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Scritto Venerdì 19 marzo 2021 alle 18:11

Lettera aperta al signor sindaco di Merate

Egregio Signor Sindaco Buongiorno,
spero che Lei, in un impeto di generosità e, uscendo dalla Sua solita, abituale latitanza, voglia rispondere  ad una Sua concittadina "OVER" che ammette purtroppo di averLa votata.
Dico purtroppo sa perchè? Perchè Lei mi ha delusa, su tutti i fronti.
Qui apro una parentesi: deve sapere che noi in famiglia siamo tutti Verdi come Lei, dai tempi del grande Prof. Miglio e di Bossi, che venne anche a Merate: quindi, Lei può ben capire quanto condividiamo, nel bene e nel male, tutto quanto è LEGA.
Ora però, non possiamo più condividere, sotto questa bandiera verde i Suoi atteggiamenti nei confronti di noi, suoi concittadini che, ultimamente, siamo stati messi alla gogna per averLa votata.
Ma come può pensare, Signor Sindaco, che la passerella da Lei effettuate in piena pandemia all'inaugurazione del Conad, sia stata digerita dai meratesi?
Come può pensare che i suoi consigli dati sui comportamenti da tenere durante il primo lockdown siano stati recepiti come giusti da un "Popolo" che non è più "Bue" come forse qualcuno ha pensato?
Come può pensare che SOLIDARIETA' e PARTECIPAZIONE siano vocaboli adatti ai Suoi meratesi vessati da attentati dolosi e da furti senza colpevoli, da mancanza di attenzione e vicinanza verso anziani lasciati soli con due mascherine e con l'avvertenza di assumere Tachipirina, adottare una vigile attesa e  "VA LA' SE LA VA BEN......!
Solidarietà e partecipazione non esistono nel Suo vocabolario.
Come può pensare di non aver suscitato ilarità fra la popolazione facendosi fotografare con una paletta in mano e spalare pochi centimetri di neve mentre su tutte le nostre strade mancavano i cartelli con su scritto "ARRANGIATEVI" dopo aver pagato le tasse?
Le ricordo che il 16 Gennaio 1985 con cm. 90 di neve un'altra amministrazione aveva provveduto per tempo ad allertare i mezzi che funzionarono tutta la notte.
In quella occasione i meratesi non ebbero bisogno dell'esempio della paletta ma contribuirono in silenzio ad aiutare, spalando con qualsiasi cosa avesse un manico di legno.
Come può, Signor Sindaco, continuare ad ignorare senza spendere una sola parola, la situazione veramente al collasso, del nostro Ospedale, pur avendone la delega?
Come può, Signor Sindaco, postare assieme ai dati della pandemia, Auguri per San Giuseppe a tutti i papà, proprio il giorno dopo il ricordo di una immane tragedia?
Ma Lei lo sa, Signor Sindaco, quanti papà se ne sono andati?
Lei lo sa, Signor Sindaco, che il modo migliore di festeggiare San Giuseppe, sarebbe stato proprio quello di mettersi in prima fila, ieri, con la Sua bella fascia Tricolore accanto ai famigliari di tutti quei Papà che non ci sono più, per ricordarli assieme a tutti noi, che ancora abbiamo le lacrime agli occhi a rivedere tutte quelle bare.
Come può, Signor Sindaco, essere sempre così latitante e freddo?
Veda Signor Sindaco, i primi cittadini come Lei possono essere simpatici o antipatici, non importa.
Dal momento però che non pochi cittadini hanno posto un segno su una scheda elettorale per eleggerli, automaticamente sulle loro spalle è sceso un fardello, certo non facile da gestire, ma con responsabilità, onestà e senso civico si deve essere degni di svolgere quello per cui ci si è resi garanti.
Cordialità
Piera
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