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Scritto Martedì 24 novembre 2020 alle 22:31

Airuno: Carlo Gilardi rintracciato in una struttura di Lecco parla con i cugini ''Sto bene ma spero che mi caccino via''

Si trova ricoverato in una struttura di Lecco, sta bene e spera che lo “caccino” presto per poter tornare a casa.
Il professor Carlo Gilardi è stato così rintracciato e quattro cugini che, fino alla scorsa settimana erano all'oscuro del suo ricovero, così come lo erano quando gli è stata assegnata l'amministratrice di sostegno, sono riusciti a parlare con lui telefonicamente.


Secondo due operatori della residenza il noto cittadino airunese il 27 ottobre, giorno del suo prelievo “forzoso” come lo hanno definito le Iene, sarebbe stato sottoposto ad un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) e una volta giunto a destinazione, irrequieto e contrariato per l'accaduto si sarebbe rifiutato di fare a l'Ecg e il bagno nonchè di mangiare. Si sarebbe saziato inizialmente solo di pane e acqua, ringraziando comunque sempre gli operatori. Poi col passare dei giorni si sarebbe  tranquillizzato, riprendendo a nutrirsi e dedicandosi alla scrittura e alla lettura. Quest'ultima sua passione resa possibile anche grazie a una lente di ingrandimento regalatagli, che lo ha reso molto felice.

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Il tentativo dei parenti di poterlo incontrare, pur con tutti i distanziamenti del caso, nella residenza protetta, non è andato a buon fine e dopo un insistente pressing nei confronti dell'operatrice della reception e successivamente con una referente della direzione, sono riusciti ad ottenere di poter essere richiamati telefonicamente da Carlo. Cosa che è effettivamente avvenuta.

I cugini del professor Carlo Gilardi


Con il cellulare di una infermiera Carlo ha così parlato con il cugino, anzitutto premurandosi della sua salute.
“Sto benissimo ma spero un giorno o l'altro di essere cacciato via ma non mi cacciano” ha detto Carlo “Sono stato prelevato in ospedale e poi in ospizio, cosa vuoi farci?”. Su come siano andate le cose, il professore dice di non saperlo ma accusa la sorella Sandra di essere stata colei che lo ha messo nelle mani degli avvocati anni fa, assegnandogli così un'amministratrice di sostegno per la cura e la gestione del suo patrimonio. Alla domanda di cosa pensa di tutta questa vicenda e del clamore che si è generato, risponde: “Non devo pensare perchè se penso io ci soffro” ma afferma anche che stanno lavorando per farlo tornare a casa.



Ai cugini che gli manifestano tutto il loro affetto e il desiderio di rivederlo, Carlo risponde “Appena dovessi arrivare vengo da voi” e conclude con la sua cordialità di sempre augurando “buone cose”.
La vicenda tuttavia è tutt'altro che conclusa perchè al di là del filone giudiziario con le sette posizioni al vaglio dell'autorità per  presunta circonvenzione di incapace, c'è ora da capire come si svilupperà e in quali tempi il progetto di libertà di cui aveva parlato l'amministratrice avvocato Elena Barra confortata dal tribunale stesso che in una nota aveva fatto sapere che le azioni messe in atto erano tutte a tutela del signor Gilardi, della sua persona e dei suoi beni.

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