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Scritto Sabato 23 gennaio 2021 alle 13:08

Lomagna: i lavori per la fitodepurazione in via Giotto. C'è attesa per il valore dell'area

Ormai da alcune settimane sono cominciati a Lomagna, in via Giotto, i lavori che porteranno alla creazione di un impianto di fitodepurazione a cura di Lario Reti Holding. A disposizione 11 mila mq di terreno a Nord dell'area ex RDB, dove saranno trattati i reflui in modo naturale i reflui del collettore consortile, andando a risolvere i perduranti problemi di portata della fognatura.

Sebbene i mezzi stiano passando dall'ingresso principale del comparto, le operazioni non si stanno svolgendo nella zona centrale del capannone industriale, sulle cui sorti è tutto bloccato dopo l'uscita di scena di Fiocchi Munizioni.

 


L'area dove sorgerà l'impianto di fitodepurazione è stata acquisita da LRH tramite un esproprio, dopo che nel 2019 l'ATO di Lecco aveva dichiarato quel terreno di pubblica utilità. La proprietà dell'ex RDB, la società Sernovella, aveva tuttavia avviato un contenzioso, in particolare sul valore da attribuire all'esproprio. Secondo le perizie di Lario Reti Holding non si sarebbe dovuti andare oltre agli 80 mila euro, considerando la destinazione a servizi dell'area. Mentre per Sernovella le si dovrebbe riconoscere il valore edificabile di mercato, cioè 480 mila euro circa. L'arbitrato, che vede come protagonisti tre "giudici" (uno scelto da LRH, uno da Sernovella, uno dal Tribunale), si è espresso in maniera non unanime, ma in maggioranza a favore di Sernovella. L'esito è stato poi impugnato da Lario Reti e i primi di marzo dovrebbe uscire il verdetto definitivo.

La vicenda potrebbe essere derubricata sotto l'etichetta di "beghe legali". In realtà potrebbe influire sul futuro del comparto ex RDB. La proprietà aveva infatti fatto sapere tramite avvocati al Comune di Lomagna di voler venir meno agli obblighi contenuti nella convenzione del marzo 2019, firmata anche con il Parco del Curone. Essa contiene numerosi interventi di riqualificazione ambientale. La ragione principale del brusco stop annunciato è da ricondurre proprio al valore della cessione della porzione di terreno per l'impianto di fitodepurazione.

M.P.
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