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Scritto Sabato 13 marzo 2021 alle 18:12

Olgiate: voto contrario alla liquidazione di Retesalute. ''L'operazione manca di logica''

La Giunta di Olgiate Molgora ha chiesto e ottenuto in consiglio comunale il ''mandato'' per esprimere parere contrario alla proposta di liquidazione dell'azienda speciale Retesalute avanzata dal suo Cda lo scorso 17 febbraio. Trovando l'operazione priva di logica e rischiosa, l'Amministrazione considera più appropriato salvare le sorti della società attraverso un piano di riparto del debito che consenta di proseguire la sua attività senza ulteriori intoppi, posto che ci siano le condizioni per un futuro economico e finanziario più stabile.


Con la decisione di portare in aula la presa d'atto della bozza di liquidazione, votata con l'indirizzo della posizione contraria che esprimerà il Comune nell'assemblea dei soci, è evidente che l'intenzione degli amministratori di Olgiate sia quella di recapitare con un certo anticipo il messaggio, con l'auspicio di convincere altre Amministrazioni a prendere in considerazione delle alternative alla liquidazione. A metà febbraio i Comuni hanno ricevuto anche i bilanci del 2018 e del 2019, rispetto ai quali Olgiate, visto anche il consiglio ricevuto dal suo revisore dei conti, si asterrà. ''Nonostante non fosse tenuto a farlo, il revisore ha verificato i bilanci, dicendo in maniera chiara che il Comune non può essere ragionevolmente chiamato ad approvarli, presentando ancora dati patrimoniali precari'' ha spiegato in avvio di dibattito il sindaco Giovanni Battista Bernocco. ''Questo ci ha spinto a chiedere al Cda chiarimenti in merito. Riguardo alla liquidazione, fin dall'inizio non ci siamo mai trovati d'accordo con questa operazione. L'azienda ha indubbiamente un grosso debito causato probabilmente da servizi che i Comuni hanno negli anni sottopagato, ma anche il parere del segretario, ad esempio, va nella nostra direzione''.

''Sappiamo che il 2018 e diversi esercizi antecedenti, sicuramente fino al 2015, sono stati gestiti in perdita anche se dai bilanci non risultava dato che l'allora revisore faceva transitare nel conto economico alcune voci di trasferimento che avrebbero dovuto fare riferimento allo stato patrimoniale, creando dunque delle distorsioni contabili'' ha chiarito poi il vicesindaco Maurizio Maggioni. ''Il 6 febbraio abbiamo inviato una mail per chiedere chiarimenti a presidente, direttore generale e per conoscenza al revisore di Retesalute, ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta ad eccezione del revisore. Senza le opportune delucidazioni, non possiamo quindi approvare il bilancio 2018 e 2019, e ci asterremo. La liquidazione non la riteniamo la strada corretta. Significherebbe tra l'altro nominare un collegio liquidatore con un certo costo, di 90mila euro, che sostanzialmente va a verificare con certezza quali crediti e quali debiti persistono negli anni''. Questo, secondo l'Amministrazione olgiatese, lo si può e lo si deve fare a prescindere, passando però da un riparto del debito.

A questo punto i consiglieri di minoranza, che hanno partecipato all'assise collegati dalla propria abitazione, hanno innanzitutto lamentato una certa difficoltà a seguire gli interventi per problemi tecnici di connessione. ''Questa faccenda ci lascia sgomenti'' è stato il commento del capogruppo Pino Brambilla. ''Ad ogni modo, non potendo contare su una voce diretta, dalla stampa apprendiamo che le soluzioni prospettate erano la ricapitalizzazione o la liquidazione in continuità. Sappiamo anche che il presidente dell'assemblea, il sindaco di Merate, è orientato più sulla seconda ipotesi. Quel che pensiamo è che ci voglia una visione comune, per uscire da questa zona d'ombra in cui non si riesce a capire come mai dal 2015 si sono verificate queste situazioni di negatività. La soluzione che ci sembra migliore è comunque quella di salvare Retesalute e metterla in condizione di svolgere il proprio compito''.

E' seguito l'intervento del segretario comunale, la dottoressa Anna Lucia Gaeta, che già aveva avuto modo di esprimere il suo parere contrario alla liquidazione al Cda dell'azienda. ''Il percorso da intraprendere - ha spiegato - non può certo indicarlo il segretario, anche se una soluzione per me c'è e l'ho già spiegata al Consiglio di amministrazione. Naturalmente ci sono criticità economico finanziarie, ma non c'è solo questo. Il problema è anche giuridico rispetto alla liquidazione, l'indirizzo dato da una certa parte politica, dal presidente dell'assemblea dei sindaci e dallo stesso Cda, secondo i quali presentandosi certe caratteristiche di perdita perpetuate in un detto numero di anni, farebbe automaticamente scattare il percorso di liquidazione. Personalmente non ritengo vincolante questo percorso per Retesalute perché si basa su un parere della Corte dei Conti della Lombardia che già attualmente dovrebbe essere rivisto. I pareri su vicende simili sono molti, e il più recente e con caratteristiche diverse lo stabilisce la Corte della Campania. Immagino che il Cda di Retesalute senta di avere acquisito elementi sufficienti per essere convinto di intraprendere quel percorso. Eppure se si considera, dal punto di vista tecnico, che ci sono ancora situazioni finanziarie poco chiare, si tratterebbe in buona sostanza di una liquidazione al buio che potrebbe portare a costi imprevisti che si riverserebbero sui Comuni. Quando un'azienda viene messa in liquidazione tutto si complica e l'idea che si possano ripianare i bilanci viene meno. Come ho già avuto modo di riferire al Cda, prima di tutto si deve capire se la perdita è più o meno consistente di quella presunta. Ad oggi le incertezze sono troppe e non si può certamente varare una liquidazione pensando che l'azienda vada in continuità, se neppure il Consiglio di amministrazione riesce a chiarire come vanno ripianati i debiti. C'è poi la questione dei quattro nuovi soci dell'Oggionese. Se si procedere con la liquidazione, giuridicamente non c'è modo di pensare che possano sottrarsi dal far fronte ai debiti, anche se sarebbe eticamente più corretto essendo subentrati nel 2019. Secondo un parere legale che i Comuni di Ello, Nibionno e Sirone hanno acquisito, si sottolinea l'autonomia decisionale che ha Retesalute rispetto alla possibilità di procedere con la continuità aziendale e al contempo la scelta obbligata che porta alla liquidazione pone un contraddittorio''.

Il vicesindaco Maurizio Maggioni, il sindaco Giovanni Battista Bernocco e il segretario comunale Anna Lucia Gaeta


Il varo di un'operazione di liquidazione, sostiene quindi la dottoressa Gaeta, oltre al rischio per il Comune di ritrovarsi con il dover saldare una cifra imprevista e più alta di quella al momento accantonata, pari a 190mila euro, potrebbe non facilitare il proseguimento dell'attività di Retesalute.

A spaventare di più l'Amministrazione comunale, come espresso in assise dal sindaco Bernocco, è proprio l'ipotesi di rimanere senza un erogatore di servizi come Retesalute, vista l'esperienza maturata sul campo negli anni. ''Pur sapendo di contare solo un voto, nel nostro piccolo vogliamo dare un contributo per salvaguardare questa azienda'' ha sottolineato il primo cittadino.

Pierantonio Galbusera, consigliere di minoranza, ha quindi domandato alla Giunta se nei 190mila euro accantonati sia presente anche una quota per l'eventuale ricapitalizzazione della società. ''Quando succedono queste cose si considera sempre, anche se in piccola parte, una cifra minima per la ricapitalizzazione'' ha chiarito Maggioni. ''Ribadisco che prima di fare passi azzardati, secondo noi è necessaria una cartolarizzazione del debito, chiarire a quanto ammonta rispetto ai crediti e iscrivere il tutto a bilancio. Una volta fatto questo, che è il lavoro più consistente del liquidatore, vedremo che credito hanno i Comuni nei confronti dell'azienda e di conseguenza come partire con un ripiano. Non dimentichiamoci che Retesalute gestisce servizi delicati come la tutela minori. Perciò se come dicono l'esercizio del 2020 è veramente in positivo, posto che dovremmo capire se lo sarebbe stato anche senza la pandemia, è necessario capire se c'è una possibilità concreta di andare avanti con determinati ricavi''.

Tra i vari interventi c'è stato anche quello del capogruppo di maggioranza Matteo Cogliati, che ha voluto sapere se nel concreto l'erogazione dei servizi è in pericolo. ''Non lo è perchè per fortuna Retesalute non è una struttura governata solo a livello locale'' ha spiegato Maggioni. ''So ad esempio che il distretto di Lecco si è già mosso per provare a ripianare tutte queste problematiche''.

Con l'astensione dei quattro consiglieri di minoranza, l'assise di Olgiate ha infine approvato l'indirizzo per consentire al sindaco di astenersi sui bilanci presentati e votare contro la bozza di liquidazione in continuità, inviando un messaggio deciso e al momento controcorrente.

A.S.
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