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Scritto Mercoledì 16 dicembre 2020 alle 18:44

Merate: brillo, colpì una signora alla cassa del supermercato, è condannato a 20 mesi

Tutti assolti per il reato di rissa. Un condannato invece per lesioni. Ad una pena pesante: un anno e otto mesi. Si è chiuso così il procedimento originato dal parapiglia verificatosi il 14 gennaio 2017 all'interno del Penny Market di Merate. Contrapposte due coppie: una di sposi originari del Marocco ma con casa a Brivio, l'altra di italiani, risultati poi irreperibili e processati dunque senza poter dire la loro.
Quella sera, la donna magrebina, in compagnia di una connazionale – così come raccontato in Aula nel corso della prima udienza dibattimentale, lo scorso febbraio - si apprestava a pagare la merce appena prelevata dagli scaffali. Mentre ancora le due amiche posizionavo i loro prodotti sul nastro, per essere "battuti" dalla cassiera, sarebbero state raggiunte da due sconosciuti – un maschio e una femmina - che, visibilmente ubriachi, avrebbero appoggiato le loro lattine di birra mischiando le due distinte spese, sostenendo di avere fretta e arrivando poi a insultare le due straniere con frasi come "vai al tuo Paese" e parolacce come "bastardi" e "vaffanculo", non colte dalla briviese in quanto in evidente difficoltà nel capire l'italiano ma tradotte invece dalla sua conoscente, decisamente più padrona della lingua, tanto da riuscire a chiedere ai due interlocutori di calmarsi.


Ma le cose sarebbero degenerate: i "nostrani" avrebbero colpito infatti prima il marito della marocchina che la attendeva vicino alla cassa; questo parrebbe aver poi reagito quanto i due "avversari" avrebbero scagliato un pugno in volto a sua moglie, facendole perdere i sensi e spaccandole due denti per i quali si è poi resa necessaria l'asportazione in ospedale, come riferito dalla stessa persona offesa, tacciata a sua volta di aver scagliato un barattolo di maionese all'indirizzo della coppia di italiani, prima di "lasciarsi giù".
Con la sentenza letta nel primo pomeriggio odierno, il giudice monocratico Martina Beggio ha stabilito non essersi trattato di una rissa, assolvendo tutti e quattro gli imputati per tale prima accusa. Il fatto non sussiste, la formula scelta. Assolta poi dall'accusa di lesioni la donna italiana, difesa dall'avvocato Peter Sironi. Condannato – a un anno e 8 mesi - per il medesimo reato il suo compagno, assistito dall'avvocato Michela Plebani oggi sostituita dal collega Paolo Bassano, con risarcimento da riconoscere alla signora marocchina, costituitasi anche parte civile per il tramite della toga comasca Laura Velluzzi.


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A.M.
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