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Scritto Mercoledì 13 gennaio 2021 alle 14:05

Conrater e i capponi di Renzo

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Matteo Salvini
Sono divertito dall’intervento di Conrater che, di fronte ai 78.000 morti e alla situazione economica grave, come del resto lo è in tutto il mondo, auspica che si possa andare a nuove elezioni. Il problema non è sconfiggere il Covid, ma cambiare il governo. Mi rammenta i famosi capponi di Renzo che, destinati a finire in padella, non trovano di meglio che beccarsi tra di loro. A parte che, nella percentuale di vaccinazioni, in Europa siamo primi assieme alla Germania, quali sarebbero queste “…formazioni politiche e rappresentanti più adatti ad affrontare i drammatici problemi del paese sul fronte sanitario economico e politico” che lui cita?
Forse quelle della Meloni che nel 2018 voleva reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti abolito nel 2013. La stessa Meloni che al 1° aprile, facendo riferimento all’Ungheria, tuonava: “… qui invece Conte sta gestendo l’emergenza a colpi di decreti, limitando le libertà fondamentali degli italiani, e a differenza di Orban non è nemmeno stato scelto dai cittadini!”, perché non sa che in Italia il premier non viene scelto dai cittadini e che se questi avesse limitato allora un po’ di più le libertà, adesso avremmo meno morti. Le libertà fondamentali! Cioè la libertà di andarsene in giro, in discoteca e al ristorante a contagiare ed essere contagiati.
Forse quelle di Salvini, che il 27 febbraio 2020 proclamava: "Riaprire, rilanciare fabbriche, negozi, musei, gallerie, palestre, discoteche, bar, ristoranti, centri commerciali: aprire, aprire, aprire!", "l'Italia è il Paese più bello del mondo, veniteci!". Però subito dopo, il 10 marzo cambia idea: “Amici, esco preoccupato dall’incontro col governo. Abbiamo chiesto misure forti, drastiche, subito: chiudere tutto adesso per ripartire sani. Fermi tutti! Per i giorni necessari, mettiamo in sicurezza la salute di 60 milioni di italiani. Chiudere, prima che sia tardi”.
Il 24 aprile un’altra giravolta: “Qualcuno fa apposta a tenerci tutti in casa, per controllarci meglio” (un Grande Fratello?) ignorando quello che aveva capito il Mascellone già un secolo fa: governare gli italiani non è difficile, è inutile, perché siamo un popolo di anarchici che non vogliono essere comandati da nessuno, come i gatti.
Sempre lui, il 1° maggio proclamava in Parlamento: “Al mio via, scatenate l’inferno!... Noi qui giorno e notte, non usciremo dalle Camere finché Conte non si arrende. Ce lo chiedono gli italiani!”, ispirando così, con 8 mesi di anticipo, il comportamento da seguire a Trump, il quale poi ha ricambiato la cortesia, facendo portare ai suoi invasati che hanno assalito il Campidoglio le corna e le facce dipinte viste a Pontida. Per insistere dopo due giorni: “Anche essere cretini è un diritto. Bene: io difendo il diritto di essere cretini!”, mentre il 25 giugno assicurava: “Ma perché dovrebbe esserci una seconda ondata di contagi? 'Sta roba che stanno dicendo, 'attenzione! attenzione! e a ottobre, e a novembre': è inutile continuare a terrorizzare le persone!”. Infatti poi si è visto. Forse era meglio essere terrorizzati, ma avere meno morti. Grazie a queste sue uscite, la parola salvinate è ora inserita nella Treccani.
Eccoli quelli che Conrater vorrebbe al governo, magari con i pieni poteri che già hanno chiesto.
Pepito Sbazzeguti
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