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Scritto Venerdì 29 gennaio 2021 alle 16:11

Giornalisti e giornalai: signor Sindaco è la stampa e tu non puoi farci niente

Non si può più far finta di nulla.
L'ultimo episodio ci costringe a una ferma presa di posizione pubblica. Il clima che si è venuto a creare in città tra il sindaco e la stampa - qualcuno preferirebbe che scrivessimo “certa stampa” - ha raggiunto un livello che non si può più ignorare. Ci riferiamo all'ultimo post del primo cittadino Massimo Panzeri, dove con l'intento di voler “bruciare” una notizia che lo riguarda -  l'udienza del 30 marzo in cui sarà chiamato a rispondere davanti al Giudice della  “famosa” diretta Facebook - si è rivolto ai giornalisti definendoli “giornalai locali”.
Senza entrare nel merito della vicenda, che credo si commenti da sola, ritengo che per prima cosa il Primo cittadino, se volesse continuare ad essere considerato tale, dovrebbe scusarsi. E non tanto e non solo con noi, bensì con i “giornalai”, onorevolissima categoria che svolge un durissimo lavoro in termini di impegno e orari, alla quale è riconosciuto pubblicamente  un ruolo sociale e a cui va tutta la nostra stima. Non basta “nascondere” un post per far finta che non sia successo nulla, buona educazione e responsabilità del ruolo imporrebbe delle pubbliche scuse.
L'indignazione dell’Ordine nazionale dei giornalisti, che ho l'onore di rappresentare come Consigliere, sono profondi quasi quanto la voragine che si è venuta a creare tra il rappresentante dello Stato, e inquilino temporaneo di Palazzo Tettamanti, e la stampa (certa stampa).
Possiamo anche comprendere l’irritazione del sindaco di fronte a certe prese di posizione, a critiche qualche volta caustiche e magari non sempre condivisibili. Ma questo fa parte del gioco.  . La stampa e i giornalisti sono considerati “i cani da guardia alla democrazia” e quindi hanno il diritto-dovere di tenere sotto la lente il comportamento di quanti rappresentano le istituzioni e di difendere la democrazia.
Che piaccia o no al signor sindaco.
Chi svolge la nostra professione è tenuto a rispettare un Codice deontologico, chi lo infrange subisce un procedimento disciplinare davanti al Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti. Inoltre è chiamato a rispondere davanti ai giudici di eventuali reati commessi durante l'esercizio della propria attività. Ma non solo, la stampa (certa stampa, questa in particolare) non ha mai censurato nessun intervento giunto in redazione, sia di rettifica o replica - questi ultimi addirittura spesso vengono sollecitati - né di critica. Ci sono quindi tutti gli strumenti per controbattere o rettificare con strumenti e una dialettica civili. Altro discorso sono le opinioni, tutte rispettabili qualunque esse siano.
Nel nostro Paese, a differenza di altri più vicini a noi di quanto pensiamo, c'è il diritto di critica. Il sacrosanto diritto di critica, che piaccia o no al potente di turno. Chi non è disposto ad accettarlo, e rispettarlo, non deve ricoprire cariche pubbliche, tantomeno quella di sindaco. Dovrebbe starsene a casa, in pantofole davanti al caminetto o limitarsi a qualche partita di tennis amatoriale. In quel caso può stare certo che la stampa (certa stampa) non si prenderebbe la briga di rivolgergli alcuna attenzione.
Merate vanta una tradizione straordinaria e unica in fatto di informazione, grazie a due importanti testate: il Giornale di Merate, con i suoi quarant'anni di storia, e Merateonline, con i suoi oltre vent'anni di vita. Un patrimonio di tutti, due imprese che hanno contribuito a far crescere la città, difendendo a muso duro quando è stato necessario questo territorio e i suoi servizi.
Nessuno può permettersi di dileggiare chi fa il proprio lavoro, siano essi giornalisti o giornalai. Si rassegni il primo cittadino.
Come disse uno straordinario  Humphrey Bogart alla fine del film Deadline: “E’ la stampa, bellezza! E tu non puoi farci niente! Niente!”.
Angelo Baiguini, consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti
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