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Scritto Domenica 21 marzo 2021 alle 18:03

Si attende un commento dalla Sindaca su quanto detto dalla Segretaria

A distanza di qualche giorno dal Consiglio comunale ancora non sono arrivate prese di posizione da parte dell’amministrazione sulle parole della segretaria comunale rivolte contro il personale in forza al Municipio di Cernusco o contro ex dipendenti. Pensiamo che la sindaca Giovanna De Capitani dovrebbe dissociarsi pubblicamente dalle pesanti affermazioni fatte in un’adunanza ufficiale, per altro con l’aggravante che il pubblico online fosse potenzialmente infinito. Cancellare il filmato sul social network non è ciò che ci si aspetta.

Possiamo comprendere il disagio del momento, capitato in modo inatteso. Uno smarrimento paragonabile a quelle candid camera definite “esperimenti sociali”, messe in atto per registrare le reazioni della gente che si trova dinanzi a situazioni inaudite, in quei casi costruite ad arte. Qui però di attori non ce ne sono e gli amministratori non possono relegarsi al ruolo di comparse. Anche perché ci sono diversi aspetti da chiarire.

È increscioso e inopportuno nel 2021 sentir dire con tono rammaricato che una donna incinta sia passata al concorso perché non ci si era accorti che fosse in gravidanza. Specie se a esprimersi così sia una donna. Stiamo parlando peraltro di pubblico impiego. Ciò fa riflettere su quanti passi in avanti la nostra società debba fare per eradicare questa sub-cultura, in una fase storica in cui assistiamo a un continuo calo della natalità e numerose sono le discriminazioni nelle assunzioni a discapito di giovani donne che, prima o dopo, potrebbero prendersi una pausa per un congedo di maternità. Se il “pancione” fosse stato leggermente visibile cosa sarebbe successo? E perché quella donna, finito il periodo di maternità, non è mai entrata in servizio a Cernusco? Il primo cittadino a questo punto, a nostro sommesso parere, dovrebbe assicurare all’opinione pubblica che nessuna pressione sia stata esercitata per allontanare l’allora neomamma.

Inutile commentare poi lo screditamento dei dipendenti tacciati di essere rigidi e di aver bisogno di incentivi culturali ed economici. Persone che prestano servizio in Comune da molto tempo e conoscono la realtà di Cernusco come le proprie tasche. Persone che da un anno affrontano il lavoro con la preoccupazione di potersi contagiare perché, nonostante le misure di precauzione, il rischio contagio zero non esiste. E invece chi fa parte della squadra da meno tempo, arrivato con la mobilità da altro Comune, come si deve sentire dopo che la sua responsabile ha detto fondamentalmente che è meglio perdere che trovare dipendenti assunti in mobilità? Solidarietà dunque al personale comunale di Cernusco Lombardone.

C’è il capitolo riferito all’ex dipendente Michela Cavalli che andava affrontato in sede segreta. Regolamento alla mano, trattasi di “apprezzamenti sulle qualità o attitudini delle persone ovvero quando sussistano ragioni tali che possono compromettere la riservatezza del singolo o dei gruppi”. L’amministrazione intenderà lasciar correre davanti a questa palese violazione? Ma, dato che ormai la vicenda è di dominio pubblico, il contenuto dell’intervento della segretaria andrebbe spiegato o ricusato perché in certi casi, come questo, non può che valere il principio del “silenzio-assenso”.

Bypassare le esternazioni della segretaria comunale sulla dott.ssa Cavalli potrebbe creare tensioni anche a livello intercomunale. Da questo gennaio Cavalli è a Lomagna, assunta come categoria D, dunque un avanzamento di carriera personale. Prima in graduatoria con 55,12 punti su 60, ha preso in eredità dalla storica dipendente Patrizia Conti i settori Servizi sociali, Istruzione, Personale, U.R.P. e Servizi demografici. Andrebbero evitate manovre kamikaze nei rapporti con un Comune limitrofo, che per altro è capo-convenzione – con la dott.ssa Cavalli in qualità di Responsabile – nella gestione della scuola media di Moscoro, dove le nuove generazioni costruiscono mattone dopo mattone le fondamenta del proprio futuro.

La segretaria Manfreda è a Cernusco dal 2018, rotta la convenzione di segreteria con Lomagna, Montevecchia e Osnago. Pochi mesi dopo avevamo pubblicato un’inchiesta, mai smentita in nessuna delle notizie date, sui malumori all’interno degli Uffici di Cernusco per il difficile rapporto con la signora Manfreda, che si era subito messa in luce promuovendo azioni disciplinari [clicca QUI]. A distanza di tre anni sembra sia cambiato ben poco. Ad agosto la segretaria andrà in pensione. Cernusco dovrà barcamenarsi per selezionare un successore con incarico di due mesi, fino alle prossime elezioni amministrative. La scelta del segretario è infatti di tipo fiduciario del sindaco. Scovare qualcuno che accetti di assumersi tanta responsabilità in cambio della precarietà totale è un’impresa quasi impossibile. Con certa pubblicità poi…
Marco Pessina
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