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Scritto Giovedì 11 febbraio 2021 alle 14:02

Osnago: il progetto "Plastic New Deal" per ridurre gli imballaggi e plastiche monouso

Un nuovo patto per l'ambiente che parte dal basso. Coinvolte aziende attive sul territorio, società a partecipazione pubblica, enti istituzionali locali, centri di ricerca e associazioni portatrici di interesse. Obiettivo: ridurre lo spreco di plastiche monouso e innescare meccanismi di coscienza critica sul tema nei cittadini. Questo è "Plastic New Deal" [clicca QUI], il progetto da 130 mila euro, coperto per 85 mila da Cariplo. L'idea si è classificata al 3° posto sulle 23 che hanno concorso al bando della Fondazione che metteva a disposizione 950 mila euro complessivi. Silea, la società pubblica che gestisce il ciclo dei rifiuti nel Lecchese, contribuisce con 3 mila euro, mentre i restanti 42 mila euro saranno messi a disposizione dall'associazione Ambiente e Lavoro, capofila del progetto, e da Legambiente Lombardia.


Wolfango Pirelli e Paolo Brivio
Su dati di Corepla, in Italia, sono stati immessi al consumo nel 2018 circa 2,3 milioni di tonnellate di imballaggi in plastica. Di questi il 44% è stato avviato a riciclo, mentre il 43% è stato oggetto di recupero energetico. In questi numeri esemplificativi sta una delle principali radici del problema. Il progetto punta a coinvolgere quattro aziende: Novacart Spa di Garbagnate Monastero, Novatex Italia Spa di Oggiono, Calvi Spa di Merate e Top Glass Spa di Osnago. Insieme impiegano 80 tonnellate di imballaggi all'anno. Con le azioni che nei prossimi 18 mesi saranno messe in campo si punta a ridurre tale quantità di almeno il 10%.

Saranno sviluppate più fasi. "Intanto cominceremo con la conoscenza delle aziende per capire cosa avviene durante le fasi produttive - spiega Wolfango Pirelli, segretario dell'Associazione Ambiente e Lavoro - In base ai segmenti dei materiali che sono utilizzati e a seconda del loro impiego si possono trovare delle soluzioni alternative. In alcuni casi le aziende stesse ci potranno offrire degli spunti utili". Quindi saranno proposte di implementazioni e modifiche. Nel frattempo, con le rappresentanze sindacali "costruiremo un percorso di coinvolgimento delle famiglie dei lavoratori, disponibili a sperimentare nelle loro abitudini una riduzione delle plastiche monouso" dichiara ancora Pirelli. Sul punto Marzio Marzorati, di Legambiente Lombardia, precisa: "Partiremo da 30 famiglie che aderiscono volontariamente alla sperimentazione, per poi estendere la proposta a tutte le 631 famiglie dei lavoratori delle aziende coinvolte. Proporremo attività di training, video, schede informative, per generare un cambiamento desiderabile che porti alla riduzione di almeno il 25% di rifiuti domestici, anche incentivando l'uso di packaging riutilizzabili".


A destra Marzio Marzorati
Ad affiancare nelle varie fasi l'impegno di "Ambiente e Lavoro" e di Legambiente Lombardia ci saranno due istituti del CNR: IPCB (Istituto per i polimeri composti e biomateriali), che ha una sua sede a Lecco, e STIIMA (Sistemi e Tecnologie Industriali Intelligenti per il Manufatturiero Avanzato) con sede a Milano, che valuterà la qualità del lavoro svolto attraverso il progetto.

Osnago è il Comune che cercherà di instillare meccanismi di buone pratiche col coinvolgimento delle associazioni locali. Ma, soprattutto, alla luce delle esperienze maturate con il progetto studierà delle modifiche ai Regolamenti comunali e alle tariffe per incentivare la riduzione dei rifiuti e in particolare delle plastiche monouso. Un modello che nelle intenzioni dovrebbe poi fare scuola negli Enti locali limitrofi, che già si sono dimostrati interessati all'iniziativa: Cernusco Lombardone, Lomagna, Montevecchia, Oggiono, Paderno d'Adda, Robbiate e Verderio. "Per l'amministrazione comunale di un territorio fortemente industrializzato - osserva il sindaco osnaghese Paolo Brivio - partecipare a un'iniziativa come 'Plastic New Deal' è al contempo un dovere e un'opportunità. Un dovere, perché compito di un Ente pubblico è incoraggiare processi di innovazione tendenti a favorire un rapporto più armonico tra funzioni produttive e tutela dell'ambiente. Un'opportunità, perché le sperimentazioni che il progetto consentirà e le conoscenze e le prassi che farà maturare contribuiranno a migliorare l'apparato normativo, a cominciare dai regolamenti comunali, per farne strumenti di incoraggiamento e di propagazione di comportamenti virtuosi e sostenibili".
Saranno coinvolti anche Silea e la sua partecipata Seruso, Lario Reti Holding e il Parco del Curone. 
M.P.
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