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Scritto Mercoledì 10 febbraio 2021 alle 16:28

Con la maestra Luigia se n'è andata anche un pezzo di storia di Sartirana

Luigia Cattaneo
Questa notte verso le 00.30 mi sembrava di sentire  la sirena di un'ambulanza vicino a noi.  Ero ancora sveglia e  mi avvicino alla finestra, guardo verso la cappella della Madonnina  e vedo l'ambulanza  che arriva dal Lago e  sale per via Cavour. Resto con il fiato sospeso, vedo che prosegue verso via Cavour. Non si ferma e, in quel momento, mi sento sollevata.  Non si è  fermata al cancello della mia maestra Luigia. Il blu della luce sparisce e la sirena si spegne.  Non so cosa pensare, la via è  abitata da  diverse famiglie ma un presentimento sale. Prendo il telefono e inizio a scrivere un messaggio alla mia amica del cuore Mariella, poi cancello tutto e le invio solo un cuore. Mi risponde e il mio presentimento era diventato, purtroppo, realtà. Mari mi risponde "La mia mamma se ne è  andata..." . Difficile scrivere qualcosa in momenti  dove il dolore ti assale.  La mia mente  viaggia e i pensieri mi hanno fatto tornare indietro negli anni sino a quando la maestra Luigia era la mia maestra. In prima elementare era lei che mi ha insegnato a scrivere e a leggere. Ricordo molto bene che la prima elementare non era sola,  nella stessa aula  c'era anche la classe seconda e la maestra era unica per tutti.  Era lei che con piglio deciso ma  con la dolcezza di una mamma, ci portava a seguire le lezioni e ci insegnava il rigore, l'ordine e la disciplina. L' odore dell'inchiostro   nel calamaio  inserito nel buco del banco verde , le macchie sui fogli e la carta assorbente colorata che asciugava i nostri errori e a volte le lacrime per il compito sbagliato. In mezzo ai libri, alla grande lavagna con il gesso bianco c'era lei , la mia maestra Luigia Rosato sempre elegante con il suo rossetto rosa o rosso. Poi, la rivedo in terza elementare ma scrivere "la rivedo", non è  esatto. La scuola era piccola e ci si vedeva tutti i giorni. In più ero  amica della sua bimba, ero cresciuta con la sua bimba e frequentavo la sua casa.  Ricordo come fosse oggi la sua voce mentre ci chiamava quando giocavamo in solaio o sotto nei garage oppure in cameretta. La sua voce e quella di mia nonna Teresa che dal giardino guardava verso il giardino della maestra.
 La ricordo con il suo rossetto e quel profumo di cipria. Aveva sempre il sorriso che ci catturava e negli anni ho sempre provato verso lei rispetto e riconoscenza. Purtroppo ricordo il giorno che mia madre volò in alto diventando il mio Angelo Custode e fu lei con la mia maestra di quarta elementare, Evelina Schoch e Don Vittorio a darmi la brutta notizia ma sempre con delicatezza  e cercando di trovare le giuste parole  per non farmi piangere. Dopo pochi giorni ci sarebbe stata la festa della mamma e, anche li, mi disse che avrei potuto scrivere a lei un bigliettino che lei per me c'era e non sarei stata sola, anch'io avrei potuto scrivere la letterina di auguri.
Non ricordo quale fu la mia decisione, ricordo di aver portato a mia mamma gli auguri scritti su un foglietto e di averli appoggiati sul freddo marmo ma nulla  più ricordo.
Con lei che questa notte ci ha lasciato, è un pezzo di storia della nostra frazione che se ne va  seguendo la sua anima.
La maestra di tutti, la maestra che, sposata con il maestro Mario Rosato, era per tutti noi un orgoglio. Non la dimenticherò mai perché ha lasciato Mariella sempre vicino a me, la sorella che non ho mai avuto e alla quale starò sempre vicino come mi aveva chiesto lei anni fa "mi raccomando siete amiche, vi volete bene, giocavate insieme, sta vicino sempre alla mia Mariella".

Certo maestra, te lo prometto e che la terra ti sia lieve.
Luisa
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