale per dare un contributo serio ed anche decisivo su temi importanti. Non posso non citare, anche perché ho avuto l'onore di occuparmene, la realizzazione delle varie aziende pubbliche che oggi governano il ciclo dell'acqua, la distribuzione del gas e la gestione dei rifiuti: realtà che sono diventate paradigmi per altre province anche fuori dalla Lombardia.
Oggi invece sembra che più o meno tutte le amministrazioni pongano attenzione ai più diversi problemi generali, per carità magari meritevoli di attenzione, ma sui quali i comuni come tali possono dare più che altro un contributo di sensibilizzazione e nulla più.
Le varie panchine rosse, la "attenzione all'altro" sia pure con la "A" maiuscola, la "promozione della Pace" senza avere rappresentanti all'ONU, i cartelli che avvisano che il comune tale promuove l'ecologia coi sacchi di spazzatura sotto, per non parlare di quelli "denuclearizzati", possono far sorridere o incazzare. Dovrebbero però anche ricordarci che il ridicolo e la sfiducia verso le istituzioni sono pericolosi, ed in tal senso è un pessimo segnale constatare che solo il disinteresse generale fa passare sotto silenzio l'inazione in questa situazione di bisogno. Come non riflettere che forse siamo davanti alla classica italica fuga in avanti rispetto ai problemi "veri" che non volendo o sapendo affrontare si ignorano, proponendo una serie di enunciati vuoti di contenuti? I problemi del territorio intanto sono sempre lì: si chiamano traffico, inquinamento, difesa del territorio. A questi oggi si è drammaticamente aggiunta la salute, in termini seri e non negoziabili.
Facciamo qualcosa di utile in questa direzione, dal centro è pur venuta la riscoperta della competenza e lo stimolo ad usare le strutture locali esistenti per sostenere il piano vaccinale generale: è venuto il momento di sforzarsi e spendersi per il bene di tutti, e non solo degli "Altri".
Gianfranco Castelli, ex sindaco
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