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Scritto Sabato 19 dicembre 2020 alle 16:28

Airuno: le 'Parole scomparse, parole dimenticate' nel libro di Rita Mauri,una testimonianza viva delle memorie del passato

Come ha scritto il presidente della Pro Loco di Airuno Matteo Tavola nell'introduzione, il libro "Parole scomparse, parole dimenticate" di Rita Mauri è un'opera che parla direttamente al cuore. Pubblicato qualche giorno fa, il volume raccoglie in sé una sostanziosa parte della storia del territorio e della sua gente, come ha spiegato la stessa autrice durante la presentazione svoltasi questa mattina in forma ristretta in sala consiliare. Ad introdurre il libro, la cui stesura ha richiesto quasi dieci anni, è stato il sindaco Alessandro Milani, supportato dal presidente Tavola. "Quest'opera nasce direttamente da Rita Mauri" ha esordito con orgoglio il primo cittadino "storica locale, già presiedete della Pro Loco e attuale membro del consiglio direttivo, che da tempo immemore collabora in modo produttivo con le amministrazioni comunali per tutto ciò che riguarda la cultura". Il libro, appunto, come spiega lo stesso titolo, è un vocabolario del dialetto, dove le parole non sono divise in ordine alfabetico ma in tre macro aree - casa, mondo agricolo e naturale e numeri, giochi, colori e scuola - a loro volta suddivise in piccole sottosezioni estremamente specifiche.


Rita Mauri, il sindaco Alessandro Milani e Matteo Tavola

Il risultato di una ricerca decennale ha portato ad una raccolta di circa 2500 parole, catalogate con cura e precisione. "Quest'opera rimarrà nel tempo a disposizione della comunità, lasciando una traccia tangibile del passato per tutte le generazioni che verranno" ha proseguito Milani, spiegando che la sua realizzazione ha visto il patrocinio del Comune e della Pro Loco. "Quando mi è stato consegnato il libro, mi è venuto spontaneo pensare che - come ha detto qualcuno - nonostante le difficoltà dell'oggi, l'amore per il nostro paese rimane immutato". Anche Matteo Tavola ha ringraziato di cuore Rita Mauri per l'impegno profuso, dicendosi orgoglioso della pubblicazione del libro, definito "un gesto d'amore nei confronti di Airuno e l'ennesima dimostrazione che è un paese da amare". Ricordando l'importanza del conservare e riscoprire la storia, Tavola si è concentrato sul processo che porta inevitabilmente alla scomparsa delle tradizioni, tenute vive solo da coloro che si fanno custodi di queste memorie, come Rita Mauri. "Questo libro racchiude in sé un significato particolare, poiché cerca di codificare quella memoria del passato che altrimenti andrebbe perduta" ha proseguito, sottolineando l'importanza di un'opera di questo calibro proprio in un momento in cui il distanziamento sociale è d'obbligo e si rischia dunque di perdere quel senso di comunità che è invece fondamentale per tenere vivo un paese.


Loggiato della Rocca, primi anni '20


Da sinistra: i sindaci Felice Palazzi (Sindaco di Aizzurro), Vittorio Pizzagalli Magno e Quirino Fenaroli con le mogli Francesca Gerosa in Palazzi, Giannina Anghileri in Fenaroli e Giuseppina Calvi in Pizzagalli Magno, Rocca 11 settembre 1913

Con entusiasmo e timidezza, Rita Mauri ha presentato "Parole scomparse, parole dimenticate" partendo proprio dalle fotografie che scandiscono le pagine e i capitoli, in cui le immagini sono state raccolte con un lavoro certosino a partire dal 2004 e catalogate con dedizione e precisione, per poi essere restituite alle famiglie di Airuno e di Aizzurro. La stessa copertina, una fotografia in bianco e nero che raffigura Francesco Colzani, titolare del Bar da Cèch di via Nobili, immortalato dietro il bancone intento a parlare con qualcuno - presumibilmente proprio in dialetto - gesticolando in quel modo tipicamente italiano. "La foto è datata febbraio 1965" ha spiegato Mauri "e ho scelto quest'immagine perchè fa da spartiacque, segnando la fine di un'epoca". Il bianco e nero, in quegli anni, si avviava infatti verso la sua scomparsa, per lasciare il posto alle foto a colori. Così come per la copertina, anche all'interno del libro l'autrice ha scelto con cura i reperti da inserire, presentando immagini rare di un'Airuno ormai dimenticata.


"Casa del Fascio", in costruzione - 1935, divenne sede del Municipio di Airuno nel 1946


La battaglia del grano, Airuno - prima metà anni Trenta


La costruzione della "casa del fascio" nel 1935, che poi diventerà sede del Comune nel '46, i sindaci di Aizzurro - che fino al 1927 era un comune a sé - e di Airuno, momenti del rifacimento della strada della Rocca, il tipico "segée", il mobile che campeggiava in ogni cucina del territorio, ma anche la fontana di Aizzurro, sul ciglio della vecchia mulattiera prima che fosse realizzata l'attuale piazza tra il 1960 e il 1963. Con particolare orgoglio, Rita Mauri ha mostrato la fotografia della metà degli anni Cinquanta che ritrae il cosiddetto "traìn", la slitta corredata da una poltrona che in quei tempi faceva da taxi e da ambulanza, soprattutto per le zone difficilmente raggiungibili.Territorio, persone, tradizioni e usanze sono dunque perfettamente bilanciate nell'ultimo libro di Rita Mauri, l'ennesima espressione della sua passione per la storia locale. A chiudere il volume una fotografia più recente, datata 2011, in cui è ritratto il corpo musicale Giuseppe Verdi guidato dal suo compianto maestro Mario Tavola.



Francesco Colzani, titolare del "Bar da Cèch" - Airuno, via dei Nobili (Foto di Anna Bonfanti, febbraio 1965)

Un libro emozionante per chi in quel periodo c'era ma anche per quella generazione che il dialetto non ha fatto in tempo ad impararlo, sentendolo solo dai nonni ed accennandolo solamente, storpiandone certe volte la pronuncia. "Parole che hanno attraversato la linea del tempo e che ora sono fuori dal tempo: parole scomparse, parole dimenticate", insomma. Il libro di Rita Mauri è in vendita in alcuni esercizi del paese: Abbigliamento Burini (via Dante),  Acconciatura Anna e Rosy (Borgo Antico), Alimentari Unes (via Toti), Bar la Pergola (via dei Nobili), Giovanna Frutta e Verdura (via Postale Vecchia), Macelleria Arrigoni (via Vittorio Emanuele II) e PizzaMania (piazza IV Novembre).
G.Co.
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