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Scritto Lunedì 16 novembre 2020 alle 16:15

Covid: 194 i ricoverati a Lecco e 136 a Merate. 29 in totale le terapie intensive in Asst, 38 i decessi dal 1° di settembre

Il direttore generale Paolo Favini
E' in crescita il numero dei ricoverati con il coronavirus nell'Asst di Lecco. Stando ai dati forniti durante la videoconferenza dal direttore generale Paolo Favini, in una settimana sono aumentati di 31 unità i posti letto ''covid'' occupati tra Lecco e Merate.
Al Manzoni sono in totale 194 (183 una settimana fa), mentre al Mandic 136 (erano 116 lunedì 9 novembre). Otto in più rispetto le terapie intensive, diventate 20 a Lecco e 9 a Merate. I pazienti con Cpap sono invece in totale 40, 21 al Manzoni e 19 a Merate.
I due ospedali lecchesi, ha spiegato il direttore generale, continuano ad accogliere anche pazienti positivi al coronavirus da altri territori, in particolare quelli di Milano, Monza e Varese che risultano essere più in difficoltà nel gestire l'afflusso.
Rimane tutto sommato fluida, e soprattutto non interamente interessata a chi ha contratto il virus, la situazione nei pronto soccorso. Favini ha infatti riferito che alle 10 di quest'oggi, lunedì 16 novembre, 8 erano le persone in attesa di entrare nel percorso covid e 11 i non covid nel caso di Lecco, 8 percorso covid e 3 non covid invece a Merate.
Nell'ultima settimana sono però duplicati i decessi di persone ricoverate che avevano contratto la malattia. Se lunedì 9 novembre se ne contavano 19, una settimana dopo sono diventati 38.
Dall'inizio della ''seconda ondata'', inoltre, i tamponi effettuati sul personale sanitario sono stati 1438. Quelli risultati positivi sono 148 (di questi il 30% si è già negativizzato ed è stato reinserito nella pianta lavorativa), mentre quelli negativi sono 1.335.
Per il momento, ha poi aggiunto Favini, le attività ambulatoriali dei due presidi ospedalieri lecchesi non verranno sospese. Il direttore generale ha anche spiegato che tra le strutture di Merate e Lecco sono del tutto attive due sale operatorie per interventi urgenti e altre due per interventi non procrastinabili, con particolare riferimento ai pazienti oncologici.
A.S.
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