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Scritto Martedì 09 marzo 2021 alle 09:31

Cernusco: Antonio Conrater, una vita in politica, è ora alla sua sfida più importante dopo l'amputazione dell'arto. ''Adesso do il giusto valore alle cose e apprezzo ciò che  prima era scontato''


Antonio Conrater

E' stato sindaco di Cernusco dal ‘77 all ‘ ‘83 e dall' ‘88 al 2001, poi assessore provinciale nella giunta di Daniele Nava per le politiche sociali, famiglia e lavoro, esponente di spicco del centrodestra, di Forza Italia e si era candidato anche nella lista di Massimo Panzeri nel 2014.
E' stato Presidente di Ecosystem e fondatore di Ecosystem Gas. Ingegnere, dirigente d'azienda ora in pensione, Antonio Conrater la sfida più importante e più dura la sta affrontando dall'estate dello scorso anno quando un'ischemia alla gamba destra si conclude con l'amputazione dell'arto. Da quel momento la sua vita, abituata a frenesia e intensità di impegni, subisce una svolta.

In località Moscoro, dopo una passeggiata di un chilometro con la moglie Anna

 

"E' stata una prova durissima, arrivata d'improvviso. Un martedì mattina ero appena rientrato dopo essere andato all'edicola a comprare il giornale. Mi sono seduto sul dondolo sotto il porticato e ho sentito un dolore terribile a una gamba. Fortunatamente non ero solo.
Mi hanno portato subito a Lecco, mi hanno fatto il bypass e prima di entrare in sala operatoria mi hanno fatto firmare che avrei autorizzato l'amputazione della gamba destra se necessario. Hanno sperato per qualche giorno di poterla salvare. Ma poi il sangue non arrivava al mio piede e quindi hanno dovuto procedere. Dopo il ricovero è stato il momento della riabilitazione a Bellano. E lì ho capito cosa voleva dire quando mi avevano detto che avrei dovuto fare due cose: rimettermi il più in fretta possibile per fare le cose che facevo prima e poi che dovevo sempre vedere il bicchiere mezzo pieno. Le tre settimane a Bellano mi hanno fatto incontrare persone che avevano subito un ictus o che stavano curando forme di SLA. Tra costoro, noi che avevamo subito interventi ortopedici (perfino io che avevo subito l'amputazione di un arto) , eravamo quelli messi meglio.
Non è stato comunque facile perchè tutto il corpo si deve abituare all'arto che manca ma a Bellano sono molto bravi e mi hanno insegnato a recuperare una certa autonomia.
Una cosa tremenda è la sensazione di avere ancora la gamba: ci sono dei dolori che ti prendono al polpaccio e al piede nonostante non ci siano più...è come se il cervello non sapesse ancora niente dell'avvenuta amputazione.
E così succedeva che se per caso mi allacciavo un po' stretta la stringa della scarpa sinistra, poi mi sentivo stringere anche l'altro piede, quello che non c'è più. È una sensazione da brivido ma poi ci si abitua".

In Val Badia con il figlio Giorgio, in vacanza una settimana prima dell'operazione


Come è cambiato il suo approccio con il quotidiano dopo quello che le è successo?
Mi sembra di dare un valore più giusto alle cose della vita e apprezzo molto il rapporto con le persone, sempre e comunque. Ho voluto tenere informati tutti di quanto mi era successo e delle mie successive condizioni e ho sentito crescere una gradita partecipazione attorno a me.
Ci si misura con le cose di cui si viene privati improvvisamente. Guardo chi cammina e dico "accidenti!". Tutte cose che fino a quando le hai ti sembrano scontate e non ci badi. Invece niente è scontato. Adesso mi trovo a dover imparare a muovermi con le stampelle e un arto artificiale: sembra tutto logico, spostare il peso del corpo con una certa malizia e invece non è facile. Sono un Antonio un po' più impaurito: certe cose non pensavo che sarebbero mai accadute a me, ora capisco di essere fragilissimo anche io e poi con il covid lo sono ancora di più.
Ho imparato a immedesimarmi nelle disgrazie degli altri ma sono diventato anche più tollerante, meno polemico e guardo tutto con un'aria diversa. Anche in politica, certe cose che prima non avrei accettato, certe aperture, ora non le vedo poi così male.

 

La vista dalla stanza dell'ospedale di Bellano

 

Come è stata la reazione della gente? Delle persone che da sempre erano abituata a vederla indipendente e indaffarato in mille attività?
Non è una cosa comune quella che mi è accaduta, fa un po' impressione a pensarci. Tante persone una volta ritornato a casa non osavamo venirmi a trovare, erano impacciate ma ho
imparato a dare il giusto valore alle cose e a superare questi momenti, quindi ero io che aiutavo a toglierle dell'imbarazzo.
Il rapporto con le persone è importante, ti crea un valore attorno che fa la differenza. Una delle prime uscite è stato un incontro al Rotary, in una delle poche riunioni in presenza che si era riusciti a fare. All'inizio c'è stato un po' di imbarazzo poi, passato il momento iniziale, mi hanno tutti fatto festa a cominciare dalla nostra Presidente Francesca Perrot.
In realtà a farsi meno problemi sono i bambini. Poco dopo che ero tornato a casa ho sentito i miei nipoti che dicevano: mi fa impressione il nonno senza una gamba. E l'altro gli rispondeva: ma va, il nonno è sempre il nonno. Il più piccolo poi una volta alla mamma ha detto: vengo con te ovunque tu vada, ma non in cielo perchè prima anche io devo diventare grande,
E comunque il nonno in cielo ha ancora le due gambe, perchè l'anima non si taglia e quando andrò in cielo troverò il nonno con tutte e due le gambe.

 


Con la protesi definitiva al termine di una bella passeggiata nella valletta sopra Novate Alta

Ma Conrater oltre a Cernusco ha sempre avuto la politica nel cuore.
Sì, attualmente sono responsabile dei Seniores di Forza Italia e mi do da fare per tenere assieme il gruppo che ho costituito.
Oggi la politica si sta sfaldando, si è spezzettata in tante correnti e partitini.
Un tempo c'erano la DC e il partito comunista, due grandi strutture con altrettanti coordinatori.
Quando qualche anno fa mi hanno chiesto di prendere questo incarico ho accettato perché sono abituato a non dire mai di no e poi la politica è la mia passione . E sono andato a cercare una per una fra le persone che conoscevo quelle che potevano essere disponibili ad aggregarsi con un riferimento a Forza Italia e un orientamento di centro destra moderato. Ho così costituito una chat di whatsapp che oggi conta più di 80 persone con la quale restiamo in contatto e si dialoga su temi politici di attualità.
Forza Italia ha trent'anni , trent'anni di battaglie, di vittorie ma anche di sconfitte: io ho cercato di riavvicinare al gruppo coloro che in un passato più o meno lontano hanno lavorato per e con Forza Italia convinti di poter cambiare la faccia del nostro paese.
C'è una parte bella della politica che è fatta di relazioni umane disinteressate e di passione per risolvere i problemi del paese.
Un altro tema al quale mi sto dedicando e quello delle Minoranze dei nostri Comuni che molto spesso hanno difficoltà di collegamento con le loro Maggioranze. Dato che nel meratese le maggioranze sono perlopiù di orientamento PD ne consegue che le minoranze sono quasi tutte di centrodestra. Ora mi sto attivando per creare una chat di collegamento tra le minoranze del nostro territorio che abbiamo chiamato "Minoranze Collegate".
Sono prevalentemente di centrodestra ma non ci sono saracinesche di carattere ideologico e pian piano ci stiamo allargando.

 

Come giudica l'operato della sindaca uscente dopo due mandati?
Dal 2000 in avanti c'è stato un grosso cambiamento nelle disponibilità finanziarie dei comuni, con meno possibilità di realizzare grossi interventi come avevamo potuto fare a suo tempo noi. Penso che della sindaca De Capitani vadano apprezzati le relazioni con le persone e il legame intessuto con le associazioni ma c'è stata sul fronte politico una scarsa volontà di collaborazione, una chiusura direi. Non ha mostrato apertura verso le minoranze, nonostante nelle nostre fila ci fossero solo persone moderate, ragionevoli e responsabili. Come amministrazione ritengo che non abbiano fatto un granchè, si sono limitati all'ordinario e quando hanno trovato scogli si sono fermati e sono tornati indietro anche se in qualche caso va detto che è stata una buona scelta, come quella di non proseguire verso l'unione dei quattro comuni.
Con questa amministrazione la discussione si è limitata al problema del momento, come le piante da abbattere, mentre la questione era molto più ampia e ci sarebbe voluta una visione più lungimirante dei problemi di Cernusco.

 

Cosa ha bisogno Cernusco per i prossimi anni?
Il borgo è bello ma ha bisogno di essere rivitalizzato, Nei miei anni ci siamo impegnati per conservare il paese così come era nelle linee generali ma adesso serve uno slancio per ritrovare grinta e smalto.
Purtroppo la chiusura di molti negozi ha svuotato il nostro Centro Storico che nonostante alcuni errori degli anni '50 resta uno dei meglio conservati e più estesi del meratese. Avere conservato Cernusco come era una volta ha significato anche avere ridotto la sua popolazione. Ora ci vuole un'idea per renderlo attrattivo. Il nucleo storico è rimasto come era ed è un capitale per il futuro che ora va valorizzato.
Cernusco è in posizione baricentrica ed è un paese che ha molto da offrire . Serve il coraggio anche di edificare qualcosa in più, ci vuole gente che passeggia in centro, che ci siano parcheggi fatti bene. Bisogna un po' uscire dalla prigione delle ideologie e affrontare con coraggio e pragmatismo le sfide del futuro...



Quale desiderio Antonio Conrater porta nel cuore?
Nel 2023 la Scuola Nuova di Cernusco farà i 20 anni dalla sua inaugurazione e come tutti sanno a noi e a me in particolare è costato molto portarla a termine.
Il mio desiderio è che, comunque vadano le elezioni nel 2023, in occasione dei vent'anni dalla inaugurazione della scuola elementare, si esca dalle polemiche di una volta, e maggioranza e minoranza ricordino il grande servizio che è stato dato alla comunità e il valore aggiunto e il significato che una scuola rappresenta per il suo paese. Qui centinaia di bambini hanno studiato e sono cresciuti utilizzando quegli spazi.
Ricordarlo con un pensiero comune, lasciandoci alle spalle quello che c'è stato sarebbe una buona cosa per Cernusco.

S.V.
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