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Scritto Giovedì 04 marzo 2021 alle 14:00

Parco Curone: sull'invasione di massa nei fine settimana, fa chiarezza il presidente

Dopo l'ultimo assalto al Parco avvenuto nel fine settimana scorso e le polemiche generate dalla presenza di centinaia di auto con situazioni di ingorgo nel mezzo del polmone verde quasi si fosse in un centro urbano, a fare chiarezza su ruolo, funzioni e attività dell'ente è intervenuto il presidente Marco Molgora. "Purtroppo la gran parte delle persone conosce e frequenta solamente Montevecchia e la Val Curone, creando situazioni di vera e propria aggressione nei confronti di queste aree" ha chiarito riferendosi proprio all'invasione di massa che avviene soprattutto nel fine settimana, aumentata a dismisura nel periodo pandemico, e che rischia di stravolgere i delicati equilibri su cui poggia la bellezza di questa area verde.


Una preoccupazione quella del presidente che è condivisa da più parti e che vede i vari comuni al lavoro per una soluzione che lasci le auto dei fruitori all'esterno dei confini (ad esempio nei parcheggi delle stazioni ferroviarie che nel fine settimana sono vuoti) e faccia entrare solamente a piedi, fino a quando non sarà possibile utilizzare le navette.

Montevecchia, 03 febbraio 2021
Oggetto: Ruolo, funzioni e attività del Parco.

Il Parco è stato istituito dalla Legge Regionale n. 77 del 16/09/1983.
Ricopre una superficie di 2990 ettari, di cui 2041 ettari di Parco Naturale e 949 ettari di Parco Regionale, ed il suo territorio interessa, in tutto o in parte, 10 Comuni

Il Parco non è una riserva integrale, ma un'area molto diversificata in cui sono presenti, oltre a zone di rilevante interesse ambientale, anche centri urbani, insediamenti produttivi, aree destinate all'agricoltura e all'allevamento
accanto a monumenti architettonici di grande valore artistico e culturale.

Le funzioni fondamentali dell’ente Parco sono la tutela dell’ambiente naturale, l’educazione ambientale e lo sviluppo sociale.

Le attività principali svolte dal Parco sono la pianificazione territoriale, la gestione delle autorizzazioni ambientali, la manutenzione dei sentieri, gli interventi sulle rive e sui corsi d’acqua, gli interventi di gestione, manutenzione e sviluppo degli ecosistemi forestali, le azioni di tutela della vegetazione e della fauna selvatica.

I comuni versano ogni anno €. 1,10 per abitante, complessivamente €. 61.700 Mentre la Provincia di Lecco versa €.21.700 e la Regione €. 292.500.
A fronte delle risorse versate dagli enti territoriali (€. 83.400) il Parco ha realizzato nell’ultimo anno, nonostante il rallentamento dovuto alla pandemia, lavori per circa € 550.000, con risorse acquisite grazie alla partecipazione
ai bandi di Regione, Unione Europea (Programma di Sviluppo Rurale, Programma Interreg), Fondazione CARIPLO, GAL del 4 Parchi.

Sono ora in corso di realizzazione interventi per altri 600.000 € circa.

Oltre ai progetti finalizzati alla tutela della natura e alla ricostituzione dell’ambiente, con queste risorse l’Ente Parco realizza azioni per la mitigazione del rischio idraulico e per la fruizione del territorio (sistemazione di 11 sentieri
per una lunghezza di 60 km, allestimenti), con beneficio immediato quindi per i residenti, oltre che per i visitatori, introducendo nel territorio tecniche di intervento ad elevata sostenibilità.

Inoltre, viene garantita la fondamentale attività di educazione ambientale, che ogni anno coinvolge decine di classi delle scuole del territorio e dei comuni limitrofi.
Ogni estate viene attivato un progetto di campo estivo per i ragazzi, molto apprezzato e partecipato, che lo scorso anno ha visto la partecipazione di oltre 400 ragazzi, in un momento di particolare difficoltà per le famiglie.

La struttura di gestione è costituita da:
- Comunità del Parco, partecipata dai Sindaci dei Comuni soci e dal Presidente della Provincia di Lecco
- Consiglio di Gestione, partecipato da Presidente e dai Consiglieri eletti dai soci e dalla Regione
- Direttore che sovrintende a tutte le attività
- 6 Funzionari che operano negli specifici settori di competenza

Le GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) svolgono gratuitamente prima di tutto una funzione di informazione e prevenzione, oltre che di controllo e repressione dei comportamenti lesivi dell’ambiente, nonché numerosi interventi di manutenzione del territorio e della rete sentieristica, di rilievi ambientali e di
visite guidate per la popolazione (ferme ormai da un anno a causa della pandemia)
- Gli aderenti al Gruppo Volontari del Parco si occupano gratuitamente del supporto alle GEV nonché di interventi di manutenzione e di ricerche dei valori ambientali
- La Protezione Civile composta da volontari svolge gratuitamente, oltre alle funzioni proprie del nome, anche attività di antincendio boschivo, non solo nei territori del Parco ma in gran parte del territorio della Brianza lecchese.
Quanto sopra è una doverosa illustrazione delle attività che il Parco svolge ogni anno, nonostante le difficoltà legate alla scarsa disponibilità di risorse e all’esigua struttura, grazie anche alla disponibilità dei volontari e delle
associazioni del territorio.
Purtroppo la gran parte delle persone conosce e frequenta solamente Montevecchia e la Val Curone, creando situazioni di vera e propria aggressione nei confronti di queste aree.
La gestione dei flussi veicolari non è nei compiti E nei poteri del Parco, in quanto le strade di accesso sono strade comunali o addirittura provinciali, pertanto gestite dagli enti locali.
Inoltre, occorre ricordare che ai margini delle zone indicate non ci sono aree di sosta significative e, soprattutto, non confliggenti con nuclei abitati, pertanto diventa problematico anche identificare i luoghi dove attestare il traffico
in entrata.
È in discussione un nuovo piano della fruizione, che sta rivedendo dalle basi quello esistente, in quanto la pandemia in atto ha dirottato verso il nostro territorio migliaia di persone provenienti dall’hinterland milanese, generando situazioni di dimensioni mai verificatesi in passato.
L’idea fondamentale è di intercettare i flussi di auto all’esterno del Parco, facendoli attestare su una serie di parcheggi esistenti che nei fine settimana non sono utilizzati, ad esempio quelli delle stazioni ferroviarie o di strutture normalmente attive solo nei giorni feriali.
Questa scelta comporta il fatto che i fruitori, almeno nel fine settimana, non avranno più la possibilità di accedere direttamente in auto ad alcune aree del Parco ma dovranno mettere in conto di fare un ulteriore tratto di strada a
piedi, almeno sino a che non sarà finita l’attuale pandemia e non sarà possibile attivare il servizio con le navette dalle stazioni ferroviarie.
Si tratta peraltro di una scelta obbligata, perché il livello di pressione cui si assiste nei fine settimana rischia di compromettere i valori ambientali che il Parco deve difendere, e sicuramente diminuisce, o annulla, il piacere della
visita e dell’escursione; essendo inoltre gran parte del territorio del Parco di proprietà privata, sono sempre maggiori anche i potenziali conflitti con i residenti ed i conduttori dei fondi agricoli, che vengono danneggiati da una
fruizione incontrollata.
Con la speranza che anche questa possa essere un’occasione per acquisire una maggiore consapevolezza circa il valore di questo territorio.


Il Presidente
Marco Molgora
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