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Scritto Giovedì 21 gennaio 2021 alle 14:49

Cernusco: appello dei genitori degli alunni rivolto ai sindaci e alla ministra per sentire il 'silenzio assordante del disagio vissuto'

Undici mesi sono passati dalla prima interruzione della didattica in presenza, passando alla versione telematica di classi virtuali e lezioni in videoconferenza. Con le zone arancioni e gialle la situazione era tornata ad una parvenza di normalità per gli studenti delle scuole di secondarie di primo grado. Con la riattivazione della zona rossa la DAD o DDI, che dir si voglia, è stata rispolverata.

L'Istituto Verga di Cernusco Lombardone
L'insofferenza per lo stato di fatto è stata riportata nero su bianco dai genitori degli alunni di 3^A del "G. Verga" di Cernusco Lombardone. Testo inviato alla dirigente dell'Istituto comprensivo "A. Bonfanti e A. Valagussa", Francesca Anna Maria Alesci, alla ministra all'Istruzione, Lucia Azzolina, ai quattro sindaci del Comprensivo, Giovanna De Capitani (Cernusco Lombardone), Cristina Citterio (Lomagna), Franco Carminati (Montevecchia), Paolo Brivio (Osnago) e ai rispettivi assessori comunali. La lettera sarà condivisa anche con i rappresentanti dei genitori delle altre classi della scuola media.

Pur riconoscendo gli sforzi e le capacità messe in campo dai docenti, diversi genitori si stanno accorgendo di come l'assenza di un contatto diretto con compagni e personale scolastico stia influendo negativamente sull'umore dei ragazzi e la loro attitudine allo studio. "Un disagio vissuto dietro al silenzio assordante dei loro schermi" scrivono i genitori nella lettera aperta. In questi giorni la comunità locale è rimasta sconvolta e smarrita alla notizia della prematura morte di una giovane diciassettenne e si interroga con maggiore preoccupazione sugli effetti che questo confinamento possa produrre, al di là dei singoli, su un'intera generazione.

Lo scritto, tuttavia, non vuole essere un manifesto alla disubbidienza da parte degli studenti, quanto un appello alle istituzioni locali affinché la scuola venga intesa come una priorità attraverso risposte concrete.
ALLA C.A. DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI
DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO A. BONFANTI E A. VALAGUSSA

Gentilissimi amministratori,

Gentili Sindaci,
gentili Assessori all’istruzione,

È passato quasi un anno dall'inizio della pandemia, tanto e' stato fatto, ma tanto ancora c'è da fare.
Dalle riflessioni di alcuni genitori e' nata l'idea di scrivere una lettera per dare voce al disagio vissuto dai ragazzi che attualmente sono ritornati a seguire le lezioni in modalità DAD.

Un disagio vissuto dietro al silenzio assordante dei loro schermi.

LETTERA APERTA

Siamo un gruppo di genitori della scuola secondaria di primo grado di Cernusco Lombardone
che sentono il bisogno di esprimere la propria voce preoccupata per il ritorno dei nostri ragazzi alla didattica a distanza.

Pur nel profondo rispetto della situazione sanitaria, e nel riconoscimento della qualità del lavoro didattico offerto dagli insegnanti in DAD,

crediamo che non sia più accettabile assistere in silenzio al sacrificio della scuola in presenza.

Crediamo che la scuola sia un valore inalienabile, la scuola è il luogo dell'educazione e della socialità, humus necessario alla crescita e al fiorire dei nostri ragazzi.
Crediamo che la scuola sia un caposaldo della nostra società, crediamo che la scuola in presenza, fatta di corpi, di lezioni, di relazioni, di intervalli, di corridoi e finestre sul mondo non debba essere più sostituita dalle lezioni a distanza, nel migliore dei casi erogatrici di contenuti condivisi.

È passato quasi un anno dal 24 febbraio 2020, i nostri ragazzi hanno dimostrato un senso di responsabilità civile senza pari, com'era giusto fare nella situazione emergenziale e senza precedenti in cui ci siamo trovati. Giusto era, ed è, riconoscere il proprio dovere di giovani cittadini, quali sono i nostri figli, nell'avere a cuore il bene comune e nel rispettare regole e divieti necessari.

I nostri ragazzi sono sempre stati molto diligenti in questo.

Eppure non possiamo continuare a non considerare gli effetti nefasti che il protrarsi di questa situazione genera e genererà nella comunità dei più giovani, certamente nei ragazzi più fragili, esposti a un impoverimento cognitivo, esperienziale, e a un generale disorientamento di senso.

Possiamo andare in un supermercato perché mangiare è un bene primario.
Possiamo andare a lavorare perché il lavoro - e l'economia - sono beni essenziali.
Possiamo fare molte altre cose, anche in zona rossa, evidentemente considerate più necessarie della scuola, che risulta essere sempre derogabile. Come la cultura tutta del resto.

La scuola non è un luogo che possa considerarsi al riparo dai contagi, è vero, ciononostante è ora di dare priorità alla scuola perché la scuola È una priorità, una necessità, un diritto e un bisogno primario e - non da ultimo - un investimento anche economico sul futuro delle nuove generazioni e della società tutta.

LETTERA FIRMATA
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