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Scritto Lunedì 16 novembre 2020 alle 10:57

Bernareggio: in CC si parla dei disagi degli anziani positivi al Covid

Il Comune di Bernareggio lancia il preallarme per le possibili complicanze derivate dall'impatto della diffusione del Covid-19 sulla fascia delle persone anziane fragili, e senza una rete parentale o di conoscenze strette per un "supporto attivo". La spia di un eventuale disagio sociale, rilevata dal sindaco Andrea Esposito in sede di consiglio comunale in videoconferenza di venerdì scorso, non è circoscritta alla sola comunità bernareggese, ma è un problema diffuso capillarmente su tutto il territorio d'ambito, area vimercatese e trezzese, che ricade sotto la gestione delle Politiche Sociali dell'ente consortile Offerta Sociale. "Quella delle persone Covid positive che versano in condizioni di fragilità, e in stato di solitudine, è una situazione che va tenuta monitorata costantemente, in parallelo con l'evoluzione della pandemia - ha premesso Esposito - dobbiamo mettere in preventivo infatti lo scenario di un possibile insorgere di difficoltà di gestione legata alle persone non autosufficienti e impossibilitate a rivolgersi a servizi di assistenza domiciliare privata, che, fino a questo momento, visto il numero limitato di casi concreti di supporto, non ci crea particolare disagio. Ma se nel prossimo periodo dovessero emergere nuovi casi, bisognerà farsi trovare preparati. È un problema a cui comunque guardiamo con preoccupazione, dal momento che stanno già affrontando comuni più grandi del nostro".


Si tratta nel merito di garantire i servizi essenziali domiciliari a fasce di popolazione impossibilitate per anzianità e stato di salute precario a prendersi cura di se stessi, e su cui grava anche il Covid. La rete dei servizi di assistenza domiciliare messa a disposizione da Offerta Sociale non è organizzata al momento per sostenere infatti un servizio per un numero troppo alto di utenti con queste particolari necessità, perchè come fatto notare da Esposito, sono pochissime le cooperative a cui l'ente si appoggia che fanno questo tipo di servizio, in questo frangente straordinario. Tra l'altro con costi altissimi, anche quintuplicati rispetto all'ordinario, che comunque assorbirebbe il comune per la quota di differenza con la tariffa ordinaria. Il possibile emergere del problema, già venuto a galla durante la prima ondata pandemica, era già stato posto in primavera all'attenzione della Prefettura e di ATS, che avevano posto le basi per un progetto che prevederebbe la messa a disposizione di strutture riservate a persone in questo stato, con un rapporto di assistenza che non sarebbe più chiaramente di 1 a 1 - quindi personale tra operatore e utente - in modo da garantire loro un'assistenza più consona. Il progetto poi si è arenato quest'estate, ed ora potrebbe tornare d'attualità se la curva non dovesse decrescere. Del possibile "ritorno" del problema è al corrente naturalmente Offerta Sociale, a cui - come spiegato dall'assessore ai Servizi Sociali Jamila Abouri - è stata già fatta richiesta per mettere a disposizione una rete numericamente più numerosa di cooperative che svolgano questo tipo di assistenza, non è strettamente sanitaria nel caso l'esposizione dovesse uscire dal controllo.
M.L.
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