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Scritto Lunedì 04 gennaio 2021 alle 15:26

Lomagna: la minoranza chiede trasparenza sulle società partecipate dal Comune

L’ultimo Consiglio comunale dell’anno 2020 di Lomagna è scivolato senza troppe tensioni, convocato per approvare delle delibere non rinviabili. L’esposizione dell’assessore Pierangelo Manganini sul Regolamento che disciplina il canone unico patrimoniale di concessione non ha necessitato di ulteriori commenti, ed è stato votato all’unanimità.

Stessa conclusione per il Piano Economico Finanziario per il servizio di gestione dei rifiuti. Ma in questo caso però qualche interrogativo è stato posto. Il capogruppo di minoranza Mauro Sala ha evidenziato che nei documenti allegati non compare la modifica dello Statuto di Silea, di recente approvazione nell’Assemblea dei soci della società partecipata. Manganini ha replicato che erano troppo stretti i tempi per integrarla e che gli atti si riferiscono ai dati contabili del 2018.

L’iniziale quesito è stato un trampolino di lancio per Sala, il quale ha poi riportato che la modifica dello statuto in Assemblea dei soci ha visto il reintegro del principio di attaccamento al territorio e della promozione sociale. A fronte della richiesta della minoranza di non togliere questo importante riferimento durante il precedente Consiglio comunale, la sindaca Cristina Citterio aveva letto una nota del direttore di Silea in cui veniva rivendicata la bontà della versione proposta. Le istanze di Uniti per Lomagna erano state così respinte [clicca QUI]. “Chi aveva ragione in ultima analisi?” ha domandato provocatoriamente Sala.

“La discussione avvenuta in Consiglio comunale era stata frutto di ulteriori approfondimenti, che avevano quindi preso in considerazione anche le criticità emerse. Però a mio avviso erano anche reali le motivazioni che abbiamo letto in Consiglio – ha dichiarato la sindaca Cristina Citterio – Non è questione di avere ragione o torto. Abbiamo condiviso che l’obiettivo era di mantenere questa attenzione da parte di Silea. Che sia scritto ed evidenziato va bene, significa che è stato recepito”.


Di Silea, o meglio della sua controllata all’80,5% Seruso, si è parlato ancora per la revisione delle partecipate. Il capogruppo dell’opposizione ha evidenziato i dati contabili che non erano stati specificati nella relazione dell’assessore Manganini. Dal 2015 al 2018 i bilanci di Seruso si sono chiusi in attivo con una media di 57 mila euro come risultato di esercizio. Nel 2019, invece, una grossa scivolata con una chiusura di - 328 mila euro di perdite. “Silea paga a Seruso la cernita del sacco viola meno di quanto fa pagare a noi come Comuni. Quindi è chiaro che c’è un disavanzo” ha cercato di motivare l’assessore all’Ecologia Simone Comi. Sala ha incalzato con le domande, chiedendo se questa ragione possa essere ricondotta solo al 2019. La replica: “Sì, magari non è solo questo il problema – ha detto Comi sulla società partecipata di secondo livello – ma questo è quello più grande”.

Scetticismo per il capogruppo di Uniti per Lomagna, anche alla luce dell’investimento da 10 milioni che Seruso si appropinqua a sostenere, in parte con soldi di Silea, e dunque dei Comuni soci. “Quando ci sono queste perdite in società partecipate lei ne dovrebbe portare a conoscenza del Consiglio comunale” ha lamentato Sala. Ha quindi fatto riferimento anche alle perdite del Gruppo di Azione Locale Quattro Parchi, partecipato dal Parco del Curone, che nell’ultimo triennio ha avuto un disavanzo di 20 mila euro circa [clicca QUI]. Il 2019 tuttavia lo ha chiuso in attivo. Se il problema del GAL è legato al recupero dell’Iva, come mai l’ultimo anno ha chiuso con + 1000 euro? “Hanno avuto altri utili che hanno compensato queste perdite” ha detto l’assessore.

La richiesta di maggiore trasparenza sulla situazione delle società detenute direttamente o indirettamente dal Comune è valsa anche per Retesalute. La sindaca Citterio ha dichiarato di aver prontamente trasmesso ai consiglieri tutta la documentazione ufficiale. Il primo cittadino ha infine esposto che l’assemblea dei soci ha dato mandato al CdA di avviare l’iter della liquidazione in continuità, quindi con la garanzia del proseguimento dei servizi forniti da Retesalute. La delibera sulla revisione delle partecipate è passata con l’astensione dei consiglieri di minoranza.
M.P.
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