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Scritto Giovedì 05 novembre 2020 alle 17:25

Straniero (PD): la Regione spieghi le modifiche della Lecco-Milano

Per quale motivo i treni della linea Lecco-Milano non arriveranno più a stazione Centrale, ma a Rogoredo? E come mai nessuno è stato avvisato? È la sintesi dell’interrogazione a risposta scritta presentata da Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd, sulla situazione che si è venuta a creare con l’Accordo quadro tra Regione Lombardia e Rete Ferroviaria Italiana.

“A marzo la Regione approva una delibera con cui di fatto sottoscrive l’accordo per gli anni 2021-2025 – racconta Straniero –. Da quanto si apprende, la programmazione del servizio sulla linea Lecco-Milano subisce importanti variazioni: i treni diretti Lecco-Milano, i cosiddetti RegioExpress, i quali consentono, negli orari di punta della giornata, di disporre di un treno ogni mezz’ora tra le due città, con le fermate intermedie di Calolziocorte, Cernusco Lombardone, Merate e Carnate, non avranno più come capolinea stazione Centrale, ma arrivo o partenza da Rogoredo”.

Le modifiche di programmazione riguardano principalmente quattro treni che oggi servono una moltitudine di pendolari: i treni che partono da Lecco alle 7.19 e alle 8.21, e quelli che partono da Milano Centrale alle 17.48 e alle 18.40. “Corse estremamente utili per i pendolari che lavorano o studiano a Milano, proprio in virtù della posizione strategica in cui è ubicata la stazione Centrale, per cui una deviazione a Rogoredo renderebbe difficoltosi, se non impossibili, gli spostamenti”, precisa il consigliere Pd.

E non si può far conto sui diretti da Sondrio e Tirano per Milano Centrale, perché “sarebbero sicuramente insufficienti per trasportare tutti i viaggiatori e i pendolari, sia per la scarsa frequenza che per i limiti infrastrutturali che presentano le linee”, fa presente Straniero, ancora più contrariato dal fatto che “in occasione dell’ultimo Tavolo territoriale, riunitosi in Regione, era stato assicurato che non ci sarebbero state variazioni per i treni che servono il

territorio lecchese verso la fermata di Milano Centrale. Dunque, la programmazione concordata tra Regione Lombardia e Rfi non ha tenuto in considerazione le valutazioni dei territori interessati, né si è preoccupata di informare i rappresentanti degli utenti e dei viaggiatori”.

Il consigliere dem chiede all’assessore regionale ai Trasporti Terzi proprio questo, ovvero per quale motivo nell’Accordo quadro si è deciso di modificare la stazione milanese e perché Regione Lombardia non ha informato i territori e i rappresentanti degli utenti e dei viaggiatori prima che venisse sottoscritto l’Accordo”.
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