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Scritto Lunedì 14 dicembre 2020 alle 19:19

Osnago: tensione fuori dalla 'Voss', i lavoratori incontrano il sindaco. 'Rubato lavoro di anni, ci portano via i macchinari'

L'azienda sembra irremovibile, ma lavoratori e sindacati non ci stanno. Nel pomeriggio di oggi, lunedì 14 dicembre, si è tenuto fuori dai cancelli della Voss di via Stoppani ad Osnago un presidio per manifestare tutta la contrarietà nei confronti della dismissione, annunciata ad inizio dicembre, del principale polo produttivo dell'azienda tedesca, che nel 2016 aveva acquistato la storica Larga. Sono 70 le maestranze a rischio su un totale di 110 dipendenti (il resto dei quali occupato presso il sito di via Olivetti), e da qualche settimana sono già a casa in cassa integrazione in deroga ''covid''.


https://youtu.be/0xfIvTbN5tw


I lavoratori Voss con i sindacati a colloquio con il sindaco di Osnago Paolo Brivio

I lavoratori, che intorno alle 18 hanno ricevuto la visita del sindaco Paolo Brivio, il quale incontrerà domattina anche i sindacati nel suo ufficio, denunciano una totale mancanza di rispetto nei loro confronti. ''L'azienda non vuole sospendere la produzione, vuole solo spostarla in Germania'' hanno raccontato al primo cittadino. ''Così facendo ci ruberanno il prodotto che da 60 anni facciamo qui. A inizio dicembre ci hanno comunicato che saremmo andati in cassa integrazione, pochi giorni dopo che sarebbe stata convocata un'assemblea sindacale con importanti comunicazioni. Alcuni di noi sono stati chiamati, altri hanno semplicemente ricevuto una mail''.


Subito dopo la salvaguardia dei posti di lavoro, il timore più grande degli operai e dei sindacati è che l'azienda continui a non consentire un dialogo, iniziando a smantellare la fabbrica già in questi giorni e senza ulteriori preavvisi. Le persone presenti fuori dai cancelli della Voss hanno anche chiesto al sindaco quale rischio potrebbero correre qualora il presidio venisse prorogato anche oltre il coprifuoco delle 22. La paura è che già questa notte i vertici aziendali dispongano di portare via i macchinari utilizzati, e vorrebbero opporsi.



Intanto i sindacati, rappresentati dalla Fim Cisl e dalla Fiom Cgil con i responsabili meratesi Lorena Silvani e Domenico Alvaro, si stanno muovendo anche in ambito istituzionale. Domani, come anticipato, saranno ricevuti dal sindaco Brivio, mentre si sono già svolti negli scorsi giorni dei colloqui con il Prefetto e l'unità di crisi provinciale. Sempre nella giornata di martedì 15 dicembre, Fim e Fiom hanno programmato uno sciopero tra le 13.30 e le 15.30, mentre alle 14 si terrà una conferenza stampa in cui dettaglieranno la drammatica situazione, avanzando le loro richieste, nella speranza che l'azienda si ricreda sebbene abbia già fatto capire di non voler ritrattare sulla salvaguardia dei posti di lavoro.


''Che non fosse un periodo d'oro lo sapevamo'' è stato il commento di una lavoratrice con 29 anni di esperienza in azienda tra ex Larga e Voss. ''Quello che mi ha dato fastidio è che fino a novembre ci veniva data speranza, dicendoci che erano arrivati nuovi clienti. Poi abbiamo scoperto che era tutto calcolato e che quei clienti sarebbero serviti per spostare la produzione in Germania''.
A.S.
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