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Scritto Venerdì 06 novembre 2020 alle 17:34

CAI e CNSAS: decreto agosto, aggiornata la legge

"Abbiamo ottenuto un risultato importante: investire nella sanità e nella sicurezza, con maggiori strumenti per chi opera in un ambiente estremo come la montagna". Non hanno dubbi il Ministro per il Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà e il Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), Maurizio Dellantonio, che hanno presentato oggi alla stampa la riforma della legge principale che governava l'operato del CNSAS. Un provvedimento approvato nei giorni scorsi dal Parlamento, strettamente legato anche all'emergenza Coronavirus che sta vivendo il Paese, che impone investimenti e particolare attenzione all'intero comparto della sanità e dell'emergenza. "Devo ringraziare fortemente il Governo ed il Ministro D'Incà", ha voluto sottolineare in apertura di conferenza Dellantonio, "hanno seguito con competenza e attenzione l'intero iter, dando maggiori strumenti per il nostro Corpo e di conseguenza maggiore sicurezza per l'Italia".
Le modifiche apportate alla legge
In sintesi rispetto alla "vecchia" legge (n. 74 del 21 marzo 2001) il nuovo provvedimento, la legge n° 126 del 13 ottobre 2020, propone:
  • l'esplicitazione dell'attività svolta dal CNSAS a favore di soggetti "in imminente pericolo di vita e a rischio evoluzione sanitaria", oltre che l'attività di "ricerca e al soccorso dei dispersi." Viene introdotto il principio della "direzione" delle operazioni di soccorso che rafforza e risolve in via definitiva questioni di carattere interpretativo sul soggetto a cui spetti attuare il coordinamento e la direzione di interventi di soccorso limitatamente agli scenari montani e in grotta, oltre che negli ambienti impervi.
  • ribadito lo strettissimo rapporto e interazione con il "Servizio Sanitario nazionale", prima indicato in modo generico, e con il "Sistema" 118 e "i servizi di elisoccorso", oltre che con le "Centrali NUE 112", ancora più centrali nel rapporto che queste strutture devono avere con il CNSAS. Con l'obbligo di stipula di atti convenzionali tra le Regioni e le Province autonome e strutture territoriali di riferimento del CNSAS, finalizzati "a disciplinare i servizi di soccorso e di elisoccorso."
  • La possibilità di indennizzare particolari figure tecniche, con la modifica del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117, con l'introduzione nella nuova legge del termine "prevalente": nella totale assenza di lucro che la nostra attività deve continuare a mantenere quale condizione ferma e prevista dalla stessa legge, si legifera uno stato di fatto che da oltre 30 anni è consolidato in taluni settori del CNSAS (es. indennità per tecnico di elisoccorso, istruttori tecnici, ecc. che percepiscono nelle occasioni di servizio attivo, con una media di 3/4 turni al mese). Fermo restando che, al di fuori dei predetti servizi, tutta la restante attività di soccorso deve essere svolta a titolo del tutto gratuito.
  • L'introduzione, riconoscendole ex lege, di sette nuove figure professionali specialistiche del Soccorso Alpino e Speleologico (tecnico di centrale operativa; coordinatore di operazioni di ricerca; tecnico di ricerca; tecnico di soccorso in pista; tecnico disostruttore; tecnico speleosubacqueo; pilota di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) che, attraverso la redazione o aggiornamento dei correlati piani formativi, potranno garantire migliori e più qualificate risposte all'utenza e una più complessiva ed efficace operatività di tutto il CNSAS.
  • Infine, la norma finanziaria con lo stanziamento annuale di 750mila euro per il prossimo triennio, che incontra le particolari necessità di adeguare le polizze assicurative contratte a favore dei soci del CNSAS e di favorire il controllo sanitario a
    favore degli stessi soci, dando estensione e continuità a tutti i servizi CNSAS.
Le dichiarazioni
"Il risultato raggiunto per potere strutturare al meglio la legge 74 del 2001 è il frutto di un grandissimo lavoro durante il quale ci siamo confrontati con particolare attenzione - ha dichiarato il Ministro per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme, il bellunese Federico D'Incà -. Una modifica legislativa che rende ancora più definito il ruolo del soccorso alpino e rappresenta un grande passo in avanti che consentirà a questo corpo di lavorare ancora meglio sui territori. Ritengo che l'opera del soccorso alpino, con i suoi 180 mila interventi, ad oggi, di cui 10 mila solo nel 2019, sia di assoluto rilievo per l'intero Paese. Ringrazio, quindi, tutti i volontari e i membri del Cnsas per la straordinaria attività svolta in questi anni e il ricordo, in particolare, è per tutti gli uomini uomini e le donne del Soccorso Alpino che hanno perso la vita in questi anni durante le operazioni di soccorso, da Sergio Francese ai nostri Angeli del 'Falco' caduto nel 2009: a loro va questo riconoscimento. Da parte del Governo continueremo a impegnarci per sostenere il prezioso lavoro del Cnsas", ha concluso il Ministro. "Anche in questa occasione desidero sottolineare la buona riuscita di un importante lavoro che abbiamo portato avanti negli ultimi mesi, senza annunci roboanti e con il necessario rigore - ha detto invece Maurizio Dellantonio, Presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico - Abbiamo ottenuto - ha proseguito Dellantonio - una riforma sostanziale della Legge 21 marzo 2001, n. 74, una sorta di legge quadro su cui si basa una parte significativa dell'ordinamento di riferimento del CNSAS, che sancisce doveri e responsabilità in capo al personale del CNSAS, ma anche il pieno riconoscimento della nostra organizzazione e delle sue assolute peculiarità. Con cognizione di causa, posso sin d'ora affermare che, nell'ambito delle relazioni istituzionali con gli Enti Locali (Regioni e Province in primis, per il recepimento della disciplina nazionale a livello locale), con il Servizio sanitario e il sistema del 118 (per l'adeguamento di protocolli e procedure) e con le Prefetture (per l'aggiornamento di piani e procedure diverse), tutti i Servizi regionali e provinciali del CNSAS dovranno sentirsi immediatamente impegnati e attivarsi formalmente, assieme al ruolo di sostegno della Direzione nazionale, in quanto questo provvedimento ci permette di reinterpretare e ottimizzare un ruolo ancora più definito e puntuale del Soccorso Alpino e Speleologico." "Permettetemi a questo punto di ringraziare - ha tenuto a ricordare Dellantonio - per questo risultato Federico D'Incà, Ministro per i rapporti con il Parlamento e le Riforme, e quanti, ai livelli più alti del Governo e del Parlamento, hanno assicurato il loro sostengo concreto e determinato al Soccorso Alpino e Speleologico: tante persone ci sono state al fianco e lo saranno anche in futuro, senza necessità di citazione e senza clamore. L'ennesima dimostrazione che l'intero Soccorso Alpino e Speleologico, grazie agli sforzi di tutti i soccorritori, è una realtà apprezzata del nostro sistema Paese e sistema Autonomie Locali." Fabio Bristot Rufus, membro della Direzione nazionale che ha lavorato all'unisono con il Ministro D'Incà e, ovviamente, con lo stesso Dellantonio, ha sottolineato "come la legge di riforma della '74' fosse attesa da vent'anni, motivo per il quale ringraziare il Ministro D'Incà è, ma diventa anche in questo caso un piacere autentico e non solo scontata prassi istituzionale. Il lavoro che ha svolto D'Incà nel corso di due mesi davvero tosti ha, infatti, dimostrato la sua notevole capacità di relazionarsi propositivamente con vari i soggetti istituzionali, senza rinunciare alla determinazione e senza esitare nell'andare decisamente avanti anche quando gli ostacoli che, via via si presentavano innanzi, sembravano fossero insuperabili e per questo motivo di rinuncia." "Un traguardo - ha concluso Bristot - che è in realtà una nuova partenza per tutto il CNSAS, perché quando si effettua una riforma, da una parte si devono tenere saldi i principi iniziali, dall'altra se ne devono aggiungere degli altri: saper porre in essere un nuovo patto con il futuro e saper attuare compiutamente il principio della sussidiarietà verticale che trova nel CNSAS un esempio davvero significativo."

Dati statistici e informazioni
Attività del CNSAS dall'anno di istituzione (1954): Interventi effettuati n. 180.070 Persone soccorse n. 196.637 di cui:
  • Illesi tratti in salvo n. 62.196
  • Feriti tratti in salvo n. 116.172
  • Deceduti recuperati n. 16.157
  • Dispersi/scomparsi n. 2.012
Volontari complessivamente impegnati n. 893.471 Attività del CNSAS nel 2019: Interventi effettuati n. 10.234 interventi (+7,1% rispetto 2018). Persone soccorse n. 10.073 di cui:
  • Illesi 3.376
  • Feriti n. 6.190 unità
  • Deceduti n. 446 nel 2019
  • Dispersi / scomparsi n. 61
Legge 21 marzo 2001, n. 74. Disposizioni per favorire l'attività svolta dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. (Testo coordinato con le successive modifiche ed integrazioni - da ultimo art. 37-sexies del Decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, introdotto dalla legge di conversione 13 ottobre 2020, n. 126) -
Art. 1. (Finalità ed oggetto) 1. La Repubblica riconosce il valore di solidarietà sociale e la funzione di servizio di pubblica utilità del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) del Club alpino italiano (CAI). 2. Il CNSAS provvede in particolare, nell'ambito delle competenze attribuite al CAI dalla legge 26 gennaio 1963, n. 91, al soccorso degli infortunati, dei pericolanti, dei soggetti in imminente pericolo di vita e a rischio di evoluzione sanitaria, alla ricerca e al soccorso dei dispersi e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell'ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale. Restano ferme le competenze e le attività svolte da altre amministrazioni o organizzazioni operanti allo stesso fine; nel caso di intervento di squadre appartenenti a diversi enti ed organizzazioni, la funzione di coordinamento e direzione delle operazioni è assunta dal responsabile del CNSAS. 3. Il CNSAS contribuisce, altresì, alla prevenzione ed alla vigilanza degli infortuni nell'esercizio delle attività alpinistiche, scialpinistiche, escursionistiche e degli sport di montagna, delle attività speleologiche e di ogni altra attività connessa alla frequentazione a scopo turistico, sportivo, ricreativo e culturale, ivi comprese le attività professionali, svolte in ambiente montano, ipogeo e in ambienti ostili e impervi. 4. Il CNSAS, quale struttura nazionale operativa del Servizio nazionale della protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni, concorre al soccorso in caso di eventi calamitosi in cooperazione con le strutture di protezione civile nell'àmbito delle proprie competenze tecniche ed istituzionali.
Art. 2 (Rapporti con il Servizio sanitario nazionale) 1. Per lo svolgimento delle attività previste dall'articolo 1, comma 2, il CNSAS opera in stretto coordinamento con il Servizio sanitario nazionale, con il Sistema dell'emergenza e urgenza sanitaria, con i servizi di elisoccorso e con le centrali del numero unico di emergenza 112. 2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in attuazione dei princìpi stabiliti dall'atto di indirizzo e coordinamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo 1992, e dalla presente legge, individuano nelle strutture operative regionali e provinciali del CNSAS i soggetti di riferimento esclusivo per l'attuazione del soccorso sanitario nel territorio montano ed in ambiente ipogeo. 3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nell'ambito dell'organizzazione dei servizi di urgenza ed emergenza sanitaria, stipulano apposite convenzioni con le strutture operative regionali e provinciali del CNSAS, atte a disciplinare i servizi di soccorso e di elisoccorso, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Art. 3 (Attività del CNSAS) 1. Ai fini della presente legge, l'attività dei membri del CNSAS si considera prestata prevalentemente in modo volontario e senza fine di lucro. 2. In ragione delle responsabilità direttamente connesse con l'assolvimento dei compiti di soccorso, prevenzione e vigilanza posti in capo al CNSAS dagli articoli1 e 2 della presente legge, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 17, comma 7, del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, nei confronti dei componenti degli organismi direttivi di livello nazionale e regionale non trova applicazione quanto previsto dall'articolo 34, comma 2, del medesimo decreto.
Art. 4 (Attività specialistiche) 1. La formazione, la certificazione e la verifica periodica dell'operatività dei tecnici e delle unità cinofile del CNSAS sono disciplinate dalle scuole nazionali di cui all'articolo 5. 2. L'attività formativa, le certificazioni, gli aggiornamenti e le verifiche periodiche di cui al comma 1 sono attestati su apposito libretto personale. 3. Le convenzioni previste dall'articolo 2, comma 3, disciplinano la formazione, l'aggiornamento e la verifica del personale del Servizio sanitario nazionale per quanto concerne le specifiche competenze del CNSAS. 4. Le organizzazioni operanti nel settore del soccorso alpino e speleologico possono, tramite apposite convenzioni, affidare al CNSAS la formazione tecnica specifica del proprio personale. 5. Il CNSAS propone all'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) la predisposizione delle certificazioni per apposite figure professionali necessarie per l'elisoccorso in montagna. 5-bis. Le società esercenti o concessionarie di impianti funicolari aerei in servizio pubblico stipulano apposite convenzioni con il CNSAS per l'evacuazione e per la messa in sicurezza dei passeggeri.
Art. 5 (Scuole nazionali) 1. Nell'ambito del CNSAS sono individuate e riconosciute le seguenti scuole nazionali: a) scuola nazionale tecnici di soccorso alpino; b) scuola nazionale tecnici di soccorso speleologico; c) scuola nazionale medici per emergenza ad alto rischio nel territorio montano; d) scuola nazionale medici per emergenza ad alto rischio nell'ambiente ipogeo; e) scuola nazionale unità cinofile da valanga; f) scuola nazionale unità cinofile da ricerca in superficie; g) scuola nazionale tecnici di soccorso in forra; h) scuola nazionale direttori delle operazioni di soccorso. 2. Le attività delle scuole nazionali sono regolate da specifici regolamenti operativi.
Art. 6 Figure professionali specialistiche. 1. Sono individuate e riconosciute le seguenti figure professionali specialistiche le cui qualifiche sono rilasciate dalle scuole nazionali di cui all'articolo 5: a) tecnico di soccorso alpino; b) tecnico di elisoccorso; c) unità cinofila da valanga; d) unità cinofila da ricerca in superficie; e) medico per emergenza ad alto rischio nel territorio montano; f) medico per emergenza ad alto rischio nell'ambiente ipogeo; g) tecnico di soccorso speleologico; h) tecnico di soccorso in forra; i) direttore delle operazioni di soccorso; i -bis) tecnico di centrale operativa; i -ter) coordinatore di operazioni di ricerca; i -quater) tecnico di ricerca; i -quinquies) tecnico di soccorso in pista; i -sexies) tecnico disostruttore; i -septies) tecnico speleosubacqueo; i -octies) pilota di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto.
Art. 7 (Disciplina applicabile al personale di altre amministrazioni) 1. Le disposizioni di cui agli articoli 4, 5 e 6 non si applicano al personale di altre amministrazioni dello Stato operanti nell'attività di soccorso in montagna, nell'ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale. Per gli appartenenti allo stesso personale restano ferme le corrispondenti disposizioni contenute nei rispettivi ordinamenti.
Art. 8 Modifiche alla legge 18 febbraio 1992, n. 162. 1. All'articolo 1, comma 4, della legge 18 febbraio 1992, n. 162, le parole: «1.000 milioni annui» sono sostituite dalle seguenti: «800 milioni annue», e le parole: «500 milioni annui» sono sostituite dalle seguenti: «300 milioni annue». 2. All'articolo 3, comma 1, della legge 18 febbraio 1992, n. 162, le parole: «500 milioni» sono sostituite dalle seguenti: «900 milioni», le parole: «300 milioni» sono sostituite dalle seguenti: «600 milioni» e le parole: «200 milioni» sono sostituite dalle seguenti: «300 milioni».
Art. 8-bis Contributo integrativo. 1. Per gli anni 2020, 2021 e 2022 è autorizzato un contributo integrativo annuo di euro 750.000 in favore del CNSAS in conseguenza dell'aumento degli oneri assicurativi e per l'effettuazione della sorveglianza e del controllo sanitario nei confronti dei membri del Corpo stesso.
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