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Scritto Lunedì 11 gennaio 2021 alle 19:02

Merate: dal liceo Agnesi una lettera di prof, genitori, studenti ad Azzolina e Fontana per dire basta alla didattica a distanza



Parte da docenti, genitori e studenti del liceo Agnesi di Merate la lettera indirizzata al ministro dell'istruzione Lucia Azzolina e al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana dove, a chiare lettere, pur garbatamente ma con fermezza, si esprime la contrarietà alla scelta di proseguire con la didattica a distanza per le scuole superiori fino al 25 gennaio.
A un anno dall'inizio della pandemia con la scuola che ha saputo riorganizzarsi e rimettersi in gioco per offrire ai suoi ragazzi il meglio, nelle condizioni di emergenza, ora si chiede nuovamente l'ennesimo sacrificio a un mondo già prosciugato e in sofferenza, che ha dovuto stravolgere abitudini e ritmi e dove il confronto e la socialità sono i cardini della formazione.
Ciascuno per la sua parte (docenti, genitori, studenti) esprime la contrarietà a questa decisione, calata dall'alto all'ultimo momento, che non tiene conto degli sforzi fatti e non che non lavora nell'ottica di una ripartenza ma si limita a “chiudere” ignorando tutte le conseguenze di questi mesi di didattica a distanza: isolamento, demotivazione, impoverimento, asocialità.
On.le Lucia Azzolina Ministro dell’Istruzione
segreteria.azzolina@istruzione.it
Egregio Presidente Regione Lombardia avv. Attilio Fontana
segreteria_presidente@regione.lombardia.it


Merate, li 9 gennaio 2021
Alla luce dei nuovi provvedimenti assunti da Regione Lombardia nell’ordinanza regionale n. 676 dell’8 gennaio 2021, i sottoscritti docenti, genitori e studenti intendono ribadire la propria decisa opposizione alla scelta di proseguire la didattica a distanza per le scuole superiori fino al 25 gennaio prossimo.
Ci sembra, infatti, che già dal febbraio 2020, quando per la prima volta è stata
sperimentata la didattica a distanza, il mondo della scuola abbia risposto in modo estremamente attivo e responsabile alle richieste del governo e della Regione, condividendo e diffondendo l’importanza del rispetto delle norme e sostenendo gli studenti nel percorso scolastico a distanza. Allo stesso modo durante l’estate e nei primi mesi autunnali le scuole hanno lavorato con impegno per garantire il ritorno degli alunni in una situazione di sicurezza.
Riconosciamo la gravità del prolungarsi dell’emergenza sanitaria e l’esigenza di contenere il contagio per tutelare il funzionamento del sistema sanitario, e quindi la cura dei malati.
Riteniamo tuttavia il sacrificio richiesto ai nostri adolescenti stia superando i benefici cercati per la collettività.
Come insegnanti e genitori esprimiamo infatti grande preoccupazione per le ricadute psicologiche del confinamento e della didattica a distanza: demotivazione, ritiro sociale, depressione, impoverimento dell’apprendimento, problemi associati all’alimentazione, al sonno, alla mancanza di esercizio fisico sono tutti effetti di una scelta che ricade unicamente solo sulla fascia di età delle scuole superiori.
Come studenti esprimiamo la fatica di una condizione di isolamento che ci priva della libertà di discutere, di incontrare i nostri compagni e insegnanti, di condividere ricerche e scoperte, di praticare sport, di frequentare corsi e laboratori.
Come genitori, non condividiamo la scelta di dover nuovamente sacrificare la frequenza scolastica in presenza dei nostri figli, senza la possibilità di un confronto su soluzioni intermedie che tutelino maggiormente il diritto all’istruzione e alla salute mentale degli adolescenti, ad esempio permettendo il ritorno a scuola delle classi del biennio, costituite da ragazzi nell’età dell’obbligo e a maggior rischio di dispersione, che riducano la didattica frontale e le ore da trascorrere davanti al pc.
Non ultimo si vuole sottolineare come la situazione creatasi con la DaD abbia accentuato il divario fra gli studenti più abbienti e coloro che invece provengono da realtà disagiate.
Riteniamo invece che la scuola debba distinguersi quale luogo di inclusione e pari opportunità per tutti.
Non condividiamo che in nome della sicurezza si chiudano scuole sicure, non provvedendo adeguatamente alla logistica che tuteli i ragazzi nel trasporto verso gli istituti, e al contrario si permetta l’affollamento di luoghi con minori possibilità di controllo, e quindi potenzialmente più insicuri, come supermercati, negozi e centri commerciali.
Riteniamo inoltre estremamente scorretta la scelta di comunicare le decisioni di rinvio all’ultimo momento, come se tutto lo sforzo di preparazione dei dirigenti, dei docenti e degli altri interlocutori coinvolti nei tavoli di lavoro, e soprattutto le aspettative dei ragazzi e delle ragazze, non avessero alcun valore.
In tutto questo periodo la Regione non ha mai rivolto una parola di considerazione al mondo della scuola e degli adolescenti: ci chiediamo se si è consapevoli di quale rapporto con il mondo della politica e delle istituzioni questa modalità decisionale impositiva e disattenta stia veicolando nelle nuove generazioni.
Da più voci viene ormai richiamata la centralità della relazione interpersonale nella didattica: relazione tra alunno e insegnante, e tra gli insegnanti e tra gli studenti. Tutti i docenti hanno potuto misurare le possibilità ma anche i limiti di una didattica a distanza in relazione all’efficacia dell’apprendimento.
Da più voci medici, psicologi, pedagogisti richiamano l’urgenza di un ritorno alla vita scolastica come spazio sicuro anche in questa situazione di emergenza.
Confidiamo perciò che quanto stabilito dall'Ordinanza regionale per le scuole superiori venga al più presto rivisto e sia permesso riconsiderare, almeno a livello territoriale, la possibilità di un ritorno a scuola.
Cordiali saluti.
(segue foglio firme)
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