Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 390.676.345
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 20/04/2021
Merate: 27 µg/mc
Lecco: v. Amendoa: 16 µg/mc
Lecco: v. Sora: 16 µg/mc
Valmadrera: 18 µg/mc
Scritto Mercoledì 06 gennaio 2021 alle 16:13

Cernusco: padre Sandro e la dottoressa Manuela ritornano in Tanzania a Makiungu nell'ospedale dei più poveri tra i poveri

E' passato solo un anno da quando padre Sandro Nava e la dottoressa Manuela Buzzi hanno lasciato la Tanzania per fare rientro in Italia, per prendersi un periodo di "riposo" dopo la dolorosa decisione di lasciare la realtà di Ikonda hospital, il cui corso si era allontanato dai principi fondanti.
"Ci siamo rifiutati di pagare i ricchi per curare i poveri" avevano detto il missionario e la farmacista, ribadendo il medesimo concetto nella lettera inviata ai soci dell'associazione che da Cernusco, paese di padre Sandro, per 17 anni aveva sostenuto l'ospedale con raccolte fondi, donazioni, iniziative.
Una fine che di certo nessuno si sarebbe mai aspettato ma che è stata scelta obbligata per non tradire i principi che avevano portato a creare il consolata hospital tra le strutture sanitarie più efficienti di tutta l'Africa, completamente gratuita per la popolazione.
E così chiusa quell'esperienza, padre Sandro e la dottoressa Manuela sono rimasti a casa per un anno fino a quando è arrivato l'invito pressante del vescovo della diocesi di Singida ad offrire la loro opera all'ospedale di Makiungu, una regione tra le più povere dei poveri.
Insomma una ripartenza quasi da zero a cui non si poteva dire di no e che forse era attesa con trepidazione. Perchè si sa, in Africa il cuore è facile lasciarlo, difficile portarselo via.

Padre Sandro e la dottoressa Manuela vicino al presepe con i bimbi della comunità

“Il vescovo, Mons. Edward Mapunda, non solo ci ha invitati, ma ci ha accolto con calore chiedendoci di aiutarlo a gestire questo suo ospedale che necessita di tutto e per evitare che in breve tempo vada incontro alla chiusura per mancanza di mezzi” ha raccontato “Questo vescovo era una vecchia conoscenza perché era venuto due o tre volte a Ikonda e aveva portato anche sua mamma per le cure. Abbiamo accolto il suo invito proprio perché è un ospedale povero e il vescovo vuole che sia al servizio dei poveri in una zona veramente povera”.


“La situazione attuale del Makiungu Hospital non è del tutto soddisfacente. E’ ferma intenzione del Vescovo e della diocesi di Singida di riportare l’ospedale al livello dei decenni passati quando accoglieva e prestava cure anche specialistiche a tanti ammalati e a tanti poveri che giungevano da ogni parte” hanno proseguito “Sicuramente sarà un processo che richiederà: tempo, pazienza e anche molto denaro. Nell’intenzione del Vescovo e anche nostra è di realizzare un ospedale che aiuti i poveri di questa regione veramente povera.
Stiamo analizzando tante possibilità per quanto riguarda le costruzioni che sicuramente non sono più adeguate e alcune fatiscenti. Le sale operatorie come pure il laboratorio e il Day Hospital devono essere ricostruiti al più presto. L’ortopedia è anche una priorità poiché l’ospedale che fornisce le prime cure ortopediche (Dodoma) dista oltre 250 km e a prezzi sicuramente non accessibile per la popolazione di questo territorio. Anche le attrezzature medicali, i letti i comodini e tutto ciò che riguarda la diagnostica, le sale operatorie, laboratorio, necessitano un urgente intervento come pure la lavanderia”. 

“Per la dott.ssa Manuela e per me, questo è il primo Natale qui al Makiungu Hospital. Abbiamo cercato di creare il più possibile un clima natalizio soprattutto per i bambini e per gli ammalati.  Abbiamo fatto degli addobbi nella cappellina dell’ospedale e nei vari reparti. All’esterno abbiamo fatto una specie di presepe, imitando una capanna tipica (tembe in lingua locale) dove vivevano (e dove vivono ancora molti) i Wanyaturu che è la tribù dominante della zona.
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

La sera di Natale abbiamo celebrato la S. Messa nella cappellina dell’ospedale e poi abbiamo distribuito un pacco contenente cibo a tutti gli ammalati. Ai bambini abbiamo aggiunto dei semplici regali e piccoli dolci chiusi in una calza fatta qui nella sartoria dell’ospedale. Anche per noi è stato un Natale vero perché veramente povero. Nessun panettone, spumante, torrone, regali ecc. Il tentativo di fare una torta a somiglianza di panettone è stato un fallimento.




In queste ultime settimane si è registrato un consistente aumento degli ammalati sia al Day Hospital che nei reparti. Questo è dovuto a diversi fattori, ma principalmente al fatto che grazie alla generosità di tanti benefattori ora l’ospedale può curare tutti richiedendo un contributo veramente minimo e irrisorio. La sera del 28 dicembre, nel reparto maternità c'erano 57 mamme di cui 9 hanno partorito nelle ultime 24 ore. Molte di loro vengono da villaggi lontanissimi. La mattina del giorno di S.Stefano è giunta qui all’ospedale una mamma che aveva partorito per strada e il bambino a causa della sofferenza del parto in un qualche alloggio di fortuna, non succhiava dal seno materno. Dopo alcune ore in una incubatrice molto vecchia e rudimentale, si è ripreso. Ora sta benino e tra due tre giorni tornerà con la mamma a casa.

Il giorno 14 dicembre sono stato invitato presso l’ambasciata Italiana di Dar es salaam dove l’Ambasciatore mi ha consegnato un premio per essere stato nominato Cavaliere della Stella dal Presidente della Repubblica Italiana e dal Ministro degli esteri,  il 9 gennaio 2019.

Come dissi al ricevimento presso l’Ambasciata, questo è un premio che non è per me, ma è per tutti coloro che hanno reso possibile il Miracolo di Ikonda. Io sono stato solo il rappresentante. Quindi voglio cogliere l’occasione per dire che questo è il riconoscimento e un ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato con generosità a realizzare l’ospedale di Ikonda. L’augurio che mi è stato rivolto in quella serata, e che rivolgo a tutti voi, è che anche a Makiungu riusciamo a fare qualcosa di simile. Non sarà facile per tante circostanza, però ai “miracoli” ci credo. Se tutti sogneremo la stessa cosa, in qualche modo riusciremo a tradurre la carità dei sogni in realtà. Il Makiungu Hospital che stava morendo, diventerà, come desidera il Vescovo della diocesi di Singida, un ospedale per i poveri. E’ quello che stiamo tentando di fare”.

Clicca qui per la lettera inviata ai benefattori.

 

Un po’ di storia

Tutto inizia nel lontano 6 novembre 1954 due suore irlandesi della congregazione MMM (Medical Missionaries of Mary) giunsero a Makiungu su invio dell’allora vescovo della diocesi di Singida Mons. Patrick Winters. Lo scopo primario era di dare assistenza alle donne partorienti, ai bambini e iniziare una scuola per infermiere.

A partire dal 1956 arrivò anche una dr.ssa nella persona di Sr. Mary Sybil Magan. L’ospedale ebbe lungo i decenni un grande sviluppo portandolo ad essere uno dei migliori ospedali di tutta la zona centrale della Tanzania. Dal 2008 il Makingu Hospital divenne DDH (district designated Hospital). Se questo fu visto come un’opportunità poiché il ministero della salute avrebbe contribuito agli stipendi di una parte del personale, alle medicine per i bambini sotto i 5 anni e per le mamme in gravidanza, con il passare del tempo questa scelta ebbe anche qualche aspetto negativo e non sempre le promesse ebbero un riscontro pratico.  

Il Makiungu Hospital è situato a 31 km. Dalla città di Singida che è capoluogo della medesima regione. La proprietà e la direzione dell’ospedale è della Diocesi cattolica di Singida. L’ospedale ha una capacità di 175 letti e serve una popolazione di oltre 400-00 mila abitanti, ma molti pazienti soprattutto nel passato vengono anche da regioni molto lontane.

L’ambiente

La regione di Singida dove sorge l’ospedale ha una popolazione complessiva di circa 1.200.000 abitanti ed è costituita in prevalenza dalla tribù dei Wanyaturu e dei Wanyiramba, Wanyisanzu e anche Wagogo.  Il clima secco, le piogge scarse e il terreno arido e sabbioso non hanno favorito, anzi a volte hanno  ostacolato lo sviluppo di questa regione. La popolazione vive principalmente di agricoltura e di un po’ di allevamento. Tutto ciò è legato quindi alle piogge. La stagione delle piogge va dalla metà-fine novembre fino a metà-fine aprile. Le culture principali sono granoturco, girasole, miglio, patate dolci.  Il clima è generalmente piacevole anche se ventoso soprattutto nei mesi secchi. La temperaturas varia tra i 14-29 gradi. I mesi più caldi sono da ottobre a gennaio, con punte fino a 30 gradi. I mesi più freddi sono luglio e agosto.

I parchi nazionali del Tarangire, Lake Manyara, Ngorongoro e Serengeti, che attirano molti turisti, anche se relativamente vicini (200 km. Il Tarangiere e 400 km. Il Serengeti) non portano per riflesso nessun beneficio a questa regione. La presenza di tre piccoli laghi di cui uno a 4 km dall’ospedale non hanno sino ad ora influito sull’economia della regione anche perché sono laghi salati.  

Situazione attuale

Attualmente il Makiungu Hospital ha i seguenti reparti: Maternità, medicina uomini, medicina donne, con annessi dei letti per la chirurgia in entrambi i reparti.  La maternità era e resta il fiore all’occhiello dell’ospedale e ha annesso un reparto preparto (antinatal) per le mamme che vengono dai villaggi lontani. La chirurgia si avvale di due sale operatorie con attrezzature appena sufficienti. La farmacia provvede farmaci essenziali. Due piccole stanze fungono da pronto soccorso. Il laboratorio fornisce dei test di base come pure la radiologia con due apparecchi raggi X e 2 ecografi. Da oltre tre mesi lo studio dentistico è chiuso perché la suora dentista è andata a seguire dei corsi e da molto tempo anche lo studio oculistico non è più in funzione.

A supporto delle varie attività c’è una lavanderia che richiede un completo rinnovamento e un impianto per la fornitura dell’ossigeno che merita di essere ampliato e revisionato. Annessi all’ospedale c’è una clinica per le mamme in gravidanza e una clinica per lHIV/AIDS. Un inceneritore, un ristorante (canteen), un piccolo negozio e il kampini per l’alloggio dei parenti degli ammalati (con possibilità di cucinare su pietre) sono strutture ausiliarie e soprattutto per i pazienti che vengono da lontano.

L’approvvigionamento idrico viene garantito da 3 pozzi artesiani che pescano l’acqua a 80-120 metri di profondità. L’acqua è leggermente salata, ma potabile.  L’energia elettrica viene fornita dalla rete nazionale e negli anni sono stati installati un sistema di pannelli solari che forniscono energia elettrica di emergenza per qualche ora come pure 2 generatori elettrici di 24 e 48 KW.

Il complesso dell’ospedale è molto esteso e comprende molte abitazioni per il personale tra cui  3 comunità di suore che prestano il loro servizio nell’ospedale. Una capiente guest house con 14 camere è riservata ai visiting doctors che nel passato hanno dato lustro a questo ospedale assieme alle suore Medical Missionaries of Mary.

Il Makiungu Hospital ha un totale di 205 dipendenti. Attualmente ha solo 2 suore medico specializzate in Ostetricia e ginecologia, un chirurgo, 4 AMO (Assistant Medical Oficer), 5 Clinical Officer, una decina di laboratoristi, un radiografo, due tecnici di farmacia e un numero imprecisato di infermiere con diversi livelli di preparazione. Poi ci sono persone addette alla sicurezza, alle pulizie, lavanderia, al mantenimento delle strutture ecc..

 

 

Attrezzature da acquistare:
Impianto per produrre ossigeno: 30.000 euro
Tavolo operatorio meccanismo idraulico: 1.800 euro
Carrello porta strumenti per sala operatoria acciaio inox: 90 euro
Lampada scialitica led sala operatoria: 2.680 euro
Barella di emergenza: 200 euro
Monitor per pazienti con accessori: 550 euro
Armadio per sala operatoria in acciaio inox: 390 euro
Macchina per anestesia con ventilatore: 3.150 euro
Frigo per Banca del Sangue: euro 750
Lettino per ambulatorio: 70 euro
Letto per i reparti degenti con materasso: 220 euro (ne occorrono 50)
Comodino per reparti degenti: 43 euro (ne occorrono 70)
Asta porta flebo: euro 15 (ne occorrono 50)
Carrello per medicine: euro 685
Letto per parto: euro 540
Tavolo per sala operatoria: euro 312
Paravento per reparti e per studio medico: 55 euro
Laringoscopio: euro 51
Bombola ossigeno: euro 140
Lavatrice Grandi impianti: 6.800 euro

Elenco dettagliato sul sito www.makiunguhospital.org in allestimento.

Come aiutarci:
Bonifico INTESA SANPAOLO (ex Banca Prossima)
Codice IBAN IT69 F 03069 09606 100000124201
Intestato a Fondazione MISSIONI CONSOLATA ONLUS

Oppure CONTO CORRENTE POSTALE N° 33.40.5135
Codice IBAN IT35 T 07601 01000 000033405135
intestato a Fondazione MISSIONI CONSOLATA ONLUS
Corso Ferrucci 14 – 10138 Torino
Indicare la causale:
Erogazione liberale per P. Alessandro Nava – Makiungu Hospital
Le offerte sono deducibili dalla Dichiarazione dei redditi.

Al fine di poter verificare che tutte le donazioni giungano a destinazione, segnalare gli avvenuti versamenti:
- via mail a makiunguhospital@makiunguhospital.org
- oppure con un sms ai N° 339.2938623 WhatsApp - 333.8160665.

 

S.V.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco