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Scritto Martedì 24 novembre 2020 alle 12:23

Accadeva 40 anni fa/10, ottobre 1980: a Merate via ai lavori del centro sportivo. A Imbersago la Coop. ristruttura il centro

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La Nessi & Maiocchi di Como si aggiudica l’appalto per il centro sportivo di Merate. Dopo due mesi di intensa e collegiale attività la Commissione presieduta da Giuseppe Ghezzi in qualità di sindaco e assessore all’urbanistica e Roberto Milani assessore ai lavori pubblici ha operato la scelta tra le sei società partecipanti, dando così concretezza ad un progetto in gestazione da cinque anni. E’ Roberto Milani a illustrarlo alla stampa: 3.125 mq e una slp di 3.946 mq.; 20.636 mc. Due piscine e palestra. La piscina grande è di 25 metro per 12,50 con profondità da 1,20 a 1,80 metri e un volume di 470 mc. Quella piccola è di 12,50 per 5 metri con una profondità da 0,60 a 0,90 mt e un volume di 47 mc. La palestra è progettata per ospitare gare regolamentari di pallavolo e pallacanestro con tribune per 200 spettatori. Costo dell’opera a carico solo delle finanze meratesi, 1 miliardo 243 milioni 590 mila lire più altri 76 milioni per recinzioni, piantumazioni ecc. Foni di finanziamento, mezzi propri e un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti (allora) al tasso del 9%. Tempo di realizzazione 420 giorni. Opera pronta per il 1982. Nel frattempo il comune sta acquisendo i terreni da cedere poi in comodato a una cooperativa per realizzare accanto al centro sportivo i campi da tennis. Insomma un polo sportivo in via Turati. Ancora oggi cuore pulsante dello sporto cittadino.


Giuseppe Ghezzi e Roberto Milani

E sempre in tema sportivo a Montevecchia arriva niente meno che la squadra cinese di soft-ball, cioè il baseball giocato dalle femmine. Montevecchia grazie ai Moiraghi e ai Castagna è diventata famosa per il gioco del baseball e la compagine della nostra nazionale era già stata ospite di quella cinese.



Mentre oggi si ha difficoltà a disporre dell’automedica nel 1980 a ottobre si tirava la prima linea sull’impiego dell’ambulanza con dotazione a bordo di apparecchiature per la Rianimazione. Il sistema “First Aid” introdotto dal primario Gianfranco Montanari, era entrato in servizio sperimentale il 1° settembre. L’operatore poteva chiamare direttamente la Rianimazione in casi di traumi molto importanti per poter operare con la necessaria perizia. A ottobre l’assistenza era stata richiesta a seguito di gravi incidenti stradali 21 volte 6 delle quali con l’arrivo sul posto dell’ambulanza attrezzata.


Il professor Gianfranco Montanari

La giornata del donatore si festeggia a Merate con un corteo dalla parrocchiale al monumento ai caduti con i labari di tutte le associazioni Avis del territorio. I numeri li racconta il presidente Alessandro Asperti durante l’incontro nel salone teatrale dell’oratorio maschile alla presenza anche del sindaco Giuseppe Ghezzi: più di mille avisini attivi con 2800 donazioni annue. Tra i premiati un donatore con la croce d’oro per 75 trasfusioni, l’avvocato Vico Fresia e 32 donatori con medaglia d’oro per 50 trasfusioni.


Il corteo e a destra l'avvocato Vico Fresia

Continua con successo l’attività della Polifonica diretta da Padre Vincenzo. L’ultima esibizione di ottobre nella chiesa San Giovanni di Milano. Micidiale come sempre la battuta del “basso” Fresia: “Padre Vincenzo è un convinto sostenitore della teoria che nessuno è irrimediabilmente stonato. E lo dimostra riuscendo a educare al canto corale chiunque ne abbia la sufficiente volontà”. La Polifonica nata nel ’70 è composta da 30 “voci” di età compresa tra 22 e 50 anni.



L’11 ottobre a Lomagna viene inaugurato l’asilo nido. Il plesso che fa parte del Consorzio asili nido di Merate e Uniti ha una capienza di 30 posti.



Giovanni Villa è al suo terzo mandato di sindaco di Imbersago, ma è anche presidente della Cooperativa Manzoni che in paese ha già realizzato un centinaio di alloggi. Ormai il piano di fabbricazione del 1974 è pressoché esaurito e si pensa ad un primo vero piano regolatore generale. Ma prima di edificare su aree nude la Cooperativa punta al recupero di fabbricati fatiscenti, posti in centro a partire dall’ex filanda. Il programma di intervento è molto ambizioso anche se si scontra con qualche resistenza da parte di alcuni proprietari poco intenzionati a cedere i fabbricati rurali alla Manzoni. Tra i progetti più imminenti in quel 1980 ci sono la ristrutturazione generale dell’ex filanda e alcune vecchie corti poste lungo via Castelbarco. Si tratta di una imponente opera di recupero edilizio destinata a cambiare il volto del paese.


Giovanni Villa, il sindaco presidente


Il cortile degli edifici di via Castelbarco


La vecchia filanda nel cuore di Imbersago



A Merate inizia la seconda legislatura Ghezzi. E inizia con i fuochi d’artificio, soprattutto tra il Sindaco e il capogruppo socialista Basosi. Il Psi presenta una mozione con raccolta fondi a favore dei lavoratori Fiat – sono gli anni del grande scontro tra la Fiom e l’azienda con i 35 giorni di serrata, dall’11 settembre al 16 ottobre. La Fiat che ha appena nominato Amministratore delegato, Cesare Romiti mostra i muscoli e denuncia oltre 14mila esuberi. Gli scontri si portati da Mirafiori a tutta la città. Enrico Berlinguer parla fuori dai cancelli di Mirafiori e assicura l’appoggio del partito comunista alla lotta operaia; il governo Cossiga si dimette. Romiti ritira i licenziamenti ma annuncia la cassa integrazione per 23mila lavoratori. Il 14 ottobre impiegati e dirigenti scendono in strada per chiedere di tornare al lavoro. E’ passata alla storia come la marcia dei 40mila anche se le cronache del tempo concordano nel sostenere che non furono più di 15-20mila. Basosi dunque chiedeva fondi per aiutare gli operai in lotta. Ma la Dc per bocca di Mapelli respinge la mozione perché tanti altri operai sono in sciopero di quel momento. Si rinvia tutto alla capogruppi. Poi zappa presenta la fidejussione di 150 milioni per finanziare i lavori del consorzio acquedotto. Bagarre anche qui perché non è chiaro se si tratta di una garanzia o una spesa vera e propria. Chiarito che è solo una garanzia la delibera passa. Infine scontro tra il liberale Arturo Comotti e il sindaco ghezzi. Il primo chiede di visionare tutti i progetti presentati del nuovo centro sportivo non solo quello prescelto dall’apposita commissione. Il Sindaco si oppone. Altra bagarre. Si vedrà nelle prossime settimane se dare soddisfazione a Comotti.



Settanta comuni, 300mila abitanti è l’impronta inequivocabile del Partito socialista. Si avvia così sul binario giusto, la corsa alla costituzione del Parco Adda. Una scelta, spiega il cavaliere dell’Adda Giuseppe Arlati, industriale di Osnago, mirata non già a proibire ma ad avvicinare la popolazione al fiume, con le sue bellezze, le sue risorse, la sua storia. L’architetto Silvio del Sante è tra gli estensori del primo statuto, con lui i sindaco Italo Bruseghini di Olginate e Viganò di Paderno. Il progetto prende corpo anche se l’istituzione del parco sarà perfezionata soltanto nel 1983. In compenso il fole progetto di realizzare una città nuova di zecca tra Cassano e Trezzo viene abbandonato. Una Brasilia per costruttori senza scrupoli.


Silvio Del Sante, Giuseppe Arlati, Italo Bruseghini e il sindaco di Paderno Viganò

Al via la seconda versione delle ricevute fiscali. Da novembre tutta una serie di artigiani e commercianti si dovrà dotare del blocchetto di ricevute fiscali. Pena sanzioni crescenti.

L’Aula di Merate fa il punto sul servizio offerto dal Consorzio asili nidi presieduto da Laura Crippa e Franceschino Mapelli. Un servizio che funziona ottimamente molto gradito tanto che a Merate con 55 posti e 40 di frequenza media c’è una lista di trenta bimbi in attesa e a Lomagna, da poco inaugurato, ci sono 14 presenze medie e sette in attesa. Ma troppi comuni del consorzio non versano le quote. A pagare sono Merate, Lomagna e Verderio Inferiore ma gli altri latitano. L’utenza copre il 32% dei costi compresi i 19 educatori (73% dei costi totale) il resto lo devono coprire la Regione e i comuni consorziati. E’ così che Giuseppe Ghezzi suona la sveglia ai comuni morosi.



 

Francesco Mapelli e Laura Crippa

Nelle segrete cantine di Montevecchia c’è chi ancora pigia l’uva alla vecchia maniera, con macchinari manovrati a mano e non senza fatica, per ottenere quel vino classico che è come un marchio di fabbrica. Al lavoro ci sono cinque uomini: Luigi Brivio, presidente del Cai Montevecchia, Giancarlo Cogliati, Ferdinando Brivio, Santo Brivio e Alberto Vittadini, proprietario della bellissima villa in cima al colle che fa da contraltare al santuario della madonna del Carmelo e di tutte le vigne sottostanti. Un buon raccolto, otto o nove quintali di mosto da cui trarre almeno 800 litri di ottimo vino. Da bere tra amici, rigorosamente.




 
10/CONTINUA
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