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Scritto Venerdì 06 novembre 2020 alle 18:06

Merate: gli studenti della 5I del grafico del Viganò scioperano. ''Ci sentiamo a rischio''. La preside: ''Lezioni secondo la normativa''

L'istituto Viganò

 

Sulla DAD, e le proteste degli studenti

Leggo della protesta dei ragazzi dell'Agnesi, e di chi la sostiene.
Esistono però anche altre proteste, che passano in sordina ma che hanno comunque la loro importanza:
sono genitore di un ragazzo che frequenta la 5 I Grafica del Viganò, proprio di fronte al liceo Agnesi.
Le circolari della scorsa settimana hanno fissato per i ragazzi del triennio di grafica lezioni in presenza per due giorni la settimana, unendo alle ore di laboratorio su cui potrei capire la necessità, anche le ore di orario normale, fino ad arrivare alla giornata piena.
Preso atto della decisione della dirigenza scolastica i ragazzi della 5 I hanno discusso fra loro, e nonostante siano in maggioranza dotati di hardware e software che gli consentirebbero di svolgere le lezioni di grafica in DAD, si sono comunque resi disponibili alle ore di laboratorio in presenza, ma SOLTANTO a quelle.
I ragazzi della 5 I hanno paura, con i numeri del contagio, con l'esperienza che ha visto entrare in quarantena diverse classi del Viganò, ed anche considerando che i DPCM e le disposizioni regionali auspichino SOLO attività di laboratorio in presenza hanno preparato una lettera inviandola alla Direzione sabato pomeriggio.
Nella loro lettera erano esposte chiaramente le loro paure, e la loro disponibilità, ma si diceva anche che se non avessero avuto alternative avrebbero scioperato.
I ragazzi della 5 I non hanno avuto risposte, lunedì si sono seduti davanti ai loro computer e nessuno ha organizzato alcuna lezione a distanza, ne tantomeno ha voluto parlare con loro, sono quindi soltanto risultati assenti.
Domani la 5 I sarà ancora in sciopero, a meno che la Direzione non cerchi di capire quello che i ragazzi nella loro lettera hanno spiegato chiaramente, e non cerchi di trovare una sintesi comune.
Anche alla 5 I va la mia solidarietà: quando si hanno delle idee è sacrosanto lottare per difenderle, e tutte le idee sono legittime ed hanno pari dignità.
Credo che in ogni situazione l'unica via percorribile sia quella del dialogo, altrimenti sarà impossibile superare indenni questo periodo storico.

Un papà

 

"Non ho avuto alcuna richiesta di confronto da parte dei ragazzi ma ho ricevuto solo un ultimatum e io queste cose non le accetto". Non ha mezzi termini a replicare alla lettera del papà, la preside Manuela Campeggi  contestata sulla scelta di attivare i laboratori in presenza per l'indirizzo del grafico.
Una scelta che segue l'indicazione della normativa e che era ben lungi dal voler esporre i ragazzi a un rischio o comunque a costringerli a spostamenti per raggiungere la scuola. Piuttosto voleva essere un'opportunità per aiutarli nella formazione e nella preparazione di certe materie come appunto quelle dell'indirizzo grafico, per le quali la didattica a distanza non è esaustiva.
"Sabato pomeriggio ho ricevuto un comunicato in cui la classe 5 I mi diceva che non sarebbe venuta a scuola poichè la nostra decisione di lezioni in presenza per il laboratorio li esponeva per altre tre ore al contagio. E se la decisione della scuola fosse stata confermata loro si sarebbero messi in sciopero rifiutandosi di presentarsi alle lezioni. Questa non è una richiesta di confronto ma un ultimatum, tra l'altro arrivato sabato pomeriggio. L'orario, come prevede la normativa, viene deciso dalla dirigente con il corpo docenti e non è concordato con gli studenti. L'attivazione dei laboratori in presenza, con le classi distribuite per ogni piano, quindi assolutamente senza rischi di assembramenti, non è comunque solo del Viganò ma riguarda tutte le scuole lecchesi ed è stata presa di concerto con il provveditorato. Quindi ribadisco che non si è trattato di una lettera con richiesta di confronto ma semplicemente di un ultimatum a cui come preside non ho intenzione di sottostare”.

 

 

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