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Scritto Domenica 21 marzo 2021 alle 18:00

Cernusco: la Segretaria 'denuncia' la bassa scolarizzazione del personale. Critico Ifnc

La dott.ssa Manfreda
Intervento shock da parte della segretaria di Cernusco Lombardone, la dottoressa Maria Antonietta Manfreda, riferita ai dipendenti comunali attuali e passati. Un fiume in piena durante la seduta di Consiglio comunale trasmessa online in diretta streaming pubblica il 16 marzo. Il video è stato rimosso dopo qualche ora dalla pagina facebook del Comune. La traccia audio è stata caricata successivamente sul sito istituzionale del Comune, con il “bip” che copre i nomi espressamente scanditi dalla viva voce della segretaria. Parole che difficilmente non produrranno delle conseguenze sia nei rapporti interni agli uffici sia all’esterno.

“Gli ultimi concorsi non sono andati tanto bene, giusto? Bisogna dirlo. Abbiamo fatto un concorso di categoria C per supplire alle dimissioni della signora Cavalli, ma non ci è andato tanto bene. La prima ha rinunciato dopo un’ora. La seconda non ce ne siamo accorte che era incinta – ha sostenuto Manfreda – Non si può discriminare una donna incinta. Del resto se vogliamo prendere delle giovani, i concorsi nei Comuni sono quasi tutti al femminile, a parte quelli per l’Ufficio tecnico. E quindi ci è andata male”.
Oltre alle affermazioni sconcertanti sull’assunzione di una dipendente pubblica in stato di gravidanza solo perché non se ne fossero accorti – che dopo la maternità non è entrata in servizio a Cernusco – ha pronunciato altre dichiarazioni sulle donne quantomeno fraintendibili. Sulla nuova figura assunta, di cui ha tessuto le lodi, la dottoressa Manfreda ha comunque avuto modo di dire: “È laureata in giurisprudenza, ha fatto l’esame di avvocato, ha fatto l’avvocato per molti anni. Una signora pacata, con un bel carattere, molto intelligente, molto preparata, che ha rinunciato alla sua carriera di avvocato perché era una donna. Insomma, l’avvocato è una professione molto difficile e quindi da noi si vive più tranquilli”.

Molte le critiche rivolte all’organico comunale. La segretaria, che è anche responsabile del personale, ha commentato: “Ci sono dei limiti, perché il Comune di Cernusco parte comunque da una scolarizzazione bassa. Abbiamo quattro categorie B3, che sono molto, abbastanza rigide”. Il personale del Comune, secondo la Manfreda, avrebbe bisogno di qualche “spunto culturale” e di incentivi economici. Non è tutto. Ha poi rincarato: “Comunque non arrivano persone già formate e formare un’impiegata bravina, che non sa tutto ma cerca di tenersi al passo, in meno di un anno ce la possiamo scordare”, alludendo a dimissioni o richieste di trasferimento. Poca fiducia anche verso quei dipendenti che arrivano con la mobilità da un altro Ente: “Quelle a cui i Comuni danno l’autorizzazione per la mobilità sono persone da cui secondo me è meglio stare lontani, perché se li stanno mandando via è perché c’è qualcosa che non va”. Per rincuorare a suo modo il Consiglio comunale, ha poi dichiarato che a Cassago Brianza [dove esercita anche lì la funzione di segretaria, ndr] nei prossimi due anni se ne andranno dagli Uffici in sette.

Il pezzo forte è arrivato quando la signora Manfreda ha commentato i trascorsi con un’ex dipendente, la dott.ssa Michela Cavalli. “Abbiamo avuto delle difficoltà con quella categoria C che ha creato problemi seri all’Ufficio di Stato civile. Fra l’altro non sono stati neanche riconosciuti dalle autorità preposte. Noi abbiamo dovuto fare un viaggio a Lecco per spiegare al vice prefetto che non eravamo noi che sbagliavamo le cose, ma era la signora Cavalli che continuava a tormentare, a denunciare maltrattamenti, non si sa cosa” questa la versione della segretaria, che accorgendosi di aver ripetuto per una seconda volta il suo nome ha tentato di mettere i remi in barca: “Ho detto il nome, mi dispiace. Non si può censurare questa parte? Vabbè, comunque è di dominio pubblico. E quindi ci siamo ritrovati a doverci difendere, io e la signora Codara. Ha cambiato idea il vice prefetto. Eh vabbè, ora speriamo che vada meglio”. Una ricostruzione che non ha convinto il capogruppo di IFNC Gennaro Toto. Ha infatti sostenuto: “Mi risulta che i procedimenti a carico del dipendente citato fossero poi tutti finiti a favore del dipendente”. La dottoressa Manfreda, nel corso del suo intervento, ha giudicato negativamente anche la terza in graduatoria nel concorso per sostituire la posizione vacante di categoria C: “È stata qualche mese con noi, un anno, l’abbiamo formata, l’abbiamo mandata a fare il corso di stato civile in prefettura. Ha continuato a fare errori”.

A prendere le distanze è stato il consigliere di IFNC Gerardo Biella. Con tono grave ha commentato: “Non condivido alcune considerazioni che ha fatto la segretaria e soprattutto avrei evitato riferimenti personali diretti”. Una valutazione condivisa da Toto che ha evidenziato come la seduta fosse trasmessa in diretta online. A parte qualche viso imbarazzato nello scacchiere della videoconferenza, non sono sopraggiunte considerazioni sull’intervento della Segretaria da parte degli altri componenti dell’assise.
M.P.
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