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Scritto Martedì 17 novembre 2020 alle 13:02

ASST Lecco: gli ospedali si preparano ad accogliere pazienti da fuori provincia e il rapporto infermiere/degente diventa di 1:9

L'oggetto della missiva indirizzata a Luigi Carrabba responsabile delle relazioni sindacali è “riorganizzazione posti letto pazienti Covid”.
Nel concreto il direttore delle professioni sanitarie, dottoressa Anna Cazzaniga, ha comunicato che, stante la “recrudescenza della pandemia, l'incremento esponenziale dei contagi, il conseguenze afflusso i pazienti nelle strutture ospedaliere”, e dovendo dar corso alle indicazioni di Regione, l'ASST di Lecco dovrà attivare ulteriori posti letto per pazienti covid positivi così da garantire il ricovero per chi viene da fuori provincia (specialmente da Monza e Brianza).


L'Ospedale Manzoni di Lecco e il Mandic di Merate

Per questa ragione il rapporto costante di un infermiere ogni 8 pazienti che era garantito a inizio mese di ottobre, pari a 240 minuti/paziente/die, e che secondo i sindacati non era già sostenibile, ora non potrà più essere tale e la riconversione di altri reparti, che dovrà avvenire “celermente”, porterà ad un rapporto di un infermiere ogni 9 pazienti. Un aggravio del carico di lavoro e di rischio che si va a scaraventare su lavoratori già provati dalla prima ondata.



“Spesso durante gli incontri sindacali i vertici di ASST Lecco, dichiarano candidamente: "noi i concorsi li bandiamo ma i candidati rifiutano o se ne vanno quasi subito". La realtà è questa descritta nella lettera della dirigente” commenta Francesco Scorzelli di Usb pi Lombardia “Il rapporto (non è vero, la legge è un po' datata) ottimale in malattie infettive è 1 infermiere per 8 pazienti (ignobile rapporto). Cosa ci comunicano ora? Siccome la Regione Lombardia (e già qui...) ci impone di accettare pazienti da altre province, invece di assumere (a settembre avrebbero dovuto rinnovare incarichi di oss e infermieri a tempo determinato, meglio se stabilizzarli...), si sovraccarica ancora il personale e si passa dal rapporto 1/8 a 1/9. Magicamente risolto il problema. La realtà è che avremo più colleghi stanchi, immusoppressi, positivi al tampone. Aumenteranno anche in questa ondata le dimissioni, anche senza preavviso, grazie a una dirigenza inadeguata”.
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