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Scritto Sabato 26 dicembre 2020 alle 09:00

Accadeva 30 anni fa/105, ottobre: terremoto in edicola, nasce la ''Gazzetta di Merate''. Ed è subito competizione col Giornale

Il mese di ottobre del 1990 si apre con un terremoto nell’editoria locale. Il Giornale di Merate, fondato dai temerari ragazzi del ’79, apre con il saluto del suo direttore, Antonio Risolo, che senza fare cenno alle motivazioni, si congeda dai lettori con garbo e ringrazia l’editore del settimanale per averlo lasciato dirigere il giornale per dieci anni senza mai intervenire. Di contro la redazione ringrazia l’ormai ex direttore e annuncia la nomina di Giancarlo Ferrario, uno dei ragazzi del ’79 alla guida della testata. I lettori restano basiti, Risolo era ormai un volto nuovo e apprezzato in città. Tutti a domandarsi perché e percome. Ma chi è rimasto in via Manzoni 35 sa che cosa sta succedendo, perché dopo la consegna dei giornali (una volta erano gli stessi cronisti a portarli nelle edicole) il gruppo storico non aveva tenuto la tradizionale riunione, giornale fresco di stampa in mano, per i commenti postumi. E al mattino il cronista di nera Angelo Baiguini, entrando in redazione si accorgeva che molto materiale e l’intero archivio fotografico non c’erano più. Nella notte alcuni colleghi se n’erano appropriati. Con Risolo, infatti avevano lasciato via Manzoni cronisti di punta, davvero bravi, come Ernesto Galigani e Nicola Panzeri. Martedì 9 ottobre nelle edicole campeggiava un nuovo settimanale, La Gazzetta di Merate e della Brianza, direttore Antonio Risolo, caporedattore vicario Ernesto Galigani, caporedattore Nicola Panzeri. Editori Attilio Riva (Bagnoshop) e Dario Meschi, costruttore. La città dimostrava ancora una volta il suo volto dinamico, la sua voglia di fare e di comunicare. Certo, arrivare secondi non aiuta ma La Gazzetta di Merate e della Brianza è stato un giornale veramente ben fatto, ben curato, ricco di cronaca e commenti. Il bacino non era sufficiente a sostenere due settimanali per giunta entrambi in edicola il martedì. Ma l’archivio è lì a dimostrare come i transfughi dal Giornale di Merate fossero – e siano tuttora perché altrove ma ancora in servizio – gente di mestiere. Merce rara nel nostro settore dove tutti vogliono fare i commentatori ma pochi sono disposti a alzarsi di notte, come Angelo Baiguini, per essere sul luogo di una notizia.


La situazione dell’ordine pubblico, molto critica oggi, lo era anche trent’anni fa. A Missaglia i sindaci si riuniscono per un summit contro il dilagare della criminalità. Lo organizza Gabriele Castagna e oltre ai primi cittadini del meratese e casatese vi partecipano anche il sostituto procuratore Luigi Bocciolini e il sen. Cesare Golfari. Viene approvata una mozione da far circolare nei consigli comunali con la quale si chiede allo Stato maggiore impegno sul fronte dell’ordine pubblico mentre il Pm sollecita più rigore sia nell’irrogazione della pena sia nella sua effettiva applicazione.


Mario Gallina e Gabriele Castagna


Angelo Bonanomi, Armando Villa e Angelo Perego



Giacomo Romerio, Luigi Bocciolini e Gianfranco Castell

Dopo quasi 25 anni di servizio il dottor Umberto Bonaldi assume la carica di primario di Chirurgia. Si completa così la sostituzione dei quattro pilastri che hanno retto il San Leopoldo Mandic per decenni dandogli lustro ben oltre i confini provinciali: Vincenzo Saputo (Pediatria), Arturo Sartori (Chirurgia), Bruno Guareschi (Radiologia) e Gianfranco Montanari (Rianimazione Anestesia). Con Bonaldi il reparto è composto da specialisti di singole aree: Giuliano Pozzi (Urologia), Ezio sacchi (Oncologia), Ezio Villa (Colon-proctologia), Massimo Ribera (Endoscopia). La squadra risulta ora costituita dagli “aiuti” Sacchi, Pozzi, Ribera e Villa e dagli assistenti Baragetti, Borsa, Magni e Pignoli. Una Chirurgia molto strutturata. Nel 1989 il reparto ha effettuato 1.800 interventi in regime di ricovero e 400 ambulatoriali. Dal 1981 il reparto dispone di 87 posti letto e in quella data è entrato in funzione il blocco operatorio composto da 5 sale e una centrale di sterilizzazione.


Il dottor Giuliano Pozzi, il dottor Ezio Villa, il dottor Ezio Sacchi e il dottor Massimo Ribera

La Chiesa di San Bartolomeo di Merate festeggia 400 anni. Fu consacrata nel 1590. La chiesa sembra sia stata realizzata nel X secolo. Fino al 1045 era di proprietà dell’arcivescovo Ariberto che poi la donò agli abati di San Dionigi di Milano. Cessata l’abbazia divenne di proprietà comunale. Dalla famiglia Riva Spoleti, cui è dedicata la piazzetta è poi passata ai padri Somaschi. Chiusa a lungo fu riaperta l’11 settembre 1966. Da molti anni ormai è inagibile. Ogni anno a fine agosto vi si celebrava il rito del pallone bruciato.


La chiesa di San Bartolomeo

Dopo tre ore di ampia discussione i partiti politici meratesi approvano la delibera di acquisire in comodato dalla Curia due appartamenti in via Annunciata e lo stabile da ristrutturare di Guarnazzola da destinare a immigrati extracee e famiglie in difficoltà. Dalla Dc al Pci, passando per Verdi, Repubblicani e Liberali tutti concordano sulla necessità di reperire alloggi per i casi bisognosi cui il Comune deve poter assicurare una risposta concreta e rapida. I lavori di ristrutturazione e sistemazione richiedono uno sforzo finanziario stimato in 300 milioni di lire.



Il Consorzio Merate Cernusco Montevecchia per l’acqua potabile rileva l’antica fonte Regina di proprietà Gnecchi Rusconi con le relative condotte che alimentano i rubinetti di Verderio nonché la fontana storica di Novate. L’interesse per questa antichissima fonte è dovuta al fatto di poter sfruttare l’acqua per utenza non civile interconnettendo con i pozzi Brugarolo e Caravaggio l’acqua destinata a usi industriali.



Dopo un lungo travaglio nasce il Partito Democratico della Sinistra (PDS), in continuità, ma in una fase storica del tutto mutata dopo il crollo del muro di Berlino, del Partito Comunista Italiano. La data ufficiale di costituzione è il 3 febbraio 1991 ma già a ottobre del ’90 i comunisti locali si organizzano per lanciare la nuova sigla. E’ la neonata Gazzetta di Merate a cogliere al volo l’occasione per un forum tra i principali esponenti del Pci meratese-casatese. Al tavolo siedono Veles Gualtieri, consigliere comunale e segretario della sezione meratese, Luigi Castellazzi, membro esterno della costituente, Cesare Della Pietà, scrittore, Renato Cazzaniga, consigliere comunale di Merate, Andrea Pirovano consigliere comunale di Casatenovo, Antonio Colombo segretario Pci del casatese e Ambrogio Sala, responsabile Funzione pubblica Cgil lecchese. Non mancano gli irriducibili ma è Sala a spiegare che il bisogno del cambiamento è inevitabile per quanto è successo in Europa dopo i moti di Berlino.



Le comunità di Novate, Pagnano e Arlate sono in festa per la nomina di tre diaconi da parte del cardinale Carlo Maria Martini. Sono don Daniele Pozzoni residente in via San Giorgio a Pagnano, don Saulo Monti di via Campi a Novate e don Adriano Colombini di Arlate. Le sante messe sono concelebrate con don Enrico Mellera e don Dionigi Consonni e con il responsabile spirituale  del seminario don Claudio Silva che aveva guidato il percorso dei tre giovani a villa Perego, quando era sede arcivescovile.




Il 14 ottobre, alle 6.15 il primo convoglio inaugura la nuova variante di tracciato tra Airuno e Calolziocorte. Si tratta di una prima parte dei lavori di raddoppio ferroviario anche se al momento è stato posato solo un tronco ferroviario che va a sostituire l’esistente per velocizzare la rete. Il nuovo tratto misura 3.130 metri, cioè dal primo tunnel a sud di Airuno lungo 254 alla galleria nord di 2.228 metri con collegamento alla vecchia rete da un ponte in ferro sopra l’ex statale 36. La convenzione col consorzio Cleifer sembra chiudersi così’. In realtà sono ancora da realizzare le gallerie a Beverate e Cernusco nonché la posa del secondo binario lungo tutta la tratta da Carnate a Calolziocorte.



A Cernusco la commissione edilizia è alle prese col progetto dell’architetto Marco Fumagalli che prevede la demolizione delle aree ex Camuzzi gazometri e centro rottami per realizzare una zona commerciale ridisegnando anche la viabilità interna. Il progetto prevede la realizzazione su 7mila mq. di diverse unità terziarie e commerciali. Nel frattempo procede la ristrutturazione del centro storico. Primo intervento già programmato in stazione con la realizzazione di parcheggi appena sopra il torrente Molgora e la sistemazione dell’area ex scalo merci. Poi si comincerà con i vecchi stabili di via Lecco e via Monza.





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