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Scritto Martedì 01 dicembre 2020 alle 22:51

Airuno: appello delle 'Iene' a Mattarella per difendere libertà e dignità di Gilardi

Anche questa sera le Iene sono tornate a parlare di Carlo Gilardi, il professore quasi novantenne di Airuno che si trova in una casa di riposo di Lecco. La trasmissione ha ripercorso la vicenda partendo dalla prima puntata quando Brahim, il badante, aveva “denunciato” il prelievo avvenuto, a suo dire, contro la volontà dell'anziano fino al tentativo di parlargli dopo avere scoperto il luogo della struttura di degenza, passando attraverso un tentativo di parlare con l'amministratrice di sostegno Elena Barra e la testimonianza dei parenti ignari di quanto accaduto a Carlo nell'ultimo mese.


Nella puntata odierna, con voce e sembianze travisate, sono intervenuti nuovamente alcuni dipendenti della casa di riposo che si dicono preoccupati per l'umore di Carlo che si trova in una stanza singola, a “fissare il muro dalla mattina alla sera”, sorvegliato dalle telecamere.

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Accuse pesantissime quelle rivolte dai lavoratori della RSA che hanno parlato di cartella clinica cambiata, da cui sarebbe sparita la parola TSO che invece prima c'era per indicare il trattamento coatto riservato a Carlo per portarlo in struttura (episodio questo già negato dalla dottoressa Barra). Per corroborare le accuse i dipendenti hanno dichiarato di avere fotografie della stessa cartella, prima e dopo la modifica. Fotografie che però in trasmissione non sono state mostrate.

Questa sera Nina Palmieri ha fatto il nome anche della precedente amministratrice di sostegno, l'avvocato Lanfranconi che aveva dichiarato come mettere in casa di riposo Carlo avrebbe significato ammazzarlo. Inutilmente contattata telefonicamente, l'avvocato non è stata rintracciata nemmeno a casa e così l'inviata non ha potuto chiederle spiegazione di alcune affermazioni a lei attribuite, quali ad esempio la perizia che avrebbe voluto far fare da un cugino psichiatra su Carlo, con esito a favore dell'anziano.
Il servizio, dopo avere anche inquadrato lo striscione appeso sulla casa di Gilardi in centro Airuno, si conclude con l'appello al Capo dello Stato “per difendere la libertà e la dignità di un cittadino italiano”.
S.V.
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