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Scritto Lunedì 15 febbraio 2021 alle 09:04

Osnago: 6 coppie al traguardo di 50 anni di vita comune con un cuore di primavera

Non poteva esserci coincidenza più azzeccata che rinnovare le promesse matrimoniali nel giorno del patrono degli innamorati, San Valentino. È accaduto domenica mattina a sei coppie ad Osnago, tutte celebranti le “nozze d’oro”, ovvero i 50 anni di vita assieme. Sull’altare della chiesa parrocchiale di Santo Stefano, davanti a tanti compaesani, questi 12 innamorati hanno, a fianco di don Costantino Prina, promesso nuovamente l’un l’altro i voti che si erano scambiati 50 anni fa.



Ed è stato il sacerdote a sottolineare la felice coincidenza di celebrare un traguardo simile proprio nel giorno dedicato all’amore. Dopo aver commentato la lettura del Vangelo secondo Luca - sulle due diverse figure del pubblicano e del fariseo- ha riportato le parole di Papa Francesco a proposito del matrimonio: “per la riuscita di un matrimonio basterebbe osservare queste tre parole: permesso, grazie, scusa”. Don Costantino si è concentrato sulla terza parola perchè ha ricordato il Vangelo di oggi e la figura del pubblicano ed ha ripreso a leggere le parole del Papa: “Parola difficile certo, eppure così necessaria. Quando manca, piccole crepe si allargano, anche senza volerlo, fino a diventare fossati profondi. Non per nulla nella preghiera insegnata da Gesù, il “Padre nostro”, che riassume tutte le domande essenziali per la nostra vita, troviamo questa espressione: «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori».



"Riconoscere di aver mancato, ed essere desiderosi di restituire ciò che si è tolto -rispetto, sincerità, amore- rende degni del perdono. E così si ferma l’infezione. Se non siamo capaci di scusarci, vuol dire che neppure siamo capaci di perdonare. Nella casa dove non ci si chiede scusa incomincia a mancare l’aria, le acque diventano stagnanti. Tante ferite degli affetti, tante lacerazioni nelle famiglie incominciano con la perdita di questa parola preziosa: “scusami”. Nella vita matrimoniale si litiga, a volte anche “volano i piatti”, ma vi do un consiglio: mai finire la giornata senza fare la pace! Sentite bene: avete litigato moglie e marito? Figli con i genitori? Avete litigato forte? Non va bene, ma non è il vero problema. Il problema è che questo sentimento sia presente il giorno dopo. Per questo, se avete litigato, mai finire la giornata senza fare la pace in famiglia. E come devo fare la pace? Mettermi in ginocchio? No! Soltanto un piccolo gesto, una cosina così, e l’armonia familiare torna. Basta una carezza! Senza parole. Ma mai finire la giornata in famiglia senza fare la pace! Capito questo? Non è facile, ma si deve fare. E con questo la vita sarà più bella”.



Leggendo queste belle parole del Papa, don Costantino ha dato questo suggerimento alle sei coppie di sposi: “non fate come il fariseo che non sa conoscere i suoi limiti ma crede di essere sempre nel giusto, la ragione è dalla sua parte. Siate capaci di chiedere scusa, di perdonarvi a vicenda”.







Un ultimo augurio ha riservato il sacerdote per le coppie festeggiate: “oggi che è San Valentino, il patrono degli innamorati, magari guardandovi intorno potreste dire che non è roba per voi, che siete delle coppie piuttosto stagionate. Abbiamo vissuto anche noi il periodo dell’innamoramento ma adesso, don Costantino “se te vouret, semm vecc”. Come se da vecchi non ci si dovesse più voler bene. Ho trovato queste righe che sono dedicate alle suore ma secondo me si possono applicare anche agli sposi."




"È Dio che parla e dice: “io non amo le buone coppie di 50 anni di matrimonio perchè sono tristi, accigliate e non hanno più che vecchie abitudini. Le coppie che amo sono le novizie, fanno un sacco di pasticci ma ci mettono il cuore, hanno tanta voglia di fare bene e sono così protese e applicate che le fa ridere di se stesse. Amo le novizie per il loro cuore nuovo, ma ciò che amo ancora di più, ciò che preferisco sono le coppie che conservano tutta la vita un cuore da novizia: hanno l’esperienza ma non l’abitudine, sanno cosa bisogna fare ma non sono delle abitudinarie, fanno tutto con un cuore giovane, con un cuore nuovo, un cuore rinnovato. Un cuore da mattino di primavera. Sono vestite come delle buone coppie di 50 anni di matrimonio ma io me ne intendo e conosco la differenza”. Ecco, che Dio possa riconoscere questa differenza anche in ciascuna delle coppie che c’è qui in chiesa. Magari i capelli sono diventati grigi e le forze sono venute meno, le rughe hanno segnato il volto ma il cuore è rimasto giovane, un cuore di primavera”.
B.F.
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