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Scritto Domenica 27 dicembre 2020 alle 09:03

Lomagna: il presepe del sig. Elio Brioschi in cui è Gesù a andare incontro alla gente

Non smette mai di stupire la capacità del signor Elio Brioschi, 86 anni, nel rielaborare la natività. Ogni anno prende forma qualche nuova intuizione, un guizzo di genio che deve trovare il modo poi di essere applicato. Il presepe del 2020, anno che ha scosso tutti, non poteva non avere qualcosa di particolare e speciale. È una sorta di rivoluzione copernicana. Il signor Brioschi era arrivato ad azionare fino a tre piste contemporaneamente, per mettere in moto i personaggi del plastico che si sviluppa sulla superficie di 2,20 metri per 0,90. Tutti intenti a viaggiare per adorare il salvatore. Questa volta, invece, a spostarsi, a fare visita nelle case, nelle botteghe, nei villaggi è proprio il redentore, il bambin Gesù.

Ai tempi delle messe trasmesse in streaming e dei posti limitati in chiesa per contingentare gli ingressi, questo cambio di paradigma è quantomai attuale. Ma, pandemia a parte, questa scelta è il riflesso della tendenza nelle abitudini delle comunità a frequentare con minor assiduità i luoghi religiosi. Brioschi ha quindi voluto registrare questa consapevolezza nel modo che gli riesce meglio. Il risultato è un messaggio di fede e speranza. È l’auspicio che la parola del Signore possa germogliare anche laddove non la si stia cercando, nella vita quotidiana.

https://youtu.be/MUbi-WoIdJA

Non bastava però che Gesù bambino “passeggiasse” lungo le strade di Betlemme. Era opportuno che ad ogni stazione si fermasse, perché la contemplazione del divino richiede tempi di raccoglimento. Così per qualche istante Gesù si ferma, si accende una luce, per poi riprendere il cammino. Dall’idea alla pratica non è un gioco da ragazzi. Il presepista amatoriale è riuscito a procurarsi un pezzo elettronico per alternare il flusso della corrente in maniera automatizzata.

Altra grande novità interessa Maria e Giuseppe nel periodo che precede la nascita di Gesù. Su un disco rotante su se stesso, si possono osservare diverse fasi: l’apparizione dell’arcangelo Gabriele a Giuseppe, il viaggio verso Betlemme e infine l’arrivo alla capanna.
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Sono stati introdotti ulteriori elementi dinamici, come gli ingranaggi che determinano il movimento delle galline intente a cibarsi del loro mangime o come la donna che mescola il calderone. C’è poi il maglio per la forgiatura, con il maniscalco al lavoro per ferrare i cavalli. In lontananza si possono apprezzare i viandanti con le lanterne colorate che cercano Gesù.

Ci sono anche tante conferme, frutto di anni e anni in cui il signor Elio Brioschi ha affinato la sua tecnica. Perizia e meticolosità sono il comun denominatore di ogni presepe del lomagnese. A titolo di esempio si possono citare l’attenzione ai giochi di prospettiva, la predisposizione di diverse luci per segnalare lo scorrere del giorno dal dì alla notte, la volontà di rappresentare paesaggi naturali, edifici ed epoche traslate nel tempo e nello spazio. E alla fine non vi è angolo in cui non pulluli qualcosa. Un impegno dispendioso che occupa le giornate, le settimane e i mesi di Brioschi. Una passione e una curiosità che lo spingono a superarsi sempre. Quest’anno a bussare alla porta di casa per visitare il presepe verranno meno persone, a causa delle restrizioni del periodo. Non si scoraggia però Brioschi e già sta elaborando qualche nuova intuizione per il prossimo presepe.
M.P.
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