Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 363.969.900
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 22/11/20
Merate: 32 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 28 µg/mc
Lecco: v. Sora: 25 µg/mc
Valmadrera: 26 µg/mc
Scritto Giovedì 19 novembre 2020 alle 08:50

Airuno: l'abbraccio della comunità per Carlo Gilardi. Le testimonianze di chi lo ha conosciuto: vogliamo che torni al più presto da noi


In paese non si parla d'altro. Tutti ad Airuno abbracciano virtualmente Carlo Gilardi, il professore di 89 anni dall'animo gentile e il garbo smisurato che dallo scorso 27 ottobre si trova in una Rsa per anziani dopo quello che il servizio delle Iene andato in onda martedì sera ha definito ''un prelievo forzoso'', che sarebbe avvenuto, sempre secondo il taglio dato dalla trasmissione, contro la sua volontà. Le sfaccettature della complicata vicenda sono molteplici come diverse sono le posizioni assunte dagli airunesi, tra chi sostiene che Gilardi sia vittima di una vera e propria ingiustizia e punta il dito contro gli amministratori di sostegno che negli ultimi anni hanno gestito il suo cospicuo patrimonio, chi invece lo punta contro le persone a lui più vicine che potrebbero avere approfittato della sua immensa generosità per circuirlo e chi addirittura se la prende con il sindaco. Ma una cosa mette tutti d'accordo: il professor Gilardi merita attenzione e rispetto. E c'è chi ha già lanciato una petizione, chiamata ''Liberiamo Carlo Gilardi''.


Poco dopo mezzogiorno di ieri è arrivato anche un post di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che ha annunciato un'interrogazione parlamentare per chiedere risposte.
Centinaia sono i messaggi di affetto che intasano la rete, a dimostrazione di quanto il professore sia amato a prescindere da quali siano le responsabilità di quanto gli è accaduto. 
Tra le persone della comunità che conoscono Carlo - letteralmente - da una vita c'è Alma Gola, attiva in varie associazioni tra cui La Mongolfiera, che ha raccontato uno dei tanti ricordi che la legano al professore. "Quando andavo a scuola avevo avuto gli esami di latino e di matematica, e sono andata da lui per farmi dare alcune ripetizioni" ha detto; in paese, infatti, Carlo era uno dei pochi a cui ci si potesse rivolgere per queste questioni. "Dopo il periodo trascorso a studiare con lui ho ottenuto 7 in entrambe le materie" ha spiegato con un sorriso, ricordando la timidezza e la bravura con cui l'uomo l'aveva aiutata. "Ci vedevamo sempre, e lui ha provato anche a farmi leggere dei suoi scritti per avere un parere" ha proseguito "e una cosa che mi ha sempre commosso è che faceva sempre sentire la sua presenza quando qualcuno moriva. Arrivava, si metteva lì e in silenzio recitava il rosario, togliendo il disturbo subito dopo". Generoso nell'animo, un giorno ha invitato Alma nella sua casa in località Ceré, per regalarle alcune uova d'oca, invitandola poi a restare per una tisana nella sua cucina così pittoresca, abitata anche dalle amate galline.

Anche Mauro Caspani, presidente dell'AIDO, conosce 'Carluccio' da sempre, e molti dei suoi ricordi sono legati proprio agli animali. "Una persona buona di cuore, a volte forse un po' troppo e qualcuno se n'è approfittato" spiega, dicendosi rammaricato per la situazione. "Veniva a casa per portare a mia madre una pomata antidolorifica, sempre accompagnata dalle uova. Quando ero piccolo andavamo spesso a vedere i suoi animali, e la prima cosa che mi viene in mente pensando a lui è di quando lo vedevo in giro in vespa o in sella al suo motocarro". Con un sorriso, Caspani ha ricordato anche di quell'edizione del torneo dei rioni in cui ad Airuno i vari quartieri si sono sfidati nella prova finale, un quiz. "Come centro storico avevamo messo lui come rappresentante della squadra, sicuri di vincere, e così era stato. Aveva azzeccato tutte le risposte, facendo esplodere il cinema in un boato di gioia". Tra gli airunesi rammaricati per la situazione c'è anche Stefania Calvi, cugina del professore. Il marito Valentino, appassionato di fotografia e anch'egli molto affezionato a Carlo, anni fa si è recato nella sua casa al Cerè per alcuni scatti, che oggi rappresentano uno splendido ricordo della vita felice tra gli animali che faceva. "Era solito dare un nome alle mucche e parlare con loro" ricorda ridendo Stefania "e aveva un talento innato per le lingue straniere". Dal suo viaggio in giro per l'Europa, Carlo mandava sempre alla famiglia Calvi delle cartoline, molto poetiche, in cui raccontava cosa faceva nei luoghi che visitava a bordo della sua Lambretta azzurra scassata. Il professore è tra l'altro patito, ancora oggi, dei treni. "Ad Airuno c'è stato un periodo in cui volevano sopprimere alcune corse" spiega "e lui, venuto a sapere della cosa, si svegliava ogni mattina alle 5.30 per salire a bordo del convoglio, per fare in modo che la fermata non fosse cancellata". "È una situazione triste" conclude Stefania "perchè sono sicura che lui starà male a vivere con le regole della Rsa e nel piccolo gli auguro di poter tornare a casa e di avere una parvenza di libertà". 

Basta poi chiedere alla prima persona che si incontra ad Airuno per trovare qualcuno che lo conosca e gli voglia bene. ''Mio papà che ora non c'è più era suo amico di vecchia data e si incontrarono a Roma durante il militare, qui in paese tutti lo conosciamo e gli vogliamo bene'' è il racconto di una commerciante del centro. ''Personalmente prima del servizio delle Iene non sapevo che cosa gli stava accadendo. Lì per lì sono rimasta scioccata. Oggi tutti ne parlano e non si capisce bene chi abbia ragione, ma di sicuro tutti vorremmo che Carlo torni a stare bene''. C'è anche chi di Gilardi ricorda ancora quanto fosse un amato e rispettato professore. ''Faceva ripetizioni di latino a mia figlia qui alle scuole medie, persino i più giovani lo amavano'' ha raccontato la donna. ''Fino a qualche settimane fa lo vedevo passare qui davanti con la sua bicicletta e la sua immensa gentilezza. Capitava di fermarsi a chiacchierare e non scorderò mai la volta che si è scusato perchè lo avevo salutato prima io. Mi chiese perdono perchè in quanto galantuomo, diceva, avrebbe dovuto essere lui il primo a porgere il suo saluto. Non entro nel merito delle responsabilità di ciò che gli è successo, ma posso confermare che ad Airuno vogliamo solo che il nostro Carluccio torni il più presto possibile. La comunità si è sempre rivolta a lui nel momento del bisogno e ora è lui che ha bisogno di noi perchè sono certa che l'unico suo desiderio è quello di invecchiare e morire qui, nel suo paese''.  ''Sto seguendo con attenzione la vicenda perchè come tanti cittadini sono molto affezionata al signor Carlo'' ha aggiunto un'altra airunese. ''Ho ad esempio letto le dichiarazioni dell'amministratrice di sostegno, l'avvocato Elena Barra. Perchè non dovrebbe essere, come sostiene, che le istituzioni stiano lavorando ad un progetto di libertà per riportare il professore ad Airuno? Ho molte più perplessità sulle persone che gli sono state accanto in questi anni, a dire il vero, e non sono l'unica. Trovo poi veramente ingiuste le critiche che sono state mosse nei confronti del nostro sindaco. E' molto giovane ma ha comunque deciso di prendere sulle spalle tante responsabilità per la nostra comunità. Se fosse stato una sua responsabilità sono certa che non avrebbe permesso tutto ciò''. 

''Sono rimasta sconcertata quando ho saputo cosa è successo a Gilardi'' ha aggiunto un'altra commerciante del paese. ''Qualche volta entrava nel mio negozio e ho sempre apprezzato l'incredibile cortesia con cui si esprimeva. Ha dato tanto al suo paese e sicuramente non meritava di essere trattato in quel modo''. Parole di stima arrivano anche da Rita Mauri, appassionata di storia e membro della ProLoco, che ha richiamato alla memoria la collaborazione mantenuta viva durante la stesura dei due libri firmati da Carlo. "Una figura che non è mai passata inosservata e mai lo farà". È così che descrive invece il professore Giovanni Ravasi, già vicesindaco, assessore e presidente provinciale di AIDO , ringraziandolo ancora una volta per l'inestimabile dono del terreno in centro paese. Anche il parroco don Ruggero Fabris e l'ex presidente della ProLoco ed ex consigliere comunale Franco Riva augurano a Carlo di tornare presto a casa, dicendosi speranzosi per il futuro di una persona dal cuore grandissimo.

Lo stesso sindaco Alessandro Milani nella giornata di mercoledì ha diramato un comunicato sulla vicenda. "L’Amministrazione Comunale non è in nessun modo coinvolta in questa situazione e, soprattutto, non è informata riguardo l’attuale ubicazione del prof Carlo Gilardi. Gli airunesi lo conoscono da sempre e siamo tutti molto affezionati a lui. È sempre stato un benefattore della nostra comunità, si è sempre speso e non si è mai risparmiato. Persona molto colta, nobile d'animo merita il massimo rispetto e in questo momento nulla deve essere spettacolarizzato".

Una situazione complessa in cui sembrano essere in molti a voler dare un giudizio. Anche se, come emerge dalle testimonianze, la cosa certa è che tutti si augurano che Carlo possa presto rientrare ad Airuno, se questo sarà il suo desiderio, e tornare a vivere la sua vita con un'umiltà che nasconde in sé tanta grandezza. 

Si ringrazia per il prezioso contributo fotografico il signor Valentino Gigri Fumagalli
G.Co. - A.S.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco