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Scritto Mercoledì 17 febbraio 2021 alle 16:02

Endoscopia digestiva: oltre 7mila esami nel 2020 nonostante il Covid 19. Un reparto attrattivo che merita un potenziamento

Il Reparto di Endoscopia Digestiva è veramente una piccola isola felice nel panorama dei reparti ospedalieri dell’ASST-Lecco colpiti dall’emergenza COVID 19, che ha comportato la chiusura e/o la parziale o totale riconversione di molti Reparti in Aree COVID per curare i malati di Coronavirus.
L’Endoscopia, infatti, non ha mai cessato la propria attività nemmeno nel periodo di maggior crisi pandemica (Marzo-Aprile 2020), quando ha continuato a garantire tutte le procedure endoscopiche urgenti H-24 per i pazienti interni ed ambulatoriali su entrambi i presidi (facendo anche da valvola di sfogo per altre Endoscopie digestive della Regione chiuse per malattia del personale medico ed infermieristico) e a soddisfare le richieste di esami e visite ambulatoriali  in classe prioritaria (U, B e D), nonché quelle dei pazienti oncologici, rinviando solo le prestazioni programmate di controllo (classi P).
A partire poi dall’estate 2020, con l’attivazione di liste endoscopiche addizionali pomeridiane (in modo da rispettare le norme di distanziamento fisico tra i pazienti e l’accurata disinfezione dei locali tra una procedura e l’altra), sia a Lecco che a Merate, sono stati recuperati quasi tutti gli esami ambulatoriali di controllo programmati nei mesi precedenti e rinviati per l’emergenza COVID 19.

 

Il dottor Fabrizio Parente

A parlare sono i numeri dell’attività 2020: escludendo gli esami per pazienti interni, l’attività urgente in regime di reperibilità e  l’attività di screening del tumore colo-rettale, sospesa dalla metà di Marzo 2020, sono state eseguite 5045 procedure endoscopiche ambulatoriali e 986 visite specialistiche ambulatoriali con una riduzione percentuale rispettivamente del 29% e del 33% se confrontati con le analoghe prestazioni dell’anno precedente. La riduzione percentuale è stata invece solo del 14% per quanto concerne le ecografie intestinali.
Numeri importanti per uno dei pochi reparti che ha comunque proseguito la propria attività nonostante il difficile periodo e la necessità di “prestare” personale medico per turni di guardia notturni e festivi nelle aree COVID, sia di Lecco che di Merate.
Nel complesso il  2020 è stato ovviamente un anno di attività necessariamente ridotta rispetto all’anno precedente - spiega il dr.Fabrizio Parente Primario del Reparto – in quanto è stato interrotto il programma di screening del tumore colo-rettale (per l’impossibilità di proseguire la raccolta dei campioni fecali per la ricerca del sangue occulto nella popolazione generale) e vi è stata una drastica riduzione dell’attività ambulatoriale nel periodo di acme della pandemia (Marzo-Aprile). Ma da Maggio/Giugno 2020 siamo ripartiti quasi a pieno regime, pur tenendo conto delle norme di distanziamento indispensabili per evitare assembramenti di pazienti nelle sale di attesa e nelle aree di risveglio post-esame, nonché della necessità di igienizzare accuratamente le sale endoscopiche e gli ambulatori tra un paziente e l’altro. Ci possiamo definire un’isola felice perché rispetto ad altri centri di Endoscopia lombardi, che sono stati addirittura chiusi o hanno dovuto limitare moltissimo la loro attività per lunghi periodi (anche per malattie prolungate degli operatori sanitari colpiti da COVID 19), noi abbiamo potuto sempre garantire visite ed esami endoscopici prioritari ambulatoriali e le richieste dei pazienti oncologici, oltre a quelle dei ricoverati. Ciò è dimostrato dal fatto che sia su Lecco che su Merate si sono riversati molti pazienti provenienti da altre aree della Lombardia (Comasco, Monzese, Valtellina e Valchiavenna).
Prendere in carico anche i pazienti che arrivano da altri centri di endoscopia della Regione Lombardia ha  inevitabilmente allungato i tempi di attesa per alcuni esami endoscopici non prioritari (ad esempio le colonscopie di controllo in fascia P). La ripresa dell’ attività di screening del tumore colo-rettale, prevista per la primavera 2021, rischia di “ingolfare” ulteriormente le liste di attesa per gli esami non prioritari, con conseguenti possibili sensibili ritardi diagnostici per le patologie tumorali.



Il dottor Luca Pastore e il dottor Antonio Armellino

In un quadro complessivo per Merate ma vale anche per Lecco non particolarmente confortante e con il Mandic sotto la forte “concorrenza” del vicino ospedale di Vimercate appare strategico un potenziamento della struttura di Endoscopia che rappresenta indubitabilmente un elemento di notevole attrazione anche per pazienti fuori da confini dell’ASST di Lecco.
“Infatti – conferma il dottor Fabrizio Parente – mi auguro davvero che la Direzione strategica aziendale possa e voglia potenziare rapidamente la nostra equipe medica in modo da poter incrementare ulteriormente l’attività nelle sale endoscopiche, riducendo le liste di attesa soprattutto per gli esami di controllo, pur applicando le rigorose norme di distanziamento tra pazienti e di igienizzazione delle sale endoscopiche tra un esame e l’altro previste dal Ministero della Salute”.
C.B.
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