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Scritto Martedì 09 marzo 2021 alle 15:14

Merate: tampone sì, tampone no. Quarantena di 14 o 16 giorni per gli studenti. Una lettera ad ATS sulla confusione sovrana

Informazioni discordanti, famiglie totalmente allo sbando, direttive che arrivano poche ore prima di entrare in vigore e un sistema che se non è prossimo al collasso poco ci manca. A riassumere la situazione paradossale degli studenti e delle loro famiglie, alle prese con tamponi, quarantene di 14 o 16 giorni, rientri in classe con o senza test, sono Cristina Colombo e Veronica Simonetto che, partendo dal "caso Agnesi" di un professore positivo e 390 studenti in isolamento domiciliare per le nuove disposizioni in vigore, hanno inviato una missiva ai vertici di ATS Brianza, dettagliando l'accaduto e facendo presente tutte le contraddizioni.
"Ci si dovrebbe aspettare molto di più, al giorno d'oggi, in un Paese che vanta di essere fra i più avanzati, in una Regione che ha fatto della sua supposta "eccellenza sanitaria" una bandiera che, probabilmente, è ormai parecchio logora, invece" la conclusione, sconsolata e amareggiata, della lettera.

Lo spazio resta naturalmente a disposizione per eventuali repliche o precisazioni da parte degli enti coinvolti.

ATS: circolari e procedure in continua evoluzione...la confusione regna sovrana


Spett.le
ATS Brianza
Direzione Sanitaria
Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria
 
Spett.le
Regione Lombardia
Direzione Generale Welfare
 
E p.c. Spett.le
Ministero della Salute



 
Merate, 9 marzo 2021
 
E' di questi giorni la notizia, apparsa sulla stampa locale, che sabato 6 marzo la dottoressa Scola, Preside del Liceo M.G. Agnesi ha inviato una comunicazione a 15 classi, anticipando un provvedimento atteso -ed attivato ieri, 8 marzo- da parte dell'ATS Brianza ed ha posto in isolamento domiciliare alcune centinaia di ragazzi.
 
Questo perché un soggetto frequentante la scuola, con il quale alcuni dei ragazzi erano venuti a contatto ormai due settimane prima, è risultato positivo al Covid-19.
Fin qui tutto bene, la scuola si è attivata come di dovere per garantire la sicurezza di tutti, seguendo le linee guida in vigore.
 
Secondo le nuove linee guida di ATS Brianza entrate in vigore-quando si dice la fortuna- venerdì 5 marzo, giorno del tampone, la quarantena ora tocca a tutti coloro che hanno avuto contatti con un positivo nei 14 giorni precedenti all'effettuazione del tampone (o alla comparsa dei sintomi, se precedenti) e non più nelle 48 ore previste fin da inizio pandemia un anno fa.
 
Oggi, dicevamo, le famiglie hanno ricevuto la lettera ufficiale da ATS e, se non fosse per i disagi che una quarantena con date tanto incerte crea, ci sarebbe da ridere per l'approssimazione con la quale ATS Brianza opera.
 
Nella comunicazione ricevuta si legge che “la quarantena per tutti i contatti diretti di caso ha durata di 14 giorni”.
 
“Pertanto si dispone l'isolamento a domicilio di vostro figlio/a dal giorno 25/02/2021 al 12/03/2021”...ovvero per 16 giorni.
 
Si noti che la comunicazione è indirizzata, genericamente (con buona pace del tracciamento), “ai genitori degli alunni della classe XXX” e, quindi, anche ai genitori degli alunni che il giorno incriminato erano assenti per fatti loro e, dunque, non hanno avuto alcun contatto.
 
Prosegue poi dichiarando che, trascorso 14 giorni il soggetto potrà essere riammesso in comunità “a seguito di tampone negativo, preferibilmente molecolare, o antigenico rapido”....non importa, tutti in isolamento domiciliare!
 
Peccato che se si va sul sito di ATS Brianza e si apre la scheda informativa “covid-19 -indicazioni per il rientro nella collettività”, si legge che “Se sei stato a stretto contatto con un caso COVID19 e non hai nessun sintomo devi stare in quarantena (isolamento) per 14 giorni dall'ultima esposizione al caso; al termine non è necessario fare il tampone. Oppure stai in quarantena per 10 giorni e, per essere riammesso in collettività, dal decimo giorni devi fare un tampone (anche antigenico) che deve avere risultato negativo”.
 
Altri studenti (Istituto Comprensivo A. Manzoni) hanno ricevuto lettera differente in cui è indicata solo la data di fine quarantena “con rientro a scuola il giorno successivo “ (quindi senza tampone).
 
Orbene, quello appena citato (rientro a scuola senza tampone) è l'unico modulo presente sul sito ATS Brianza alla voce “nota informativa per un caso covid19 – avvio della misura preventiva di isolamento al domicilio – modulo famiglie”.
 
Ricapitolando: sul sito ATS Brianza si trovano documenti che parlano di 14 giorni di quarantena e rientro senza tampone o, in alternativa, 10 giorni più tampone.
 
La comunicazione inviata alle famiglie dell'Agnesi -difforme da quella pubblicata sul sito ATS- impone 16 giorni di quarantena, oltre a tampone.
 
E, aggiungiamo, la comunicazione citata richiama una fantomatica “nota regionale G1.2021.0013306” che, per quanto si è cercato, non compare da nessuna parte sul sito ATS Brianza, né di Regione Lombardia.
 
Inutile dire che a nulla è valso chiamare i vari numeri ATS Brianza perchè è impossibile prendere la linea.
 
L'unico che ha risposto è un numero verde 1500 (unico a livello nazionale), che però poco ha saputo dire se non che la lettera inviata nella quale si indica il termine della quarantena ed il rientro a scuola senza necessità di tampone (quella ufficiale sul sito, per capirci) è sbagliata.
 
In un periodo di confusione, di continui cambiamenti delle direttive che arrivano da più parti -primi fra tutti Governo e Regioni- almeno chi è più a stretto contatto con il cittadino e ha la responsabilità di rendere agevole e immediato l'accesso ai servizi e garantire il tracciamento dovrebbe evitare di creare incertezze e confusione; invece le famiglie si trovano confuse, alla continua ricerca di chiarimenti, impegnate a contattare a destra e a manca ATS (che non risponde) e pediatri di famiglia, subissati da richieste, alle quali spesso loro stessi non sanno dare una risposta univoca, a causa degli aggiornamenti in divenire, che si susseguono in modo confuso ogni 2/3 giorni.
 
Ci si dovrebbe aspettare molto di più, al giorno d’oggi, in un Paese che vanta di essere fra i più avanzati, in una Regione che ha fatto della sua supposta “eccellenza sanitaria” una bandiera che, probabilmente, è ormai parecchio logora, invece.
 
Cristina Colombo
Veronica Simonetto

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