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Scritto Lunedì 30 novembre 2020 alle 19:12

Cernusco: scontro di visioni sulla mission della società pubblica "Silea" in Consiglio

Non poteva non generare una polarizzazione di punti di vista la discussione sulla modifica dello statuto di Silea. Attraverso questo passaggio la società che oggi si occupa del ciclo dei rifiuti amplierà l’oggetto sociale. Acquisirà il diritto a gestire la manutenzione del verde pubblico, della cura degli argini dei corsi d’acqua. Potrà gestire poi le attività cimiteriali, ma anche i centri del riuso. Potrà vendere energia prodotta dagli impianti di trasformazione dei rifiuti, vedasi il Teleriscaldamento ma anche il biometano. Potrà poi affiancare le amministrazioni comunali nella redazione dei Piani Economici Finanziari legati alle tariffe dei rifiuti.

Per Gennaro Toto (IFNC) non ha senso che le società pubbliche subappaltino ai privati ciò che già gli operatori economici svolgono da sé. “Mi sembra la stessa direzione intrapresa da altre partecipate che si limitano a fare da broker, con conseguenti situazioni sotto gli occhi di tutti, ad esempio Retesalute” ha commentato il capogruppo.

Salvatore Krassowski, attivo nel Comitato Lecchese Acqua Pubblica e Beni Comuni che di recente ha opposto resistenza alla modifica dello statuto con un comunicato [clicca QUI], ha contestato l’eliminazione dell’enunciato: “Il tutto per promuovere lo sviluppo sociale, economico e civile del territorio”. Ha criticato il consigliere: “Non è solo una questione di forma come sembrano voler far credere. È un cambiamento radicale che può avere pesanti effetti negativi sul futuro stesso della società. Silea ha una lunga storia ed è nata anche per contribuire allo sviluppo sociale, economico e civile di un settore di attività molto delicato. Eliminare questo principio di regolazione dell’attività, inserito nell’oggetto sociale proprio per condizionarne le modalità di gestione, consegna la società a logiche di profitto e di mercato che devono restare estraneo al servizio pubblico”. Per Krassowski Silea non potrebbe occuparsi della redazione dei PEF in quanto costituirebbe un conflitto d’interessi.

Quest’ultima affermazione è stata contestata dall’assessore Roberta Cereda, che ha riferito che anche lo statuto della società Contarina, considerata un’eccellenza nella gestione dei rifiuti, contiene questo servizio. Ha poi esposto che questa proposta nasce dall'esigenza mostrata dagli stessi amministratori locali, preoccupati nel calcolare le tariffe quando sarà introdotta la tariffazione puntuale.

Il vice sindaco Alvaro Pelà ha commentato l’eliminazione della frase che pone l’accento sul territorio. Per Pelà si tratta di un’affermazione troppo generica per essere contenuta nell’oggetto sociale. Ma, di contro, Renata Valagussa si è domandata a quale scopo cancellare quell’assunto se fino ad ora non ha mai dato fastidio.

Ancora Krassowski ha lanciato un ultimo appello per “non aderire a questa logica. È sbagliata, pericolosa. Perché vi dovete rendere ancora una volta complici nel piegarsi a logiche di profitto nella gestione dei servizi pubblici? Varese Risorse, che dovrà gestire il teleriscaldamento a Lecco, è la stessa che gestirà l’illuminazione pubblica a Cernusco per i prossimi 18 anni. Non volete dirmi che queste piccole modifiche non vanno nella direzione della privatizzazione? Sarei sconfortato se il vostro voto fosse a favore”.

L’ultima parola è spettata alla sindaca Giovanna De Capitani: “Il rapporto con le società partecipate, ho imparato a mie spese, deve essere assolutamente collaborativo e molto chiaro, oltre che di controllo sull’operato. Non deve mai essere ostativo perché siamo sulla stessa barca e con le stesse finalità”.
Maggioranza favorevole al punto, minoranze contrarie.
M.P.
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