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Scritto Venerdì 29 gennaio 2021 alle 08:30

Delusione tra i sindaci lecchesi per la crisi di governo, che non viene capita dai cittadini, diverse idee per nuovo corso

C’è insoddisfazione unanime tra i sindaci della Provincia di Lecco che abbiamo contattato per la crisi di governo in atto. Per chi vive quotidianamente i problemi concreti dei territori c’è delusione e nella voce dei primi cittadini si avverte una nota di disagio istituzionale, nella piena consapevolezza che una crisi in questo periodo storico tanto complicato è difficile da comprendere per tutti, specialmente per chi sta subendo gli effetti economici della pandemia.
Meno lineare è invece la posizione sulla migliore soluzione da delineare nelle prossime giornate, anche tra esponenti riconducibili a aree politiche simili, posto che l’idea di elezioni anticipate non viene apprezzata. Per Bruno Crippa, sindaco di Missaglia, le forze di Governo dovrebbero riabilitare Italia Viva, per un’intesa per arrivare a fine legislatura. “Questa crisi non doveva essere procurata e chi l’ha determinata avrà le sue responsabilità. Eviterei le elezioni, inclinerebbero il rapporto con l’Europa dopo i grossi passi avanti che aveva fatto – dichiara il primo cittadino missagliese – Mi sembra difficile creare una stabilità con un gruppo di centro e di liberali. Bisogna recuperare il rapporto con Italia Viva per arrivare a un accordo fino a fine legislatura, pur senza cedere a tutte le richieste di Renzi”. Per Crippa il PD è il partito che sta mantenendo la barra dritta per la governabilità del Paese.


Bruno Crippa, Chiara Narciso e Antonio Rusconi

Di altro avviso Chiara Narciso (Oggiono): “Penso che con Italia Viva si siano bruciati i rapporti. Se dipendesse da me, cercherei altre vie” commenta Narciso.
Su un altro piano il sindaco di Valmadrera Antonio Rusconi, ex senatore e sostenitore di Italia Viva, che rivela: “Da Roma arrivano segnali di fumo positivi” alludendo a una ricomposizione dell’asse con il partito di Renzi. Dichiara poi Rusconi: “Spero in un governo politico di centro-sinistra forte”.
Eppure c’è chi che, come Rusconi, ha contribuito a fondare il provinciale di Italia Viva a Lecco, che la pensa diversamente. “Si sono squalificati sia Conte che Renzi – osserva Stefano Motta (Calco) – Tra i due litiganti bisogna scegliere il bene per il Paese. Secondo me serve procedere con un governo tecnico-istituzionale, come estremo rimedio per affrontare la pandemia e l’emergenza economica che è stata accentuata dal Coronavirus”. Fuori Conte, dunque, e come nuovo fulcro l’attuale presidente della Camera, Roberto Fico. Come ministri a Motta piacerebbero Pier Carlo Padoan, Carlo Cottarelli e l’infettivologo Massimo Galli.


Stefano Motta, Paolo Brivio e Giovanna De Capitani

“È una crisi di Governo maturata per motivi indecifrabili e nebulosi come le formule che si stanno prospettando per il futuro esecutivo. Tra le persone osservo un forte disorientamento – sostiene Paolo Brivio (Osnago) – È chiaro che il governo avesse dei problemi, per la sua natura eterogenea e non coesa, e che rimandava alcune scelte. Ma proprio perché andrebbero assunte delle decisioni importanti, la tempistica di questa crisi creare rassegnazione”. Brivio non cela le critiche verso Italia Viva: “Nonostante tutto, il Conte II aveva saputo affrontare l’emergenza e le sfide che il Covid aveva imposto in maniera seria e capace. Non si spiega questa situazione se non per interessi strumentali delle forze politiche che li muovono. Non penso possa nascere un governo più coeso di quello attuale. Mi trovo in imbarazzo a dover commentare”.
Grande delusione anche nelle parole della sindaca di Cernusco Lombardone Giovanna De Capitani: “Quello che sta avvenendo è un passaggio inutile e poco responsabile per il momento storico che stiamo vivendo”. Un effetto che teme si possa concretizzare è un ulteriore ritardo nelle risposte da dare ai cittadini che i sindaci toccano con mano quotidianamente.
Necessità di fare in fretta anche per il primo cittadino di Barzanò Giancarlo Aldeghi. “Non mi spaventa in linea di principio la via delle elezioni, ma presumo che ne usciremmo con un governo comunque debole. Andrebbero trovare altre soluzioni” commenta Aldeghi. Critiche verso chi ha causato la crisi: “Credo non ci fossero delle motivazioni tali da determinare lo scioglimento del governo. Con buon senso si poteva trovare una linea programmatica convergente. Sono invece subentrati calcoli partitici e ambizioni personali. Purtroppo quando si muove la biglia è poi difficile fermarla. Bisognava stare attenti prima di lanciarla”.


Giancarlo Aldeghi, Marco Ghezzi e Giovanni Battista Bernocco

Il borgomastro di Calolziocorte, Marco Ghezzi, si attende un governo meglio organizzato che sappia dare delle risposte più chiare. “Serve un governo che funzioni meglio, quello dimissionario ha lasciato a desiderare su temi importanti come la scuola. Per la messa in sicurezza degli spazi scolastici i Comuni sono stati abbandonati a se stessi lavorando giorno e notte per garantire la ripresa a settembre. Abbiamo avuto delle risorse dallo Stato a pioggia che non sono servite a molto. Per molte cose, come le mascherine, abbiamo dovuto fare da noi”. L’ipotesi delle urne non convince il sindaco di Calolziocorte: “Il problema non sono tanto le elezioni in sé quanto l’impossibilità in questo periodo a svolgere una campagna elettorale”.
Il primo cittadino di Olgiate Molgora, Giovanni Battista Bernocco, si dice allibito per l’assurdità del contesto politico. “Posso tentare di capire Renzi, che non voleva essere complice di scelte che non condivideva, ma è sembrato troppo un giochino di palazzo dell’ex presidente del Consiglio. Conte o non Conte, i numeri saranno risicati e dunque la crisi non avrà migliorato le cose”. Bernocco avverte un forte distacco tra il Parlamento e la vita reale, e questa crisi di governo non può che aumentare tale divario. “L’umore della gente è terribile. Le persone hanno schifo per la politica ora come ora, non che la situazione di partenza fosse rosea”. Sulla capacità di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini da parte del governo, osserva infine Bernocco: “Conte durante l’emergenza ha utilizzato le armi in suo possesso per prendere in mano la situazione e assumere delle decisioni, un governo tecnico non ci potrà riuscire perché dovrà sempre chiedere il permesso ai partiti.”.


Giuseppe Chiarella e Mauro Gattinoni

“Sicuramente una crisi di governo con la pandemia in corso e i soldi in arrivo dall’Europa è qualcosa di scellerato. Già con la nascita del Conte I e poi soprattutto del Conte II si era capito che non sarebbe stato un esecutivo di legislatura. La mia paura è che una nuova maggioranza di governo non faccia altro che spostare di poco in avanti l’agonia politica che stiamo vedendo” si sfoga il sindaco di Molteno, Giuseppe Chiarella. Per risolvere lo stallo dell’esecutivo, per Chiarella si aprono solo due strade: un governo di centro-destra con un forte leader al comando o un esecutivo con un primo ministro come Mario Draghi che saprebbe mitigare le diverse anime della nuova maggioranza. E conclude: “Il mercato dei costruttori è evidente che non porterebbe a una soluzione duratura”.
"La responsabilità di questa crisi ha nomi e cognomi” il commento secco infine del sindaco di Lecco Mauro Gattinoni “Giudico assolutamente inopportuno aver aperto una crisi in queste circostanze; non ne faccio assolutamente un discorso né di appartenenze né di colore politico. In un momento storico in cui ci sono da gestire i fondi per le prossime generazioni, la crisi sanitaria e quella socio-economica, il piano vaccinale, posso solo sperare che questo momento d'incertezza si risolva quanto prima".
M.P.
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