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Scritto Venerdì 05 marzo 2021 alle 20:23

Lecchese, Istat: +37,6% morti nel 2020 rispetto al 2015-2019 724 ufficialmente per Covid. Percentuali più gravi tra over 85

Ci vorranno degli anni per poter analizzare nel suo complesso cosa ha significato il biennio 2020-2021. È il distacco che servirà alla Storia per affermare se il tempo che stiamo vivendo è uno spartiacque tra un prima e un dopo. Ci sono dati, tuttavia, che raccolti in tempo reale e analizzati nella loro evoluzione nei mesi del 2020, poi rapportati con gli stessi periodi degli anni passati, già ora ci fanno capire la gravità della condizione attuale. La conta dei morti è un'operazione che si fa nei contesti di guerra, che l'Italia non conosce fortunatamente dal 1945. Ed è l'Istat in un suo report che ci riporta a quei giorni: "Nell'anno 2020 il totale dei decessi per il complesso delle cause è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra" scrive l'Istituto Nazionale di Statistica. 746.146 decessi nell'anno che ci siamo lasciati alle spalle, 100.526 morti in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso). Una differenza che aumenta ancora prendendo il periodo marzo-dicembre, da quando cioè nel 2020 si sono accertati i primi morti positivi al Coronavirus. "In questo periodo - osserva l'Istat - si sono osservati 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019 (21% di eccesso)". A farne maggiormente le spese sono stati quegli italiani che nati sotto le bombe e che avevano vissuto la propria infanzia durante la Seconda Guerra Mondiale. Complessivamente sono decedute in Italia 486.255 persone di 80 anni e oltre (76.708 in più rispetto al quinquennio precedente). Per la fascia 65-79 anni l'incremento è stato di oltre 20 mila unità.

 

Un contesto che può essere calato nel particolare. In Provincia di Lecco il quinquennio 2015-2019 ha avuto in media per anno 3.337 morti, mentre nel 2020 ne sono stati registrati 4.590. Una variazione del 37,6%. Va considerato che, in linea con il dato nazionale, anche il Lecchese ha avuto meno morti nei primi due mesi dell'anno scorso rispetto allo stesso periodo dei cinque anni precedenti. Una diminuzione iniziale del 3,9%, 651 in media nel 2015-2019 e 625 nel 2020. Le sforbiciate sono arrivate subito dopo. Con valori impressionanti. Il mese di marzo veniva da una media di 284 decessi, ne ha avuti 800 un anno fa, una variazione del 181,9%. Ad aprile il copione non è stato molto diverso. 270 decessi era la media da cui uscivamo, siamo arrivati a contarne 626, un delta del 131,5%. Maggio e giugno hanno registrato degli scostamenti meno accentuati, rispettivamente del 23,7% e del 13,4%. A luglio finalmente il segno meno (-5,5%, 282 contro 267). La prima ondata era ormai passata, ma nel clima vacanziero agostano ricominciano a salire i morti, 266 nella media del periodo 2015-2019 contro 296 (+11,3%). Settembre +15,1%, ottobre +4,2%. Si torna ad indossare la maglia nera a novembre, con una variazione del 56,9% (270 del periodo precedente contro i 424 del 2020). Si chiude l'anno con un dicembre a +33,1% (306 contro 407).

Dai dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanità, che ha messo in campo il Sistema di sorveglianza integrata Covid-19, l'Istat ha potuto rilevare che i decessi ufficialmente causati dalla pandemia in Provincia di Lecco sono stati registrati per la prima volta nel mese di marzo, con 246 casi, il mese peggiore del 2020. Ad aprile 173 morti di Covid-19, maggio 50, giugno 12, luglio 3, agosto 4, settembre nemmeno un caso, ottobre 12, novembre 132, dicembre 92. In tutto 724 morti per il virus in Provincia di Lecco sui 75.891 nazionali.

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Per quanto riguarda l'incremento per singoli Comuni, confrontando marzo-dicembre 2020 con la media dello stesso periodo del quinquennio precedente, l'incremento percentuale maggiore lo registrano quei territori con pochi abitanti, abituati a singoli mesi senza nemmeno un morto. Sono bastate poche unità per salire in vetta alla classifica. È il caso di Margno e Sueglio. Già al terzo c'è Dolzago, paese che ha all'incirca 2.500 abitanti. Qui la variazione è stata del 146,2% (13 contro 32). A Costa Masnaga l'aumento è del 107,2% (30,4 contro 63). A Brivio +91,7% (38,6 contro 74). Stessa percentuale per Nibionno (24 contro 46). Il capoluogo di Provincia ha visto un incremento del 37,1% (442,8 contro 607). Merate peggio in percentuale +59,5% (138,6 contro 221). Non molto distante come percentuale Missaglia, con + 55,1% (da 57,4 a 89) Calolziocorte attesta un incremento più importante, del 63,4% (111,4 contro 182). Poco meno in percentuale Monticello Brianza al +61,3 (49,6 contro 80). Valmadrera si pone al +43,9% (86,2 contro 124). Casatenovo sta al +29,6% (104,2 contro 135). Oggiono ha fatto segnare un +48,4% (69,4 a 103).

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di tutti i paesi della provincia di Lecco nei 12 mesi degli anni 2019 e 2020

Un focus particolare sul mese di marzo, quello clou della prima ondata pandemica, vede percentuali che nei piccoli Comuni arrivano a cifre altissime. Ello il 1.900% ad esempio. Ma anche Comuni come Costa Masnaga e Brivio hanno numeri importanti, rispettivamente 433,3% e 418,5%. Merate 375,8%, con 59 morti nel marzo 2020, contro i 12,4 di media nel quinquennio precedente. Missaglia vede un +238,7% (da 6,2 a 21). Lecco si attesta al 154,5% in più, passando da una media di 44,4 decessi a 113. Casatenovo registra un delta del 110,5%, da 11,4 morti a 24.

 

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IN BASE AI DECESSI TRA
LA MEDIA DEL 2015/2019 E L'ANNO 2020, RIPARTITI PER FASCE DI ETA'

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DEI DECESSI TRA LA MEDIA DEL 2015/2019 E L'ANNO 2020, RIPARTITI PER FASCE DI ETA'

Come detto i più colpiti sono stati gli anziani. Tra gli Over 85 gli incrementi sono drammaticamente alti, nel periodo marzo-dicembre. Al vertice della classifica in percentuale c'è Pagnona con un +400%. Il dato è comunque "sfalsato" se visto nei numeri assoluti: da 1 solo morto in media nel quinquennio precedente a 5. Guardando i Comuni più grossi, Lecco ha visto un aumento dei decessi tra i più anziani del 54,6%, il trend era di 232,8 negli ultimi cinque anni ed è arrivato a 360. Merate +75,4% (da 68,4 a 120), Casatenovo appena + 18,4% (da 45,6 a 54), Valmadrera + 55,3% (da 41,2 a 64), Oggiono +59,6% (da 33,2 a 53).

In generale la percentuale flette nelle fasce di età inferiori. Per la città di Lecco un netto balzo in giù per la classe 75-84 anni: +19,2%. Merate rispetto alla categoria degli Over 85 migliora ma comunque il confronto col quinquennio precedente è del +60,9%. Casatenovo vede un'inversione rispetto alla categoria degli ultra 85enni e arriva a un incremento del 49,7% sul quinquennio passato. Valmadrera sta al 46,6%, Oggiono al 30,8%.

Lo stesso Oggiono vede invece un incremento dei decessi molto forte nella fascia 65-74 anni: +119,5%. Ma in generale i delta tendono ad essere meno significati. Per tutte e tre le classi di età ci sono comunque dei Comuni - pochi - che hanno registrato delle percentuali in negativo.

Marco Pessina
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